
mercoledì 31 dicembre 2008
CENSURA SU FACEBOOK
Le lunghe orecchie del C.P.L.L.D.S.A.P.R. (comitato per la libertà di stampa a puntoradio) hanno scoperto che le lunghe mani del censore sono arrivate anche su Facebook.
La stessa foto che è stata cancellata dal nostro blog è misteriosamente scomparsa anche dalle pagine pubblicate da una nostra amica.
Il comitato di cui sopra si è già attivato per portare la questione a chi di competenza al fine di garantire la libertà di comunicazione oltre che alla radio anche in rete.
LA REDAZIONE
La stessa foto che è stata cancellata dal nostro blog è misteriosamente scomparsa anche dalle pagine pubblicate da una nostra amica.
Il comitato di cui sopra si è già attivato per portare la questione a chi di competenza al fine di garantire la libertà di comunicazione oltre che alla radio anche in rete.
LA REDAZIONE
mercoledì 24 dicembre 2008
Censura a Puntoradio
Questo è un post redatto dal C.P.L.L.D.S.A.P.R. (comitato per la libertà di stampa a punto radio).
é con notevole rammarico che il nostro comitato è venuto a conoscenza di un increscioso e deplorevole episodio di censura accaduto tra i frame di questo post.
A causa di pesantissimi pressioni ed influenze da elementi dominanti del gruppo risulta essere soppressa e cancellata dai nostri archivi una foto comprovante il deplorevole atteggiamento di uno degli speaker della nostra radio.
Posti di fronte all'evidenza dei fatti i membri del succitato comitato esprimono il loro rammarico per quanto è successo in quella che fino ad ora era considerata una radio libera.
La redazione
é con notevole rammarico che il nostro comitato è venuto a conoscenza di un increscioso e deplorevole episodio di censura accaduto tra i frame di questo post.
A causa di pesantissimi pressioni ed influenze da elementi dominanti del gruppo risulta essere soppressa e cancellata dai nostri archivi una foto comprovante il deplorevole atteggiamento di uno degli speaker della nostra radio.
Posti di fronte all'evidenza dei fatti i membri del succitato comitato esprimono il loro rammarico per quanto è successo in quella che fino ad ora era considerata una radio libera.
La redazione
martedì 23 dicembre 2008
Live a... PuntoRadio
Questa sera lo spazio "live" del blog di Siamo in Onda e dedicato giustamente ai protagonisti di Puntoradio.E questa sera trasmettiamo live una sorta di festa con quasi tutti i conduttori delle varie trasmissioni. Potete vedere nella foto Carmelo, Walter (direttore e conduttore di Stilecorsa), Paolo Simonotti



lunedì 22 dicembre 2008
Siamo in onda, può succedervi di tutto

Per Zero322.it ho scritto una breve presentazione di Siamo in Onda. Se vi va di leggerla, la trovate qui di seguito.
Incontrare un gatto immaginario, conoscere un'esperta di draghi, sentire la delicata voce di una genovese cantare in portoghese e quella di un architetto aronese che prima di suonare si mette la parrucca. Tutto nella stessa sera. Cose così capitano a chi il sabato sera sceglie di accendere la radio. Per la precisione, Puntoradio.
Il mio nome è Fulvio Julita e da circa un anno ho riscoperto un antico amore: quell'universo parallelo (a internet) che è la radio. Il sabato sera io e il mio illustre compare Fabio Giusti, uno che lavora in radio probabilmente dai tempi di Guglielmo Marconi, ricamiamo un talk show che si chiama "Siamo in Onda". È un originale salotto radiofonico, un luogo dove gli ospiti si raccontano davanti a un microfono regalando, a chi vuole ascoltare, storie, esperienze, speranze.
L'atmosfera è rilassata ed accogliente. I ritmi sono lenti. I pensieri si rincorrono. Qui siamo anni luce lontani dai tempi incalzanti della radio di ogni giorno. Le parole hanno modo di sedimentare nell'aria, far riflettere o strappare un sorriso. C'è il calore di un gruppo di amici. Ci sono mille argomenti, affrontati con serietà e un pizzico di leggerezza.
I CONTENUTI
Il territorio è il legante naturale della serata. Nelle tre ore di trasmissione (dalle nove a mezzanotte) si sprecano i riferimenti ai luoghi e alle tradizioni di quell'area geografica toccata dal segnale di Puntoradio. L'epicentro è la zona tra i laghi Maggiore e d'Orta, estendendosi poi verso l'intera provincia di Novara, Vercelli, la Valsesia, il Varesotto e oltre. E poi c'è la musica. Canzoni, spesso ripescate tra
le nebbie dei ricordi. Ma non solo. Nel sabato sera di Puntoradio c'è soprattutto musica live. "Siamo in Onda" è uno straordinario palcoscenico per talenti emergenti, un'opportunità unica per artisti indipendenti che faticano a trovare spazio nei circuiti tradizionali.
LO STAFF DI SIAMO IN ONDA
Assieme a noi c'è uno straordinario team composto da Roberto Smilzo, la Viola, Marco l'Equi Librista, Roberto Sbi, Claudio Pofi, Umberto Spantaconi, Marta Raimondi. La regia tecnica è curata da Mauro Massara. Il contributo di Fiorella Nicotera, voce della redazione giornalistica della radio, offre l'occasione per approfondire le notizie che, in settimana, hanno destato attenzione in ambito locale. E poi c'è un lungo elenco di collaboratori e opinionisti: i blogger di "Ortablog" e "Il lago dei Misteri", la redazione di "Arona.net", gli scrittori del collettivo "I menestrelli di Jorvick". E naturalmente gli amici di Zero322.it.
...ANCHE SU INTERNET
"Siamo in Onda" si può ascoltare sia in FM (96.3 è la frequenza per l'alto novarese) sia su internet all'indirizzo www.puntoradio.net. Proprio su internet il programma trova ideale compleamento. Attraverso il sito si può accedere al blog "Il fuori onda di Siamo in Onda". È una sorta di diario online dove vengono pubblicate in diretta le immagini di ciò che succede in studio e le schede di approfondimento degli argomenti trattati.
sabato 20 dicembre 2008
Live a Siamo in Onda

Puntata natalizia la dodicesima di Siamo in Onda. E non potevano mancare grandi ospiti che si esibiscono cantando pezzi natalizi davanti ai nostri micorfoni. Inizia un grande amico della nostra trasmissione: Naso
Prosegue la carellata di amici e ospiti: il mitico Claudio Pofi
I Moksha. A giorni sta per uscire il loro nuovo cd
Non poteva mancare in questa occasione Toni Veronesi che ha scritto appositamente una canzone natalizia.
Anche la compagnia della Corte de Miracoli è qua con noi. Nella foto Cristina Medina e Maria Teresa Meardi
I Motorino di Nicola.
Ivano Balabio che ha letto un pezzo scritto da Mario Favini dei Menestrelli di Jorvik e
Small Paul
Cristina Medina e Ivano Balabio che hanno letto un pezzo del Lago dei Misteri
Babbo Natale esiste!
Alfa è andato a portare gli auguri alla Maga e questo è il dialogo che è seguito alla domanda
“Secondo te, esiste Babbo Natale?”
LA MAGA:
[Ride]
«Ma certo che esiste!»
ALFA:
[Deciso]
«Babbo Natale è un mito inventato dalla Coca Cola. Ha persino i colori della multinazionale. E pensare che c’è chi se la prende con Halloween definendolo un’americanata…»
M.:
«Questa è una leggenda metropolitana! Un Babbo Natale dal viso rubicondo, che viaggia su una slitta trainata da otto renne, compare già in un racconto del 1823, mentre la Coca Cola fu inventata solo nel 1886. Certo, la sua immagine fu modificata e utilizzata per pubblicizzare la bevanda, ma come per Halloween non si deve confondere la versione globalizzata e commerciale della leggenda con le radici più antiche. Ma tu, dimmi, accogli Babbo Natale come si deve…»
A.:
[Sorpreso]
«Cosa vorresti dire?»
M.:
«Gli hai mai lasciato l’offerta, come prevede la tradizione?»
A.:
«Offerta? Ma non è Babbo Natale a portare i regali?»
M.:
[Con tono di dolce rimprovero]
«Se vuoi che Babbo Natale venga a trovarti, devi lasciargli l’invito e qualcosa perché possa riprendere le forze e continuare il suo viaggio. Un piccolo dono: un bicchiere di vino, uno di latte o un pugno di castagne secche. Non ti chiede molto, in fondo.»
A.:
«In effetti non lo sapevo… »
M.:
«Vedi la mentalità del secolo? Si pretende ogni cosa, come fosse dovuta e quando questa non arriva si cade nel cinismo. In fondo lo Spirito del Natale ci vuole ricordare quanto sia bello e giusto donare disinteressatamente, ringraziando prima di aver ricevuto. Ricorda: la serenità e la pace sono i veri doni dello Spirito del Natale. La magia del Natale è tutta qui e ci accompagna in quelle magiche dodici notti, da Natale all’Epifania, in cui tutto può accadere.»
«Ma certo che esiste!»
ALFA:
[Deciso]
«Babbo Natale è un mito inventato dalla Coca Cola. Ha persino i colori della multinazionale. E pensare che c’è chi se la prende con Halloween definendolo un’americanata…»
M.:
«Questa è una leggenda metropolitana! Un Babbo Natale dal viso rubicondo, che viaggia su una slitta trainata da otto renne, compare già in un racconto del 1823, mentre la Coca Cola fu inventata solo nel 1886. Certo, la sua immagine fu modificata e utilizzata per pubblicizzare la bevanda, ma come per Halloween non si deve confondere la versione globalizzata e commerciale della leggenda con le radici più antiche. Ma tu, dimmi, accogli Babbo Natale come si deve…»
A.:
[Sorpreso]
«Cosa vorresti dire?»
M.:
«Gli hai mai lasciato l’offerta, come prevede la tradizione?»
A.:
«Offerta? Ma non è Babbo Natale a portare i regali?»
M.:
[Con tono di dolce rimprovero]
«Se vuoi che Babbo Natale venga a trovarti, devi lasciargli l’invito e qualcosa perché possa riprendere le forze e continuare il suo viaggio. Un piccolo dono: un bicchiere di vino, uno di latte o un pugno di castagne secche. Non ti chiede molto, in fondo.»
A.:
«In effetti non lo sapevo… »
M.:
«Vedi la mentalità del secolo? Si pretende ogni cosa, come fosse dovuta e quando questa non arriva si cade nel cinismo. In fondo lo Spirito del Natale ci vuole ricordare quanto sia bello e giusto donare disinteressatamente, ringraziando prima di aver ricevuto. Ricorda: la serenità e la pace sono i veri doni dello Spirito del Natale. La magia del Natale è tutta qui e ci accompagna in quelle magiche dodici notti, da Natale all’Epifania, in cui tutto può accadere.»
I Menestrelli: Il Natale è stato diverso.
Natale ‘44Il Natale a quei tempi era diverso, ed anche Babbo Natale.
Non aveva la barba bianca e la pancia, ma era giovane e forte.
Non aveva nemmeno il vestito rosso. Al suo posto indossava una tuta verde scuro, o nera. La sua slitta era di freddo metallo, e non aveva bisogno di renne per volare: si librava da sola, correndo a gran velocità per i cieli, seguita da un rombo assordante.
Non aveva la barba bianca e la pancia, ma era giovane e forte.
Non aveva nemmeno il vestito rosso. Al suo posto indossava una tuta verde scuro, o nera. La sua slitta era di freddo metallo, e non aveva bisogno di renne per volare: si librava da sola, correndo a gran velocità per i cieli, seguita da un rombo assordante.
A dir la verità di Babbi Natale ce n’erano più d’uno, a quei tempi. Nonostante questo, nessuno di loro aveva mai il tempo di calarsi giù per il camino. Si limitavano a sorvolare la nostra città lasciando cadere pacchi e pacchetti dalle loro slitte alate, ed io correvo felice a raccogliere quei regali inaspettati. Quasi sempre si trattava di dolciumi. Cioccolato, soprattutto.
Estasiato da quei doni succulenti tornavo dalla mamma, che aspettava a casa, o meglio di fronte a quel poco che restava della nostra casa: un mucchio di rovine e calcinacci, un mucchio di macerie e sogni infranti.
Spesso, infatti, erano altre slitte a sorvolare la nostra città, slitte alate e rombanti proprio come quelle di Babbo Natale, slitte in effetti quasi identiche alla sua, non fosse che al posto dei dolciumi, ad esser lasciate cadere erano le bombe, capaci di regalare al massimo la morte.
Estasiato da quei doni succulenti tornavo dalla mamma, che aspettava a casa, o meglio di fronte a quel poco che restava della nostra casa: un mucchio di rovine e calcinacci, un mucchio di macerie e sogni infranti.
Spesso, infatti, erano altre slitte a sorvolare la nostra città, slitte alate e rombanti proprio come quelle di Babbo Natale, slitte in effetti quasi identiche alla sua, non fosse che al posto dei dolciumi, ad esser lasciate cadere erano le bombe, capaci di regalare al massimo la morte.
Perry Zona e...Babbo e Bel.
Onde radioPer le sue ferie post-natalizie di gennaio, Babbo partecipò alla convention del Renna Rap Fun Club, dove ci si scambiava consigli sugli esercizi di aerobica per tenere in forma le renne durante l’anno.Proprio qui, Babbo conobbe la dolcissima Bel, creatura umana che gli aveva stregato il cuore con il suo sorriso! Non rivelando la sua identità, Babbo trascorse un’intera settimana con lei. Di solito i suoi incontri umani erano limitati alla notte di natale…
Ora invece aveva un’amica reale Alla fine delle ferie, Babbo le disse: - Ti lascio il mio indirizzo privato, così se mi scrivi, la tua letterina non si perderà in mezzo a quelle del “lavoro”!
Via della Scala a Chiocciola Polo Nord – confermò Babbo.
- Punto? - domandò Bel. Nella confusione dei Babbo non capì e ribattè:. - Punto come?? –
La ragazza fece un altro dei suoi sorrisi e finì di scrivere l’indirizzo, annuì e ripiegò con cura il foglietto. Si abbracciarono lungamente e si salutarono con la promessa di sentirsi presto.
Ma col passare dei mesi la letterina non arrivava. Passò anche ferragosto e cominciò l’autunno. Da ogni parte del mondo fioccavano letterine...tranne quella di Bel.
La sera del 20 dicembre, Babbo era nella sua baita e ascoltava la radio. Le voci di
Siamo in onda stavano trasmettendo da Puntoradio.
-…e siamo ora collegati al telefono con Bel, una nostra affezionata ascoltatrice …-
Babbo sussultò a quel nome!
Santa Claus! Era proprio lei!
- Ciao Bel! Qual è il tuo messaggio di natale? – la incitò lo speaker.
- Bè…mi manca tanto una persona speciale che ho conosciuto mesi fa. Si fa chiamare Babbo ed ho solo il suo indirizzo mail viadellascalachiocciola@polonord.com. Gli ho scritto ma non mi ha mai risposto. Ho pensato che magari vi sta ascoltando e…vorrei dirgli che lo penso tantissimo! –
- Grazie Bel…stai tranquilla – la rincuorò lo speaker – Un poeta scrisse: L’amicizia è come la musica, due corde parimenti intonate vibreranno insieme anche se ne toccate una sola (ndr Francis Quarles) vedrai che il tuo amico sentirà la tua vibrazione! –
La notte di natale, Babbo tornò da Bel e la trovò addormentata davanti al suo computer. Le carezzò i capelli e la baciò sulla guancia.
Il mattino di natale Bel si svegliò e trovò un post-it attaccato allo schermo del suo PC:
“Grazie di esistere! Firmato: Babbo Natale
PS. Prometto di chiedere alla Befana una connessione internet in regalo!!!”
Stasera Grande Festa: Il Natale di Siamo in Onda!
E' il sabato più vicino al Natale, questo. Vogliamo "addobbare" la puntata con luci, colori e atmosfere natalizie. Abbiamo chiamato tanti amici del programma che ci raggiungeranno in studio e stasera saremo in tanti ai microfoni di Puntoradio per trasmettervi il nostro Natale. Babbo Natale esiste se vi è la voglia di ritrovare dentro di noi almeno un frammento di infanzia, di entusiasmo per un piccolo dono. Se vorrete trascorrere un sabato sera diverso con tanta musica live, storie di vita, racconti e qualche sorriso...beh seguiteci.Aiutateci a costruire la trasmissione anche con i vostri messaggi. Vi aspettiamo.
venerdì 19 dicembre 2008
Zero322 e Zero321, le nuove vedette

La scorsa settimana una nuova vedetta si aggiunta al nostro staff. Chi ci ascolta abitualmente sa chi sono le vedette. Sono i vari blogger del nostro territorio, persone che attraverso internet, per il solo piacere di farlo, fanno informazione libera e slegata dalle logiche delle testate ufficiali. Da tempo abbiamo scelto di dare loro voce, chiedendo di suggerirci notizie ed opportunità circa eventi, manifestazioni e occasioni di interesse culturale o ludica.
Una nuova vedetta, dicevo, ha trovato spazio nel nostro programma. Il suo nome è Giuseppe Volta. È una delle anime di un progetto strettamente legato al territorio novarese. Per la precisione:
Zero322.it per l'alto novarese
Zero321.it per il basso novarese
Segnatevi questi siti nei vostri bookmark per arricchire la vostra rassegna stampa quotidiana di una voce in più e fuori dal coro.
mercoledì 17 dicembre 2008
Un antivirus "sicuro": AVG free
Volete un antivirus sicuro, leggero, facile da usare, affidabile e soprattutto con licenza freeware: utilizzate AVGfree.AVGfree è un eccellente antivirus che ha tra la peculiarità la leggerezza (il file di installazione e solo di 6 mega) e soprattutto l’affidabilità di utilizzo. AVGfree riesce a trovare molti più virus rispetto ad altri antivirus molto più blasonati e soprattutto a pagamento. Come spesso voi avete potuto constatare, tanti antivirus vengono “attaccati” e resi inibiti dai virus che riescono aggirare il sistema di protezione infettando il pc. Il motore di AVGfree invece è diverso e (fino ad ora) non è ancora attaccabile dai virus, riuscendo così a difendere i nostri personal computer.
L’interfaccia grafica è molto intuitiva e di facile consultazione. Le azioni che devono essere svolte con maggiore frequenza sono messe in evidenza con bottoni di dimensione maggiori.
Un'altra funzione molto pratica è l’aggiornamento del database dei virus che si avvia automaticamente all’accensione del pc e qualora foste collegati ad internet, l’aggiornamento avviene in pochi secondi.
La versione 8 di AVGfree implementa rispetto alla versione 7.5 (già ottima) la funzione di Anti-Spyware e la funzione LinkScanner che, automaticamente, segnala se il sito che abbiamo trovato nei vari motori di ricerca è potenzialmente pericoloso. Tutto questo assolutamente gratis (licenza freeware). Purtroppo la versione freeware è in lingua inglese, ma ciò non impedisce la facilità di utilizzo. Buon divertimento e alla prossima!
sabato 13 dicembre 2008
Live a Siamo in Onda
Grande serata questa undicesima puntata di Siamo in Onda. E' venuto a trovarci Paolo Saporiti con i suoi straordinari pezzi. Un ringraziamento a Paolo per questa sua visita.
Una nuova "vedetta sul territorio" che collabora con Siamo in Onda. Si tratta di Giuseppe Volta della redazione di zero322 (http://www.zero322.it/) e di zero321 (http://www.zero321.it/)
Con noi Rossana Girotto.
Just let it happen...., il cd di Paolo Saporiti
I Menestrelli di Jorvik, Eleonora Roaro e Mario Favini ritratti con Fulvio Julita
Il Lago dei Misteri e..."Il labirinto dell'oscurità".
Il labirinto dell’oscuritàVi sono strade frettolose che corrono rapide e veloci. Altre si snodano lente, lungo le colline del lago, come a volervi invitare a guardarvi attorno, ad ammirare i paesaggi. Ci sono vie tranquille come i villaggi che attraversano, dove il tempo pare essersi fermato. Altre, sinuose come serpenti e altrettanto pericolose, se solo osate distrarvi un attimo. Ci sono passaggi, infine, che non vedono mai la luce del sole. Non è facile trovarli, ma non per un problema di segnaletica,
come accade per le strade di superficie. Non esistono frecce ad indicarli e potete mettervi alla loro ricerca solo seguendo le labili tracce di una leggenda. I cunicoli collegano luoghi molto distanti tra loro e il loro tracciato è imprevedibile. Attraversano montagne e corsi d’acqua.
S’immergono su una riva del lago per riemergere dall’altra parte, in un’altra fortezza o grotta sulla sponda opposta. Nel loro insieme costituiscono una rete fittissima nel sottosuolo,
la cui mappa è impossibile ricostruire. Lì sotto l’orientamento si perde, il tempo si ferma e la mente vacilla. Alcuni sussurrano che molti cunicoli si collegherebbero ad una rete di passaggi molto più antica, scavata prima che la nostra specie apparisse sul pianeta. Gallerie che porterebbero in luoghi segreti, difesi da trabocchetti e parole d’ordine stabilite all’alba del mondo, in lingue non umane. Luoghi nel ventre della terra in cui sarebbero custoditi tesori inimmaginabili e oggetti capaci di donare al possessore virtù, forza, ricchezza. Occorre solo trovare il coraggio di infilarsi nelle viscere della terra, per cercarli...
come accade per le strade di superficie. Non esistono frecce ad indicarli e potete mettervi alla loro ricerca solo seguendo le labili tracce di una leggenda. I cunicoli collegano luoghi molto distanti tra loro e il loro tracciato è imprevedibile. Attraversano montagne e corsi d’acqua.
S’immergono su una riva del lago per riemergere dall’altra parte, in un’altra fortezza o grotta sulla sponda opposta. Nel loro insieme costituiscono una rete fittissima nel sottosuolo,
la cui mappa è impossibile ricostruire. Lì sotto l’orientamento si perde, il tempo si ferma e la mente vacilla. Alcuni sussurrano che molti cunicoli si collegherebbero ad una rete di passaggi molto più antica, scavata prima che la nostra specie apparisse sul pianeta. Gallerie che porterebbero in luoghi segreti, difesi da trabocchetti e parole d’ordine stabilite all’alba del mondo, in lingue non umane. Luoghi nel ventre della terra in cui sarebbero custoditi tesori inimmaginabili e oggetti capaci di donare al possessore virtù, forza, ricchezza. Occorre solo trovare il coraggio di infilarsi nelle viscere della terra, per cercarli...
Rossana ci regala una piccola Perla

Si tratta dell'ultima favola in ordine di tempo nata dalla fantasia di Rossana Girotto e che a giugno scorso ha vinto il premio IL CAVEDIO di Varese per la categoria "racconti per l'infanzia" , le immagini sono state disegnate da Selena Zanrosso, studentessa di Brera.
BABAU HOTEL
Mia mamma mi dice sempre che quando ero più piccola non avevo paura di niente.
Mi dicevano: se non fai la nanna arriva l’Uomo Nero ! E io me ne stavo a letto con gli occhi spalancati ad aspettarlo per vedere com’era fatto. Non riuscivo a capire perché l’Uomo Nero, il Mostro, il Lupo, la Strega, l’Orco e compagnia bella dovessero mai andare in giro a spaventare i bambini che non facevano i bravi. Che cosa ci guadagnavano? C’erano davvero personaggi così cattivi e stupidi che si divertivano a far paura ai bambini, solo per il gusto di farlo?
Io e mia mamma d’estate andavamo al mare insieme con la Luisa, una sua amica che aveva un figlio della mia età e che mi faceva sempre un sacco di dispetti.
Si chiamava Andrea e nonostante facesse tanto il coraggioso in spiaggia a sfidare le onde e andare sott’acqua, lui sì che aveva paura del buio e dell’Uomo Nero.
Sua mamma diceva: fate la nanna subito altrimenti viene l’Uomo Nero col sacco a portarvi via! e, mentre Andrea si metteva di corsa sotto le coperte zitto zitto, io mi sedevo sul letto al buio e lo tempestavo di domande per sapere com’era fatto questo Uomo Nero, com’era vestito, se era nero anche il sacco oppure no, e che cosa ci faceva con i bambini che catturava. E di notte poi!
Avrebbe catturato molti più bambini dispettosi e disubbidienti ( come Andrea ), se solo fosse andato in giro di giorno, a vedere come si comportavano!
Così , la sera, al buio nella nostra cameretta d’albergo, ero io a prendere in giro lui, grande fifone che aveva paura dell’Uomo Nero! Lo prendevo in giro così tanto che un pomeriggio, mentre stavo facendo il riposino, lui per vendetta mi tagliò tre dei miei riccioli.
Mi arrabbiai moltissimo, tanto più che per pareggiare i capelli dovetti tagliarli tutti, corti: Sembravo un maschio, e sperai tantissimo che l’Uomo Nero venisse a catturarlo davvero col suo sacco. Un giorno scoprii che le nostre due mamme avevano progettato di andare a un concerto quella sera, mentre noi dormivamo. Allora decisi che era venuto il momento di saperne di più su questo famigerato Uomo Nero e convinsi Andrea a stare sveglio, e poi a vestirsi per uscire dalla stanza a indagare. I corridoi dell’albergo erano illuminati a giorno, certo l’Uomo Nero non si sarebbe mai azzardato a girare così, nella luce. Dovevamo trovare un posto buio dove sicuramente lui se ne stava nascosto.
Scendemmo le scale verso il retro, nei corridoi delle cantine la luce era fioca, e in fondo c’era uno stanzino buio. Andrea tremava di paura. Beh gli stava bene: dov’erano finiti il suo coraggio e la sua spocchia? Si spegnevano anche loro insieme alla luce, ah ah.
Io pensavo ai miei capelli da maschio ed ero proprio contenta che lui avesse paura.
Aprii la porta dello stanzino e Andrea disse:
Ce-Ce-Cerca l’ interr-ruuutt-tore, per fa-favore!
Tastai lentamente la parete a destra e poi a sinistra, e trovai l’interruttore. Schiacciai il tastino, una, due, tre volte, ma la luce non si accendeva. La lampadina si era bruciata.
Non funziona, non c’è luce, non ti farai mica la pipì addosso adesso, vero? Chiesi malignamente ad Andrea, mentre lo trascinavo per un braccio nello stanzino. C’era odore di candeggina e detersivo, era lo sgabuzzino delle pulizie. Con le braccia tese in avanti toccammo una scala, un secchio di plastica, i bastoni delle scope e degli spazzoloni e i fili grossi del mocio. Ma niente Uomo Nero. Ovviamente !
Non c’è proprio nessun Uomo Nero, vedi che non esiste – dissi ad Andrea con aria di superiorità – è solo una bugia di tua mamma per farti dormire, e tu sei così fifone che ci credi! Fifone! Fifone!
Andrea sembrava ancora dubbioso, le mamme non dicono mai bugie… Di solito.
F- forse l’Uomo Nero non abita proprio qui. Avrà una ta- tana più… seria, mica uno sgabuzzino delle scope! E poi dove li mette i bambini catturati? Qui non c’è neanche posto! P- p -possiamo andare via, adesso?
Andrea aveva avuto la sua bella dose di strizza, sì, potevamo tornarcene nei nostri lettini. Io avevo avuto la prova che l’ Uomo Nero non esisteva, Andrea rimaneva un bel fifone, ma insomma erano fatti suoi. E poi avevo sonno. E se le mamme tornavano, e non ci trovavano a letto, allora sì che erano guai! Avevo chiesto di andare a mangiare una coppa gigante di gelato con le amarene, domani, e non volevo rischiare un castigo.
Con le mani tese cercai la maniglia della porta per uscire ma non la trovai e sentii un soffio gelido sulle dita. Dove credete di andare? Un vocione tenebroso veniva dall’alto. Andrea mi abbracciò fortissimo.
Alzammo lo sguardo verso la voce, c’erano due occhi fiammeggianti che ci guardavano.
Due bambini disobbedienti e ficcanaso, eh? Non dovreste essere a letto? Non sapete che i bambini cattivi… vengono portati via?
Cercai di tirare fuori tutta la mia voce, che sembrava finita sotto le scarpe: Ci-ci-ci ssscusi, signor… Uomo Nero… Noi volevamo… N-Noi credevamo… cioè, nonononon credevamo c-che…
Uomo Nero? Ma quale Uomo Nero? L’Uomo Nero non esiste!
Io sono IL BABAUUUU
Non so come Andrea riuscì ad aprire la porta dello sgabuzzino, e a tirarmi fuori con tutta la forza che aveva. Correva velocissimo su per le scale, e io dietro come una saetta. Vidi che aveva i pantaloni tutti bagnati.
Ma non lo avrei preso in giro mai più, proprio mai più. Sentii una briciola di coraggio nel cuore e mi volsi a guardare. La porta dello stanzino era ancora aperta, come una bocca nera.
Mi sembrò di sentire un sussurro: …BABAUUUUU…
Rossana Girotto: La "Poetrice".
Stasera in trasmissione il nostro esperto di letteratura Marco l'Equi-Librista intervista Rossana Girotto. Rossana è una giornalista...si definisce una Cacciatrice di Libri ma soprattutto una Poetrice... Scrive di favole e di racconti... Rossana Girotto vive sulle rive del Lago Maggiore e i suoi racconti richiamano le nostre terre, le terre in cui vive, il Verbano..."Lo Gnomo di Curiglia" è il titolo del libro edito da il Colibrì che ci presenta stasera. E' una favola ambientata sul Lago Maggiore; una storia che si svolge tra la Valle Veddasca, Luino e Cannero, e le bellissime illustrazioni di Filippo Bruno completano le situazioni divertenti e piene di magia che i protagonisti vivono in una giornata di fine agosto. Curiglia con Monteviasco è una piccola località montana nelle Valli del Luinese, un paesino suggestivo con pochi abitanti stanziali, anche perché la località Monteviasco si raggiunge solo tramite funivia o con una camminata di circa un’ora mentre la frazione di Piero ospita antichi mulini in parte ristrutturati che si trovano su un declivio erboso sulla riva di un torrente bellissimo.
La favola non riprende storie o leggende locali già esistenti, è assolutamente originale frutto della sua fantasia, ma ovviamente riprende temi reali.
Edizioni Il Colibrì.
Perry Zona e...quella via immacolata
“Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie. Scoprirlo significherà, per voi, amarlo.” così diceva Kahlil Gibran...ecco il nuovo racconto di PerryZona.Una Strada immacolata.
L’aria rarefatta si faceva sempre più fresca, mentre pungenti come spilli erano i fiocchi che si scontravano col suo viso. Era seduto sulla seggiovia che proseguiva lenta con il suo cingolìo tenue, l’unico rumore. La neve aveva “fioccato” alla grande durante la notte. I suoi occhi perlustravano le ampie piste sottostanti. Vuote.La sera precedente era sul treno affollato di pendolari che rientravano a casa per il week-end. Si faceva spazio col suo zaino, gli scarponi appesi ai lati e la tavola “imbandita”, pronta per le sue surfate. Eccomi finalmente! Trotterellando sui cavi, la seggiovia stava già per compiere la curva. E’ dall’inverno scorso che non muovo lamina, chissà se ricordo come si fa. In un attimo era già...col sedere per terra. Sono arrivato e già sto partendo! Sembrava tutto così piccolo da lassù, eppure lui stesso era un puntino nero in movimento su un foglio di carta bianca. Non gli restava che scrivere quella pagina ancora vergine. Aveva preso velocità, seguiva i lineamenti della montagna, come un rasoio sulla gamba di una bella donna. Con delicatezza certo, senza farsi male, senza fare male. Con la sua tavola si sentiva sospeso tra cielo e neve. Sapeva benissimo che una virata azzardata o un colpo distratto, l’avrebbero fatto sprofondare. Eppure riusciva a voltarsi per osservare la scia immacolata e perfetta stampata bianco su bianco, con un principio ormai indecifrabile ed un futuro tutto da realizzare. Poi solo qualche cartello: rallentare. Ok, per la sicurezza di me stesso e degli altri. Ma fermarsi solo per ripartire!
Stasera un folksinger di razza: arriva Paolo Saporiti.
Anche stasera grande musica live in trasmissione. Prepariamo atmosfere eleganti ed esclusive...una trama rarefatta di suoni e voci intime e preziose.
Torna a Siamo in Onda Paolo Saporiti: cantautore dalla formula folk classica (chitarra acustica e voce).
Sarà interessante ripercorrere il suo cammino artistico attraverso le canzoni dei suoi cd. Vi aspettiamo in onda.
giovedì 11 dicembre 2008
Live a Fatti Sentire
Nuova incursione nella trasmissione di Ray Heffernan, Fatti Sentire che questa sera ci ha fatto conoscere Francesco Farina e la sua band.Per avere maggiori ragguagli riguardo la trasmissione di Ray potrete collegarvi all'indirizzo http://myspace.com/fattisentire
Parliamo di Unforgiven Organizer
All’inizio della mia esperienza radiofonica con Siamo in Onda mi occupavo di recensire programmi freeware e con questo mio post della Smilzo Web Travel ritorno alle origini parlandovi di un'agenda per poter organizzare gli appuntamenti, facile da utilizzare, con licenza freeware e anche “divertente”.Unforgiven Organizer è un ottima agenda con licenza gratuita che, come tutte le agende elettroniche, organizza appuntamenti, scadenze, ricorrenze ecc... La differenza dalle normali agende sta nel fatto che è possibile utilizzarla anche da più utenti contemporaneamente e quindi su più client avendo però un solo database di archivio che si può condividere. Pertanto è utilissima per tutti coloro che hanno più personal computer e vogliono avere una sola agenda visionabile da tutti i pc collegati alla rete. Per utilizzare questa funzionalità occorre modificare nelle impostazioni il percorso ove salvare il file database con gli appuntamenti. Sto in questi giorni testando se questa funzionalità sia operativa anche via web e non solo in una rete locale. Se ciò dovesse funzionare abbiamo la possibilità di visionare la nostra agenda in qualsiasi punto noi siamo semplicemente utilizzando il nostro pc portatile. Oltretutto ha anche una grafica divertente e dei popup di avviso “simpatici”. Un’altra particolarità è che è in lingua italiana, cosa assai rara per un programma freeware.
Vedrò di mantere questo appuntamento anche nelle prossime settimane parlando di altri programmi utili e sprattutto con licenza freeware.
sabato 6 dicembre 2008
Live a Siamo in Onda
Nuova puntata di Siamo in Onda e ospiti di questa grande serata ci sono i Lamiere Contorte
Nella foto, Gianni, l'autore dei testi dei Lamiere Contorte.

Maria Teresa Meardi ha letto per noi uno straordinario brano dei Menestrelli di Jorvik scritto da Mario Favini.
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.... di solito è il telefono che suona, mi sa che stavolta è suonato qualcun altro.




