sabato 28 marzo 2009

Live a Siamo in Onda

Ventitreesima puntata di Siamo in Onda il salotto radiofonico di Puntoradio. Ospiti della serata il gruppo SING4JOY

Non poteva mancare il nostro amico esperto di cinema Claudio Pofi

Gli artisti della Corte dei Miracoli
Alcuni componenti del gruppo SING4JOY con Umberto e Fabio Eleonora Roaro con Fabio Giusti e Umberto

Mario Favini evoca..."Arbeit macht frei".


Sceriffi
di Mario Favini
Siamo saliti sul treno stamattina presto, quand’era ancora buio. Ero molto emozionato, perché era la prima volta che lo prendevo. Mi sembrano sempre tanto grandi, i treni, e mi fanno un po’ paura, ma la mamma dice sempre che mi succede solo perché sono ancora piccolo. Non mi piace, comunque, questo treno. Non ci sono posti per sedersi e ci sono davvero tante persone. C’è molto rumore e mancano i finestrini. Le pareti, però, sono fatte di legno, e tra le assi ci sono delle fessure, così posso guardare fuori, e vedere i campi. Scorrono così veloci…
Papà non ha detto nulla per tutta la mattina, e sembra molto triste. La mamma ora è seduta in fondo al vagone e piange, ma non so perché. Con lei ci sono tante altre donne, e tutte si abbracciano, e piangono. Sono tutti molto tristi, i grandi, e hanno paura, ma io sto con degli altri bambini e giochiamo, così il tempo passa. Giochiamo a fare gli sceriffi. È il mio gioco preferito, fare lo sceriffo. Mentre il treno corre veloce immagino di avere le pistole, di catturare i cattivi e di metterli in prigione. Ho anche una stella, da sceriffo, proprio sul petto, e ne sono molto orgoglioso. Ce l’hanno anche gli altri bambini, così giochiamo ad essere tutti sceriffi, e a sparare ai banditi che inseguono il treno. A un certo punto c’è uno scossone, e il treno rallenta. Cerco di guardare fuori, e vedo una grande scritta. Faccio un po’ fatica, ma riesco a leggerla: IL LAVORO RENDE LIBERI.

Paolo Franchini e i treni nel noir.

Anche stasera ospite ai nostri microfoni l'autore noir Paolo Franchini. Con lui ci divertiamo a ritrovare analogie tra la letteratura noir e il nostro filo conduttore della serata. Stasera si parla di "Treno" e la fervida mente del nostro interlocutore ha creato quanto segue.

Il treno è una costante del nostro vivere quotidiano. L’arte non fa eccezione. Addirittura da duecento anni! Il treno l’ha dipinto Claude Monet nel suo quadro raffigurante la stazione di Saint Lazare, l’ha cantato Guccini ne “La locomotiva” e De Andrè ne ha raccontato gli incontri sui vagoni con “Le passanti”, Carducci l’ha paragonato a una sorta di Satana sferragliante. Il treno, quindi, è una modernità che accompagna molte opere, anche letterarie: indimenticabili gli slanci di entusiasmo di Lawrence e i presagi di morte di Anna Karenina.
I romanzi noir hanno regalato - e continuano a regalare - pagine e pagine fatte di viaggi
e rotaie.

Treno di notte per Lisbona (di Pascal Mercier)
Voleva davvero buttarsi dal ponte la donna trattenuta da Raimund, un insegnante svizzero di latino, greco ed ebraico? L’uomo non sa nulla di lei, se non che Ë portoghese. La mattina seguente, dopo la scoperta sugli scaffali di un antiquario del libro di un enigmatico scrittore lusitano, il professore prende un treno per Lisbona perchÈ lÏ spera di rtintracciare l’autore. Da questo momento la vicenda costringe Raimound a confrontarsi con le contraddizioni degli affetti e gli orrori della Storia, a scoprire un mondo sconvolgente che nella sua rassicurante Berna non immaginava potesse esistere.

L’ ultimo treno della notte (di Benjamin Lebert)
In una notte di gennaio due adolescenti si incontrano sul treno che corre tra Monaco e Berlino. Cominciano a parlare: Paul studia etnologia, Henry gli racconta del suo amore per Christine e della sua amicizia difficile con Jens. Paul ascolta certo che si zittisca presto, tormentato dal ricordo che lo tormenta, un amore infelice per una prostituta di lusso. Arrivati in quel di Berlino, il colpo di scena: ad attenderli alla stazione c’Ë la polizia che subito arresta Paul per l’omicidio della sua amica prostituta.

La grande rapina al treno (di Michael Crichton)
Siamo nel 1855 e l’Impero Britannico spedisce al proprio esercito impegnato in Crimea ben 12.000 sterline in lingotti d’oro, un tesoro chiuso in casse a prova di tutto e caricate sullo scortatissimo espresso Londra-Parigi. In Francia, perÚ, si scopre che le casseforti hanno i sigilli intatti, ma non contengono che pallini da caccia. Addio oro, quindi. Il pap‡ di ER e di Jurassik Park, da poco scomparso, ci racconta l’incredibile storia del pi˘ audace colpo del secolo, ma anche i segreti che nasconde la vita del suo ideatore, il geniale ladro gentiluomo Edward Pierce.

Treno 8017 (di Alessandro Perissinotto)
Torino, giugno 1946: nell’Italia da poco liberata Ë tempo di vendette. Adelmo Baudino, un ex ispettore della polizia ferroviaria e partigiano, viene colpito dalla burocrazione ed epurato, nonostante alcuni colleghi fossero ben pi˘ compromessi di lui. Quando muore il solo testimone disposto a parlare a suo favore, Adelmo capisce che qualcosa non funziona e comincia a indagare. Il nostro uomo cerca solo di ottenere un titolo di merito e una riabilitazione, ma non trova che una lunga scia di sangue che, dalla sua Torino, attraversa l’intera penisola.

http://www.paolofranchini.tk/

Il lago dei Misteri e il treno fantasma.

Il Filosofo ha raccontato ad Alfa di quando incontrò un treno fantasma sulla sponda occidentale del Lago d’Orta, nelle brughiere che fino a pochi anni fa si estendevano tra Pogno e San Maurizio d’Opaglio.

Rotaie nella brughiera
Passeggiavo lentamente sull’erica della brughiera, quando ancora i capannoni industriali non avevano coperto di cemento e asfalto l’area tra Pogno e San Maurizio d’Opaglio. Per caso, almeno credo, mi imbattei in uno strano cippo, su cui era incisa un’enigmatica sigla. Mi chinai per osservarla meglio, ma appena la toccai, una nebbia improvvisa mi avvolse. Spaventato mi allontanai di qualche passo annaspando in quell’atmosfera densa, finché non inciampai in qualcosa di duro e caddi a terra, battendo la testa. Quando mi svegliai la nebbia si era dissolta. Mi alzai faticosamente, scoprendo con mia enorme sorpresa di trovarmi sui binari. Mi incamminai dolorante finché non vidi un edificio comparire dietro un campo di granoturco. Era stranamente colorato con strisce orizzontali bianche e rosse. Cosa ancora più strana, sulla facciata campeggiava una scritta. “Stazione ferroviaria di Berzonno?” lessi sorpreso e preoccupato per gli effetti della botta in testa. Quando giunsi sulla pensilina vidi l’orario dei treni di una linea che non avrebbe dovuto esistere. Linea ferroviaria Gozzano Alzo. Fermate a Gozzano, Strada della Cremisina, Berzonno, San Maurizio d'Opaglio e Alzo…Non mi ero ancora ripreso dallo stupore quando sentii un fischio alle mie spalle. Una colonna di fumo si muoveva lentamente nella mia direzione, soffiando e sbuffando. Sul binario uno della stazione fantasma stava arrivando un treno dannatamente in ritardo, poiché quella linea aveva cessato di esistere esattamente settanta anni prima.

Stasera...tutti in coro!!!

Quella di stasera sarà una serata molto ricca di notizie dal territorio, curiosità e musica. Il live della puntata sarà affidato ad un coro di cantanti molto bravi. Le atmosfere create spaziano dal gospel contemporaneo, al jazz, al funky... In studio arriveranno i SING4JOY di Novara, progetto nato dal desiderio di radunare persone con la passione per il canto ed in particolare per determinati generi. Siamo curiosi di sperimentare una serata così!

Parleremo anche di treni. Infatti il vocabolo che abbiamo scelto per il nostro filo conduttore della trasmissione sarà IL TRENO. Sottoporremo ai nostri ascoltatori questo quesito: "Quando vi siete resi conto di aver perso il treno?" Se vorrete rispondere già fin d'ora inviate le vostre riflessioni a redazione@siamoinonda.it, leggeremo in trasmissione i commenti più interessanti.

mercoledì 25 marzo 2009

Live a Parole in Bottiglia

Questa sera non potevamo mancare alla seconda serata di Parole in Bottiglia nella nuova location del Battello di Arona.
Pubblichiamo le foto di questo grande evento che ritorna nella città di Arona.
I Belli Dentro
Una parte del pubblico che assiste alla serata.
Federico di Leva dei Menestrelli di Jorvik Serena Silvani sul palco con Naso il grande organizzatore della serata Ivano Balabio
Carmelo con Serena Silvani (notate il sorriso a 64 denti di Carmelo)
Carmelo con Valerio Mario Ermini Burghiner

sabato 21 marzo 2009

Live a Siamo in Onda

Ventiduesima puntata di Siamo in Onda, il salotto radiofonico di Puntoradio. Questa sera diamo spazio a Mario, Claudio, Umberto, Gabri, Rossana, Eleonora, Roberto, Marco e tutti autori e collaboratori del nostro programma.
Potete vedere nella foto sotto il clima festoso e giocoso che c'è in studio. E tutto questo succede puntualmente in diretta!

Ospiti anche Riccardo Franchini, Danilo Faina e Francesco Ragni componenti del Kiwanis Club "Arona San Carlo".
Fabio Giusti con Rossana Girotto

Finalmente abbiamo in studio Marta!!

Fabrizio "Naso" Trabucco, storico amico di Siamo in Onda. L'occasione è la presentazione dello show "Parole in Bottiglia", mercoledi 25 marzo al Battello di Arona.

Paolo Franchini e la primavera nel noir

Paolo Franchini anche stasera ci regala qualche prezioso consiglio di lettura noir.

Nelle arti, la primavera è spesso il tema di molte composizioni. Nella musica, ad esempio, è uno dei movimenti delle "Quattro stagioni" di Vivaldi; nella pittura è un celebre quadro del Botticelli, ma anche un dipinto dell'Arcimboldo esposto al Louvre. Nella scultura è una statua allegorica dell'Antelami e in letteratura, infine, ha ispirato diversi romanzi. 
Anche noir, di cui vi parlerò stasera.

Alcuni consigli di lettura

La primavera del commissario Ricciardi (di Maurizio De Giovanni)
Il commissario Ricciardi possiede il dono (o la condanna) di sentire le ultime parole di chi muore in modo violento. Napoli, aprile 1931: in un appartamento del rione Sanità un'anziana donna viene trovata morta, barbaramente uccisa a bastonate. Accorso sul luogo del delitto, il nostro commissario interroga gli abitanti del palazzo e, nonostante l'omertà, scopre che Carmela era sia cartomante sia usuraia. Al centro della vicenda, l'appartamento dove la donna prediceva il futuro o ne garantiva uno, prestando denaro. In molti, come è facile immaginare, hanno un motivo per ucciderla: i debiti, le menzogne, le delusioni...

L' ultima primavera (di Corrado Augias)
Questo romanzo del 1983, dopo "Quel treno da Vienna" e "Il fazzoletto azzurro", chiude la trilogia narrativa con cui Augias affida a un fratello immaginario del dannunziano Sperelli, il compito di condurre le indagini. Fra le imprese in Libia e i fermenti della Grande Guerra, il protagonista si infiltra nel movimento fascista proprio alla vigilia della marcia su Roma ed è costretto a scontrarsi con il fratellastro Andrea, dissoluto e con mille intemperanze, nonchè imprudente e megalomane. Mentre si chiude un'epoca della storia d'Italia, se ne apre una nuova e molto dolorosa.

La primavera dei maimorti (di Piero Colaprico e Pietro Valpreda)
Aprile 1969: in una Milano fatta di agitazioni studentesche, viene ritrovato il cadavere di un anziano cittadino svizzero. Le prime indagini rivelano che l'uomo voleva pubblicare un libro di memorie. Fra gli effetti personali, anche una foto scattata a una recinzione, oltre i monti del lago Maggiore tra Italia e Svizzera. Una rete massiccia e difesa da uomini armati: prima di incontrare l'editore, qualcuno l'ha accoltellato. I carabinieri fermano tre uomini e li chiudono a San Vittore, ma poco dopo nel carcere scoppia una violenta rivolta.

(www.paolofranchini.tk)

Conferenza: La matematica? È come la fatina di Peter Pan



Vorrei proporvi un quesito:

Due criminali vengono accusati di aver compiuto una rapina. Gli investigatori li arrestano entrambi e li chiudono in due celle diverse impedendo loro di comunicare. A ognuno di loro vengono date due scelte: confessare l'accaduto, oppure non confessare. Viene inoltre spiegato loro che:

a) se solo uno dei due confessa, chi ha confessato evita la pena; l'altro viene però condannato a 7 anni di carcere.
b) se entrambi confessano, vengono entrambi condannati a 6 anni.
c) se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati a 1 anno.

I due prigionieri coopereranno per ridurre al minimo la condanna di entrambi o uno dei due tradirà l'altro per minimizzare la propria?

Quello che vi ho citato è un famoso paradosso. Si chiama "Il dilemma del prigioniero" ed è un gioco matematico proposto negli anni '50 da Albert Tucker. La teoria dei giochi ci insegna che la matematica è nella vita di tutti i giorni e che è qualcosa di ben diverso da quella disciplina noiosa e ostica che è nel nostro immaginario. L'altro volto della matematica, quello meno teorico e più pragmatico (e, lasciatemelo dire, simpatico), avrà il volto e la voce del professor Roberto Lucchetti, in una conferenza pubblica che desideriamo segnalarvi.


Passione per Trilli.
Alcune idee dalla Matematica.
Relatore: Roberto Lucchetti

Giovedì 26 marzo alle ore 20:30
Borgo Ticino (Novara)
Sala Conferenze Fandis
Via per Castelletto, 69


La conferenza gratuita e aperta al pubblico, previa iscrizione.
Per confermare la partecipazione
via mail: conferenceroom@fandis.it
per telefono: 0321 96 32 32


Roberto Lucchetti È nato a Genova nel 1950, ha conseguito la maturità classica nel 1968, si è laureato con lode in Matematica nel 1973.
Successivamente ha conseguito un dottorato in Matematica all’Università della California, a Davis. La sua carriera si è sviluppata nelle Università di Genova, Milano statale, Insubria. Attualmente è professore ordinario di Analisi Matematica al Politecnico di Milano, e presiede il corso di studi di Ingegneria Matematica.

NOTA: Il dilemma in sè, anche se usa l'esempio dei due prigionieri per spiegare il fenomeno, può descrivere altrettanto bene la corsa agli armamenti, proprio degli anni '50, da parte di USA e URSS (i due prigionieri) durante la guerra fredda.

Rossana Girotto e la primavera del pendolare.

ANCHE IL PENDOLARE HA UN’ANIMA

C’è un racconto che narra di un autobus di pendolari che, la mattina del 21 marzo, primo giorno d Primavera, improvvisamente sfugge al controllo dell’autista e invece di portare gli impiegati in ufficio, cambia rotta e si ferma tra i prati in fiore. Dopo i primi momenti di stupore e di comprensibile ansia per l’inevitabile ritardo, i poveri impiegati si ritrovano a correre sull’erba, annusare i fiori e regalare sorrisi e margherite ai soliti compagni di viaggio. Per poi scoprire che il ritardo non è inevitabile perché il tempo si è fermato durante quella meravigliosa scampagnata ed essi andranno in ufficio migliori, non più solo impiegati, ma persone. Il mio treno per Milano difficilmente seguirà un altro binario, magari verso il mare come spesso immagino. E forse, all’andata, siamo tutti un po’ impiegati, con l’occhio all’orologio, nelle orecchie la voce del capo, il pensiero già alla scrivania. Questa vita sa come limitarci tra due binari! La sera, però, qualcosa cambia. All’uscita dall’ufficio l’aria sa di Primavera. Il treno corre verso casa (licenza poetica, in realtà il treno passeggia verso casa) e gli impiegati restano lì, come abiti smessi tra la metro e la stazione FS, volati via da questo nostro corpo durante l’ultima, grande corsa della giornata. Ora sono una persona, quella che si siede con il fiatone nello scompartimento, e so che mi sto sedendo su un verde prato. I fiori che vedo intorno a me sono dolcissimi e colorati Glenda, Roberto, Enza, Laura, Andrea, Francesco, Ivan, Massimo… il loro sorriso è il sole che mi scalda, i loro occhi tenere farfalle di luce, le risate il ruscello che l’impiegato sogna al mattino. Ognuno di loro, ognuno di noi, ha il suo piccolo autobus da far deviare verso la Primavera, anche se spesso siamo troppo impegnati nella guida. Ma i miei compagni di viaggio sono piccole gemme verdi, piccoli soli dorati, piccole leggere farfalle che attendo ogni giorno di vedere, perché la mia Primavera possa esistere anche nello scompartimento di un treno.
E allora guardo lontano, verso quella stazione che mi lascio alle spalle, guardo quel vestito smesso, abbandonato sul binario undici, che sicuramente dovrò indossare domani ma, che, sicuramente, se ne volerà via ancora una volta e diventerà sempre più stretto, e stinto, sotto il mio sole di Primavera.
Rossana Girotto

Storie di crisi. Mario Favini racconta....

Crisi
di Mario Favini

24 ottobre 1929
Ho chiuso la porta del mio ufficio a doppia mandata, mi sono acceso una sigaretta e mi sono seduto alla scrivania per scrivere queste poche righe d’addio. Se ho portato con me la rivoltella, se tra pochi minuti me la punterò contro e premerò il grilletto, è perché non sopporterei di dover dire a mia moglie quanto sono stato stupido. Non sopporterei di vendere la nostra villa, di perdere la macchina con l’autista, di vedere i miei bambini patire la fame. È tutto finito. Sono finiti i nostri sogni, sono morte le nostre speranze. Presto finiranno anche i nostri soldi, e non avremo più nemmeno un tozzo di pane. La Grande Guerra, per l’economia, è stata come l’inverno per i campi e per i prati. Tutto si è fermato, tutto è rimasto come congelato. Poi, con la pace, è arrivata la primavera, coi suoi fiori e coi suoi frutti: investimenti, piani di sviluppo, motorizzazione, progresso. Per chi, come me, era un giovane economista rinomato e senza scrupoli sono arrivate le vacanze al mare, le passeggiate a cavallo, le case a due piani e la servitù. Abbiamo continuato a speculare e ad investire, a comprare titoli ed azioni, come in un grande carosello, come su una giostra che gira e gira, senza fermarsi mai. Oggi, invece, la borsa è crollata e io non posso sopportare di dire a mia moglie che non avevo capito niente, di dirle che abbiamo perso tutto. Per questo, tra poco, mi punterò la pistola alla tempia, e premerò il grilletto.
Perché anche la primavera, prima o poi, finisce.

Dove andiamo a cena?


Primavera è nell'aria. Primavera è la voglia di cose nuove: nuove sensazioni, nuove abitudini e - perché no? - nuovi sapori. È da poche settimane uscita a ta l proposito una guida che farà felici i buongustai:
DOVE ANDIAMO A CENA STASERA?
Guida ai Ristoranti ed agli Agriturismo tra Piemonte e Lombardia

È un percorso eno-gastronomico, opera di Riccardo Franchini, che ha testato la cucina dei vari locali, e di Francesco Ragni, che ha documentato fotograficamente il tutto.

La premessa, doverosa, è che questa guida (è la seconda edizione) è un progetto del Kiwanis Club “Arona San Carlo” con finalità benefiche. Seicentosettanta pagine, oltre 1000 fotografie. Una sorta di enciclopedia gastronomica del territorio, con schede su tradizioni, cibi, vini. Una divertente introduzione firmata da Ettore Mo, giornalista storico del Corriere della Sera. E soprattutto centocinquanta ristoranti recensiti secondo rigidi criteri.


DOVE ANDIAMO A CENA STASERA?
di Riccardo Franchini e Francesco Ragni
è un progetto del Kiwanis Club “Arona San Carlo”

Marco l'Equi-Librista racconta di quella notte di mezza estate....

Marco l'Equi-Librista ha parlato in onda del libro di John Fante "Aspetta Primavera Bandini", mentre per i lettori affezionati del nostro blog regala le informazioni riguardanti una commedia leggera e divertente di Shakespeare.
Non certo l'estate piena...la mezza estate non è altro che la primavera.


SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
William Shakespeare

Presenta tre storie intrecciate, collegate tra loro dalla celebrazione del matrimonio tra Teseo, duca di Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni. Due giovani ateniesi, Lisandro e Demetrio, sono entrambi innamorati della stessa donna, Ermia; quest'ultima ama Lisandro, mentre la sua amica Elena è innamorata di Demetrio. Ma il padre di Ermia impone alla figlia di sposare Demetrio. Allora lei fugge con Lisandro nei boschi, seguiti da Elena e Demetrio, ma si perdono nel buio. Nel frattempo, Oberon, re degli elfi, e la moglie Titania regina delle fate giungono nel medesimo bosco per partecipare alle nozze imminenti. Oberon vuole usare il servo per farne suo paggio, ma Titania non vuole ed egli cerca di punirla per la sua disobbedienza facendole spremere sugli occhi il succo del fiore di Cupido, che fa innamorare della prima persona che si incontra al risveglio. Nello stesso tempo, una combriccola di artigiani che, per festeggiare il matrimonio, vuole mettere in scena una rappresentazione popolare sul tema di Piramo e Tisbe, si riunisce nella foresta per le prove dello spettacolo. Fra di loro spicca Nick Bottom, il Tessitore, uno dei più apprezzati personaggi comici di Shakespeare.
Oberon ingaggia il furbo Puck, chiamato anche Hobgoblin, o Robin Goodfellow, affinché lo aiuti a riconquistare l'amore di Titania. Inoltre, dopo aver visto Demetrio ed Elena sperduti nel bosco, ordina a Puck di spremere il succo magico sugli occhi di Demetrio per farlo innamorare di Elena, ma per errore Puck spreme il succo sugli occhi di Lisandro che al risveglio vede Elena e se ne innamora perdutamente, con grande disappunto di Ermia.
Ma Puck ha anche il tempo di giocare uno scherzo a Bottom, che scopre che la sua testa è stata trasformata in quella di un asino. Sarà proprio Bottom la prima persona di cui si innamorerà Titania, al suo risveglio, a causa dell'effetto del succo del fiore di Cupido
A questo punto Titania incontra Oberon, che, realizzata la sua vendetta, accetta di scioglierla dall'incantesimo. Puck quindi risistema le cose, compresa la testa del povero Bottom.
Oberon, inoltre, accortosi dell'errore di Puck, mette del succo sugli occhi di Demetrio. Così ora sia Lisandro che Demetrio corrono dietro Elena accapigliandosi tra loro. Alla fine Oberon ordina a Puck di risistemare tutto tra gli innamorati. Puck, allora, fa scendere una nebbia fatata sul bosco tale che i quattro ragazzi si addormentano. Quindi utilizza la rosa del pensiero per far sì che Lisandro ami di nuovo Ermia. Così ora tutto è a posto: Oberon e Titania sono riconciliati, e i quattro giovani sono due coppie. Questi vengono trovati addormentati al limitare del bosco il giorno dopo da Teseo, il quale si affretta a preparare le nozze. La notizia degli imminenti tre matrimoni manda in agitazione il villaggio, compresi i lavoratori ateniesi che stavano provando la commedia nel bosco, i quali però sono senza il personaggio principale della loro commedia: Piramo, che doveva essere interpretato da Bottom che loro avevano abbandonato nel bosco con la testa d'asino: il morale è a terra. Fortunatamente il protagonista entra in scena proprio in questo momento di sconforto di ritorno dal bosco, ed incita i compagni a prepararsi per lo spettacolo. Al palazzo, Teseo, nonostante gli avvertimenti del cerimoniere, sceglie proprio il loro spettacolo (Piramo e Tisbe), in quanto sostiene che un qualcosa offerto con una così buona volontà non possa essere rifiutato. A questo punto parte lo spettacolo nello spettacolo: gli artigiani mettono in scena una goffa versione della tragedia, rendendo la cosa comica ("sento il volto della mia Tisbe..." "vedo il suono della tua voce.."), nella quale è compreso anche un personaggio nel ruolo del leone, uno nel chiaro di luna ed un altro nella parte di un muro (!). Mitica la perfomance dell'artigiano Francis Flute, che interpreta (in maniera del tutto singolare) il ruolo della dama Tisbe. L'opera si conclude con Puck che entra in scena e dice che se lo spettacolo non è piaciuto al pubblico, questo può far finta di aver dormito, e può quindi considerare lo spettacolo come un prodotto dei sogni, e che se lo lasceranno fare, Puck farà ammenda dei danni.

Gli Amici di Margherita la ricordano...anche alla radio.

Mercoledì 25 Marzo Margherita avrebbe compiuto 34 anni.
Non solo il suo nome e la sua data di nascita ricordano la primavera, 
ma anche la sua armonia e la sua musicalità.
Margherita si era dipolomata in arpa al conservatorio di Udine, 
amava la musica proprio come suo padre 
e come tanti dei suoi amici che continuano a ricordala.

Il giorno del suo compeanno, il 25 marzo, le verrà dedicata una serata musicale.
Stasera sono arrivati in studio Lele Casarotti e Rossella Salvatore a raccontarci cosa succederà.

I Maestri e Margherita sarà un momento sereno che coinvolgerà musicisti di generi musicali differenti tutti accumunati dall’unico intento di fare buona musica per lei, semplicemente Margherita, che amava la musica e che se n’è andata troppo presto.

Ecco il parterre di artisti che interverranno
PIANOFORTE Filippo Rodolfi ,Tiziana Fransosa, Roberto Bassetti,
Saverio Nuzzi, Samuel Pavanello, Luca Ferri, Andrea Pollione,
ARPA Mariella Marchetti, VIOLINO Eleonora Chiodo,
BASSO Fabio De March, Marcello Testa, Antonio Lupi,
SAX Claudio Guida, Walter Calafiore,
BATTERIA Tullio Granatello, Max Campanella, Pietro Pizzi,
CHITARRA Andrea Trecate, FLAUTO Roberto Aglieri,
VOCALIST Antonella Custer, Paola Polastri, Nicoletta Salsa e Paul Rosette

Il concerto si terrà al Teatro di Momo (No) 
il 25 marzo ’09 dalle ore 21.00 
L’ingresso è gratuito. 
Sarà presente un banchetto informativo di Emergency

Il nuovo racconto di Perry Zona

Il primo amore non si scorda mai.

Di lui mi sono innamorata prestissimo, quasi subito. Era primavera quando cominciai a capirlo. Bellissimo. Lo vedevo così deciso e sicuro ogni mattina…sveglia presto, caffelatte già pronto sulla tavola imbandita, elegante in giacca e cravatta. Mi salutava e…non lo vedevo più fino a sera. Ma quanto lo aspettavo e con che trepidazione?! Solo io lo so. Mille cose riempivano la mia giornata, lo studio, gli amici, la casa, eppure alla sera ero già lì pronta ad accoglierlo con un balzo. Ho una foto bellissima dove mi tiene fra le
braccia e ce la ridiamo come matti, davanti alle cascate in uno dei nostri viaggi insieme! Siamo
proprio buffi! Non litighiamo mai…quasi mai. Non è nella sua indole. Bè sì, qualche volta si arrabbia e lo dimostra con certe espressioni del volto… Dicono molto di più le pieghe delle sue labbra silenziose e lo sguardo serio, di mille parole urlate contro.
E’ sottile in questo. Ti lascia rodere dai sensi di colpa…sua moglie lo sa bene! E’ un mago del computer…anche se ogni volta che ci vediamo si arrovella per capire il significato di qualche lucetta nuova di misteriosi messaggi che appaiono e scompaiono! Un altro al suo posto avrebbe già lasciato perdere quell’aggeggio infernale. Lui no. Si diletta a coltivare agganci in quasi tutto il mondo! Sua moglie ha un bel daffare, perché comunque resta sempre un uomo! E…com’è che si dice? Dietro ad un grande uomo c’è sempre una gran donna? Niente di più vero!!!
Mi ha insegnato un sacco di cose, prima fra tutte come stare al mondo. Lui e sua moglie si sono
dati parecchio da fare…anche se in qualche modo ho fatto sempre di testa mia! Non lo so se è
contento di me…so che io sono orgogliosa di lui. Come ho detto me ne sono innamorata fin da subito, tra febbraio e marzo...E proprio qualche giorno prima dell’inizio della primavera, gli hanno dedicato addirittura una festa nazionale! Così festeggiamo lui ed il nostro stare insieme da quando sono nata… Buona primavera a tutti i Papà! E alle mamme pazienti…e a tutti noi figli fortunati per averli incontrati!

venerdì 20 marzo 2009

Gestiamo la posta elettronica con Eudora

Ho iniziato a navigare su internet sin dal 1996 (ormai 13 anni fa) quando non c’erano le connessioni gratuite (per l’evoluzione che ha avuto internet si tratta di preistoria!) e utilizzavo come programma di posta elettronica un software gratuito che si chiamava Eudora vers. 1.51. Sono sempre rimasto legato a questo programma e dopo 13 anni è ancora qua sul web (come me) decisamente più evoluto rispetto alle vecchie versioni. In quella attualmente disponibile (la 8.0) è ritornato a licenza freeware e quindi open source e il codice sorgente è basato su piattaforma Mozilla cioè con un codice sorgente di un altro programma di posta elettronica molto diffuso anch’esso open source cioè gratuito, strutturato e modificabile (da utenti esperti logicamente) cioè un po’ come Linux.
Eudora è un vero e proprio programma professionale, concorrenziale al ben più noto outlook expess di Microsfot anche se, secondo me, questa collaborazione con Mozilla lo ha complicato un attimino.
Un grande passo in avanti rispetto alle versioni precedenti sta nel fatto che la versione 8 è un multiaccount cioè da la possibilità di configurare più account di posta cioè più indirizzi. Ormai tutti quanti noi abbiamo numerosi indirizzi di posta (esempio uno al lavoro, uno a casa, uno segreto, uno dove ci finisce di tutto). Ora anche con eudora li possiamo scaricare contemporaneamente.
Un'altra cosa molto positiva è che il programma non fa la “spia” cioè non invia informazioni nascoste su dove ci siamo collegati o dove abbiamo inviato o ricevuto posta evitando così quel fastidioso fenomeno detto spyware.
Un altra prova della semplicità di eudora la si ha quando dobbiamo spostare il programma perché, per esempio, abbiamo la necessità di sostituire l’hard disk o molto semplicemente dobbiamo fare delle copie di riserva. Con alcuni programmi perdiamo tutti i dati, con altri li dobbiamo reinstallare, cercare sotto varie cartelle dai nomi più strani le cartelle dei messaggi e riconfigurare tutto il programma come lo avevamo prima e spesso qualche cosa ce la dimentichiamo. Con eudora è sufficiente copiare la cartella del programma e quella dei messaggi e spostarle dove vogliamo. Una volta copiato il tutto sul nuovo hard disk quando apriremo Eudora non sarà cambiato assolutamente nulla: stessi account, stessi messaggi, stessa configurazione. Tutto praticamente come prima.
Quindi buon divertimento e alle prossime.

giovedì 19 marzo 2009

Live a Fatti Sentire

Non potevamo mancare noi di Siamo in Onda alla straordinaria puntata di Fatti Sentire, la trasmissione di Ray Heffernan che da spazio alla musica indipendente italiana e internazionale.
Ospite della serata è il "mitico" Shane, cantante irlandese con la sua band i Caruso, che ci offrono uno straordinario concerto. Come sempre pubblichiamo le foto dell'evento in corso negli studi di Puntoradio.
Shane
Shane e i Caruso
Federica e Romy.

sabato 14 marzo 2009

Live a Siamo in Onda

Ventunesima puntata di Siamo in Onda il salotto radiofonico di Puntoradio e i musicisti che suonano dal vivo in trasmissione stasera sono William Facchinetti Kerdudo, in arte WILL K, accompagnato dalla formazione rock OsfaBand e dalla voce femminile di Anto S. Ecco le foto del live.


Uno dei giovani collaboratori nonchè amico di Siamo in Onda: l'autore Mario Favini con il nostro Umberto Spantaconi che spesso interpreta i racconti di Mario leggendoli in trasmissione.
Will K con Anto S.

Gli amici di http://www.indie-zone.it/, sito web dedicato alla musica indipendente.

Ogni cosa ha il suo prezzo. Riflessioni da illagodeimisteri.it

Da tempo Alfa, la mente del sito illagodeimisteri.it, ci sorprende e ci inquieta con storie e leggende legate alle nostre terre. Questa sera ha preparato per noi qualcosa di diverso. Non è un racconto. È piuttosto una riflessione, un pensiero dal titolo: 
Niente è gratuito

L’avete notato, vero? Nelle fiabe, nelle leggende, nel mito, non c’è nulla di gratuito. Ogni cosa ha un prezzo, talora simbolico, altre volte drammatico. Molti eroi conquistarono tesori o regni come ricompensa per le loro imprese: sconfiggere un drago, salvare una fanciulla, o anche solo aiutare una persona in difficoltà. Altri ci riuscirono con l’astuzia o il furto e in questo caso la vita sarebbe stato il prezzo per il loro fallimento. Se è vero che un grande potere comporta una grande responsabilità, le leggende ci insegnano che per ottenerlo è necessario pagare un prezzo alto, talora esagerato. Odino diede un occhio per imparare i segreti delle rune, le streghe vendettero l’anima al Diavolo. Gli apparenti regali allora non possono che celare insidie mortali. Pensate alla mela di Biancaneve o al fuso della Bella Addormentata… Non è un caso che Cenerentola riceva dalla fata buona il suo corredo per il ballo solo in comodato d’uso e non oltre la mezzanotte…Ricordiamo che qualsiasi dono non è mai gratuito, perché qualcuno, in qualche modo, ha pagato perché noi potessimo goderne. Nemmeno i Santi fanno eccezione. I loro miracoli sono ricordati dalle più grandi cattedrali alle minuscole edicole votive, perse nel folto dei boschi sulle nostre colline. I miracoli sono gratuiti e guai anzi a chi cerca di comprare o vendere le cose sacre! Se ci riflettete, però, nemmeno l’intervento dei Santi è gratuito. Qualcuno ha pagato, una volta per sempre, morendo sulla croce per noi.

Paolo Franchini: nel noir non si regala nulla....o quasi.

Gratis ha una derivazione latina...
deriva per la precisione dalla locuzione “Gratis et amore Dei”, in altre parole “Per grazia e amore di Dio”.  Una frase conosciuta e sempre importante che anche il Manzoni fa propria ne “I promessi sposi”, regalandola al buon Renzo che la esclama quando raccoglie da terra una pagnotta “scampata” al famoso saccheggio dei forni.

Gratis, come tutti sappiamo, oggi si usa quando si offre o si riceve qualcosa e non vi è alcun obbligo verso il donatore.
Paolo Franchini autore noir che collabora con il programma ci dice che per contro nel noir e nella letteratura del mistero, invece, non si regala quasi nulla. 
Nè alle vittime nè ai carnefici. Tutto, o quasi, ha quindi un prezzo.

Qualche consiglio di lettura
*** Il prezzo del sangue (di Tanya Huff)
Vicky Nelson, ex detective della “omicidi” di Toronto e oggi investigatrice privata, si trova coinvolta in un’indagine dove le morti inesplicabili si succedono. Quando arriva a conoscere Fitzroy, un losco individuo che possiede strane conoscenze e ancora più strane capacità, scopre che il bisogno di sangue è avido quanto quello dei vampiri. Che Fitzroy, udite udite, sembra conoscere davvero bene...

*** Il prezzo del silenzio (di Lisa Scottoline)
L’esistenza dei campi di lavoro negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale non è che un altro caso per Mary Di Nunzio, un’agguerrita avvocatessa che lavora in uno studio di sole donne. Questa volta deve indagare nel tempo, quando l’italiano Amedeo Brandolini arriva a Filadelfia e, con fatica, si costruisce una famiglia e un business. Fino allo scoppio della guerra, quando rimane coinvolto in una retata nei confronti degli immigrati accusati di essere alleati di Hitler. Pochi mesi e l’uomo muore suicida. Il figlio, oggi, vuole sapere la verità e l’italica avvocatessa lo aiuta ben volentieri. Un thriller ben costruito, dove la finzione e la storia familiare della scrittrice si fondono senza sbavature nè eccessi.

*** Il prezzo dell’inganno (di Elizabeth George)
Assente per “colpa” del suo viaggio di nozze, l’ispettore Lynley questa volta si fa da parte e lascia il ruolo di protagonista alla sua assistente Barbara. Com'è giusto che sia, lasciatemelo dire, la donna è costretta a non godersi la propria vacanza balneare nell’Essex perchè, da un momento all’altro, si trova coinvolta nelle indagini su di un delitto che ha sconvolto la tranquilla cittadina. Il caso, come se già tutto questo non fosse abbastanza, si complica in fretta perchè la vittima appartiene alla minoranza pakistana che abita nella zona.


Qualcosa di gratis, comunque, il noir nostrano lo regala ...
*** La rivista gratuita MilanoNera
I libri costano parecchio, chi legge lo sa. Costano denaro, ma anche tempo. Spesso, infatti, ci si trova a spendere dieci o venti euro per un romanzo di cui leggiamo recensioni eccezionali, ma che si rivela solo una delusione.
MilanoNera, invece, nonostante sia totalmente gratuita, recensisce sia i classici sia le novità senza fare sconti: se un libro non è piaciuto ai lettori, MilanoNera lo dice. Diretta dal giallista Paolo Roversi, MN è una rivista anche online (e tra poco saprete il perchè di questo “anche”) che ogni giorno, da quasi un paio d’anni, recensisce libri di genere giallo e noir, presenta eventi e intervista autori ed editori del settore.
E' pubblicata anche in versione cartacea (con distribuzione rigorosamente gratuita) ed è reperibile in tutte le librerie del circuito Feltrinelli e non solo. Per saperne di più, o proprio per leggerla e appassionarsi, l’indirizzo da segnarsi è www.milanonera.com.

Franceschini torna a prenderci per il C...inema.

Indriscrezioni dicono che....
o sarà il solito burlone di Franceschini?

Il nuovo film di Natale dei fratelli Vanzina
Un industrialotto milanese, interpretato da un sempreverde Ezio Greggio, va a Cortina per le classiche vacanze di Natale. Lì si tromba una ricca casalinga insoddisfatta, Antonellina Interlenghi, ma poi si rende conto che Cortina è ormai out e quindi bidona la casalinga Interlenghi e con la sua Jaguar si reca a Montecarlo, al Casinò. Qui perde tutto alla roulette e si sputtana la Jaguar a poker. Vince tutto un imparrucchinato Massimo Boldi. Lì, a quel punto, arriva Christian De Sica, che impersona Christian De Sica che imita suo padre Vittorio De Sica.
De Sica interpreta con inquietante bravura la parte di un bisex che non ha il coraggio di ammetterlo a sé stesso e si ostina a trombare Alba Parietti, quando invece vorrebbe portarsi a letto il portiere dell’albergo, interpretato da Claudio Amendola. Quest’ultimo, oltre a lavorare in albergo a Montecarlo, è pugile dilettante che sta risparmiando per un Capodanno a New York. Le storie, avvincenti, s’intrecciano… Per una serie di circostanze si trovano tutti sull’aereo per New York ma una volta scesi sul suolo della Grande Mela il tassista che li scarrozza li frega, lasciandoli a piedi nel Bronx. Qui un pizzaiolo, Lino Banfi in una delle sue più originali interpretazioni, dal momento che non parla con accento pugliese ma napoletano, fortunatamente e generosamente li ospita nel suo locale e, finalmente, tutti trascorrono un bel Capodanno dicendo che l’Italia è sempre l’Italia è l’americani “so’ stronzi e vaffanculo tutti!”.
Entra una serie di veline di “Striscia la Notizia”, assunte per l’occasione, che fanno vedere, poco, le tette. E partono i botti di fine anno.

Marco Franceschini

L'Appuntamento con Mario Favini e con la (sua) storia.

Il tema "Gratis" che anima la nostra serata ha ispirato il racconto di Mario Favini che vi riportiamo qui sotto.

Panem et circenses
Di Mario Favini

Il segreto, in fondo, è mostrarsi generoso. Mostrarsi generoso e non badare a spese. Esagerare, per superare ogni volta i propri predecessori. Non ci deve essere limite allo sfarzo, non bisogna frenare l’opulenza. Per la vittoria sui Daci, ad esempio, ho fatto arrivare undicimila belve tra leoni ed elefanti, tori e pantere. Ho fatto combattere quindicimila uomini e donne, e i festeggiamenti sono durati più di cento giorni. Poco importa se con quelle celebrazioni e quei tripudi mi sono giocato metà del tesoro conquistato. L’importante è che la gente resti a bocca aperta di fronte alle corse delle bighe, e alle battaglie navali che mettiamo in scena allagando il l’anfiteatro Flavio. L’importante è che la gente possa andare alle terme quando vuole e che possa sempre avere un tozzo di pane e un fiasco di vino. L’importante, più di ogni altra cosa, è che tutto questo sia gratis. Perché la gente è un animale stupido, di quelli che puoi governare col bastone o con la carota. Col bastone, però, c’è il rischio che ti si rivolti contro, e allora è molto meglio la carota, è molto meglio ubriacarla di sangue e di violenza, la gente. Ogni volta che saluto la folla dalle tribune imperiali il pubblico va in visibilio. Li sento acclamare il mio nome, il nome di Tiberio Imperatore, e vedo amore nei loro occhi. Vedo amore ed ignoranza, perché quel che importa, quando si tratta della folla, è che se ne stiano tutti quanti a bocca aperta di fronte alle corse e alle uccisioni, alle lotte e ai gladiatori, che nessuno si faccia troppe domande e, in fondo, che nessuno pensi più dello stretto necessario.

C'è crisi, ascoltate musica gratis


C'è un sito che vorrei consigliare a chi ama cercare e ascoltare quella musica che esce dai tradizionali canali. Se vi anima la curiosità di scoprire qualcosa di nuovo, digitate

www.indie-zone.it


e poiché la parola “Gratis” è il filo conduttore della nostra serata, vi segnalo un'iniziativa promossa proprio da Indie-Zone. Recita così: "C'è crisi" e Indiezone vi vuole far risparmiare dei bei soldini. Ogni giovedì cinque fantastici mp3 in free download.
Ma non è tutto. Il piano anticrisi dei ragazzi di Indie-Zone prevede una seconda iniziativa, nata dalla collaborazione con alcune case discografiche. Si chiama One week listener. Ogni settimana un album raro e di grande qualità da ascoltare gratis in streaming. Alla faccia della Bce!

La storia che non ci raccontano


Nella puntata di questa sera apriamo un parentesi che riguarda la storia del nostro Paese ed in particolare il nostro territorio. Esattamente 160 anni fa, era il 23 marzo 1849 si combatteva una delle più cruente battaglie di sempre. La battaglia di Novara, o della Bicocca, così come passò alla storia dal nome del quartiere a sud est di Novara, vide di fronte 70.000 soldati austriaci comandati dal Maresciallo Radetzky e 100.000 soldati del regno Sardo guidati dal re Carlo Alberto, dal generale polacco Chrzanowski e dal capo di stato maggiore Alessandro La Marmora.
La battaglia costò più di 5.000 uomini per parte tra morti, feriti, prigionieri e dispersi.

Per i Piemontesi fu la disfatta che mise fine alla Prima guerra di indipendenza italiana.
Carlo Alberto abdicò nella notte in favore del figlio Vittorio Emanuele II al quale va ascritto, dieci anni più tardi, il merito di aver unito l'Italia.

Queste le vicende così come ci vengono insegnate a scuola. E qui inizia quella parte di storia che spesso non viene raccontata e se ne parla sottovoce. Cosa accadde nei giorni seguenti alla battaglia di Novara?

Dopo aver perso la battaglia della Bicocca i soldati piemontesi si sbandarono e misero a ferro e fuoco la città di novara con saccheggi, devastazioni incendi, stupri, morti e feriti tra i civili, con truppe che cercavano di reprimere i disordini e sbandati che si spararono tra loro. Le stesse cose avvennero nei giorni successivi in molte località della provincia man mano che i soldati si ritiravano. La verità scomoda è che alla fine gli austriaci furono quasi accolti come liberatori dai civili perchè posero fine alle violenze, e durante i 5 mesi che occuparono la provincia si comportarono sostanzialmente bene.

Questo è ciò che racconta Glauco Oioli in un libro che vi invitiamo a leggere
HANNO VOLUTO LA GUERRA, NE SUBISCANO LE CONSEGUENZE
Vicende del Novarese dopo la battaglia del 23 marzo 1849

(editore Interlinea)

Stasera live: WILL K

William Facchinetti Kerdudo, in arte WILL K, poliedrico artista italo-francese, è il protagonista dello spazio dedicato alla musica live di questa sera. Assieme a lui ci saranno gli OSFABAND, un gruppo di ispirazione ska-reggae americano degli anni 90 con contaminazioni rock molto energiche. Inoltre una special guest, un tocco di femminilità con la voce di ANTO S.

Il tema della serata è la parola "GRATIS". Se volete interagire con noi in diretta, mandateci i vostri SMS e le vostre MAIL e magari rispondete a questa domanda: Quale cosa mai accetteresti...nemmeno gratis?

lunedì 9 marzo 2009

Conferenza: Tibet, viaggiatori nell’oriente ignoto


Siamo in Onda segnala...

Un viaggio, un’esplorazione attraverso i costumi, l’architettura e la vita quotidiana dell’affascinante mondo tibetano seguendo le carovane fino all’altopiano a 4.600 metri dove vivono nomadi tra i laghi salati, steppe e montagne. Scopriremo queste terre lontane, capiremo come vive la popolazione locale e la trasformazione urbanistica di Lhasa. Racconteremo le camminate nell’Himalaya tibetonepalese e approfondiremo la cultura materiale di quelle popolazioni tibetane. Parleremo inoltre del Tibet occidentale (Ladakh) nell’arco delle stagioni.
La conferenza verrà supportata da immagini olografiche del Tibet orientale tratte dal volume “Tibet viaggiatori nell’oriente ignoto”, di cui il relatore Marco Vasta è autore.

Giovedì 12 marzo alle ore 20:30
Borgo Ticino (Novara)
Sala Conferenze Fandis
Via per Castelletto, 69


La conferenza gratuita e aperta al pubblico, previa iscrizione.
Per confermare la partecipazione
via mail: conferenceroom@fandis.it
per telefono: 0321 96 32 32
entro lunedì 9 marzo.

Marco Vasta Nato a Mantova nel 1949, ma bresciano d'adozione, è laureato in filosofia ed è insegnante di informatica. Ha raccontato le sue esperienze di viaggio e di escursionismo in numerosi volumi di cui è autore o coautore. Socio fondatore di Aiuto allo Zanskar onlus, risiede parte dell'anno in Ladakh (India) dove organizza viaggi per Avventure nel Mondo e collabora con la Lamdon Model High School e con i Tibetan Children's Villages & Schools.



sabato 7 marzo 2009

Live a Siamo in Onda

Partenza alla grande questa ventesima puntata di Siamo in Onda, il salotto radiofonico di Puntoradio. Ospiti gli STEREOPLASTICA.
Ecco le foto.

Gli Stereoplastica e le loro groupies

Il nostro amico Mario Favini

Le attrici della compagnia "La Corte dei Miracoli", Rossana Girotto e Vittoria Folino
Chi si cela dietro questo cappello? Ma si è lui, il nostro esperto di cinema Claudio Pofi