sabato 31 ottobre 2009
Paolo Franchini e le streghe del noir
La parola strega ci arriva dal rumeno: è striga, per la precisione. Dalla terra di Dracula, questo termine sembra derivare direttamente da strigoiu che significa proprio 'vampiro'.
Per qualcuno, la parola strega è etimologicamente collegata a 'stridere' perché si può identificare anche con l'emettere gridi. Non a caso, proprio da strega sembrano prendere il nome diversi uccelli. In Lituania, ad esempio, tordo si dice strazdas.
Anche da noi, comunque, in tempi antichi e non solo, qualcuno è convinto che questo volatile sia in grado di succhiare il sangue ai bambini in culla e di allattarli con latte avvelenato. È da questa leggenda che, nel medioevo, prende il via la favola della strega, una donna brutta e maligna in grado di conoscere il futuro e di fare affari con il demonio in persona.
Prima dei consigli di lettura noir, come facciamo dalla prima puntata di questa terza stagione, una rapida occhiata alla classifica dei libri più venduti in Italia negli ultimi 7 giorni. I cambiamenti, come vedrete, sono importanti: oltre a Margaret Mazzantini e Paulo Coelho che lasciano il podio, anche il gradino più alto cambia titolare.
Al terzo posto si piazza il turco Orhan Pamuk (premio Nobel nel 2006) con "Il museo dell'innocenza" (Einaudi), al secondo troviamo Antonio Tabucchi con "Il tempo invecchia in fretta" (Feltrinelli) che viene, quindi, rimpiazzato in vetta dal giallista Andrea Camilleri con il suo nuovo romanzo "La rizzagliata" (Sellerio).
Una veloce curiosità numerica legata ai libri: secondo un'indagine Eurisko Sinottica, il 37% degli italiani dai 14 anni in su ha letto almeno un libro nel corso del 2008 (esclusi i testi scolastici), il che significa circa 18 milioni di persone. Di queste, il 60% sono donne.
Qualche consiglio di lettura noir
Un cavallo per la strega (di Agatha Christie)In una sera di nebbia, qualcuno uccide il reverendo Gorman che aveva appena portato conforto a una moribonda. La domanda sorge spontanea: chi può essere l'omicida di un sacerdote che, all'apparenza, è amato e rispettato dall'intera comunità? La polizia trova una lista nascosta in una delle scarpe del morto: è un elenco di nomi che non sembrano avere nulla che le accomuni. E' proprio questa la chiave del delitto? Scoperta la faccenda, uno scrittore (sempre loro i rompiscatoe!) si ricorda di una lite a cui aveva assistito poco tempo prima. Collegare i fatti e cominciare le indagini è questione di pochi istanti. Anzi, di poche righe.
Euro 8,00 - Pagg.182 - Mondadori
Il volo di una strega (di Ellis Peters)Annet può vantare quella bellezza che taglia il fiato e anche Tom, un giovane insegnante di matematica che abita nei pressi della casa di Annet, non può non soccombere di fronte a cotanta beltà. In un piovoso giorno di ottobre, Tom vede Annet arrampicarsi su una collina del paese, un luogo che la credenza popolare ritiene abitato dalle streghe. Il colpo di scena arriva subito: Annet sparisce e quando viene ritrovata, dopo cinque giorni, è accanto al temutissimo "altare delle streghe" ed è fermamente convinta di mancare da casa da non più di due ore. Il mistero, già fitto, diventa ancora più intricato quando si comincia a sospettare che la scomparsa di Annet sia collegata con l'uccisione di un gioielliere... A mio avviso, questo è uno di quei romanzi che mi fa dire quella che può sembrare un'eresia: la Peters, grazie a certe sue pagine, talvolta è meglio della miglior Agatha Christie.
Euro 7,50 - Pagg.212 - TEA
La corte delle streghe (di John Dickson Carr)Edward è un redattore che, un giorno, fa una scoperta sconvolgente: il ritratto di una famosa avvelenatrice del Seicento è identico al volto di sua moglie. Una tranquilla ragazza non può essere la reincarnazione di un'assassina, questo è poco ma è sicuro, eppure la notte seguente il vicino di casa di Edward e signora muore avvelenato. Chi ha visto qualcosa, non ha dubbi: l'omicida era una donna e vestiva un abito seicentesco. La cosa più terribile? Il testimone è convinto di averla vista comparire dal nulla... Per qualcuno, Carr sta al poliziesco come Shakespeare sta al teatro. Un parallelo per nulla azzardato, lasciatevelo dire, soprattutto dopo questo romanzo.
Euro 7,40 - Pagg.250 - Mondadori
Sette streghe per sette signore (di Mary Chase)Per una perfetta storia di fantasmi servono una vecchietta, una casa abbandonata, una bambina un po' irrequieta. Gli ingredienti, però, non sono finiti: serve qualche strana creature magica e, ogni tanto, un tremendo maleficio. La storia misteriosa è così servita. Stavolta abbiamo anche ritratti che si muovono, sette sorelle capricciose e un terribile incantesimo che dura da tantissimo tempo... Un libro appassionante che si può leggere senza problemi dai 10 anni in su. Un bel regalo per Natale, perché no?
Euro 7,80 - Pagg.134 - Salani
Poche parole, per finire, ma tanti auguri di buon compleanno a Mario Rigoni Stern che domani 1° novembre compie 88 anni. Lo scrittore di Asiago, diventato celebre grazie a "Il sergente nella neve", dimostrò la propria sensibilità anche durante la terribile campagna di Russia che visse in prima persona.
Un incontro fatale

Per andare al lavoro percorreva a piedi l’antica strada che passava tra i boschi, accanto alla cascata. Un luogo di precipizi e paludi, di quelli da attraversare rapidamente, con passo veloce e senza guardarsi troppo attorno.
Circolavano strane storie su quel posto. Si diceva che un tempo vi si radunassero le streghe, finché il Vescovo non aveva ordinato che fosse distrutta la pietra maledetta attorno a cui adoravano il demonio.
Eppure, nonostante l’esorcismo, il luogo conservava una fama sinistra. Si mormorava di strane presenze. Ombre che apparivano nella nebbia, urla disumane, strani animali che si manifestavano improvvisamente per scomparire nel bosco.
Uno in particolare aveva una terribile fama. Si sussurrava, infatti, che il luogo fosse infestato dal pericolosissimo Basilisco. Era un rettile dalla testa di gatto sormontata da una cresta rossa a corona, che lo faceva somigliare ad un gallo.
Una mano empia aveva forse deposto su un mucchio di letame un uovo di un vecchio gallo di sette anni e l’aveva fatto covare da un rospo. In una notte senza luna dall’uovo era strisciato fuori il Basilisco, il mostro che poteva ucciderti semplicemente fissandoti negli occhi…
Ma l’uomo non era tipo da ascoltare le sciocche superstizioni biascicate delle vecchie. Così, come sempre, se ne andava di buon passo verso Alzo, con gli scarponi chiodati ai piedi e un grosso bastone dalla punta di ferro in mano, fischiettando un’arrogante canzone.
Nei pressi della palude udì un fischio imprevisto e sinistro. Si voltò e vide ad un metro di distanza il Basilisco. Allora, senza perdere tempo e senza guardarlo negli occhi, alzò il bastone e lo colpì violentemente. Quindi si allontanò di corsa, troppo spaventato per voltarsi indietro.
Fu quello, forse, il suo errore. Il Basilisco non è mostro che possa essere ucciso con una bastonata, per quanto forte sia il colpo. Ferito, scivolò lentamente nella tana avvolgendosi nelle proprie spire. Nell’oscurità cominciò a covare il proprio risentimento. Perché per il Basilisco, come per tutti gli esseri della stirpe dei draghi, la vendetta è più di un dovere: è un destino.
Mentre nel suo corpo immobile la ferita rimarginava, la mente si accaniva senza tregua sull’immagine di colui che aveva osato colpirlo. Infine, esattamente un anno dopo, scivolò fuori e si mise in attesa tra le rocce.
Quella sera, come ogni sera prima di quella e nessuna in seguito, l’uomo ritornava a casa dal lavoro. Quando fu alla palude il Basilisco, con un solo dolorosissimo sguardo, gli strappò l’anima dal petto.
Live a Siamo in Onda
GRENOUILLE

Il mio racconto è di fantasia, mi sono ispirata soltanto al personaggio, mentre l'ambientazione e il periodo storico non sono esatti.
Grenuille è esisita davvero: la sua statua di bronzo si trova nel parco di Westport House in Irlanda, un palazzo costruito sulle fondamenta di quello che fu uno dei suoi tanti castelli.
Grace O'Malley, regina del Connaught, fu una famosa piratessa durante il 16° secolo e per quarant'anni fu il capo dei ribelli irlandesi dell'Ovest.
Io me la sono immaginata così...
GRENOUILLE
Il ponte della Faith Hope II è deserto e rosso sotto il cielo del tramonto.
Il legno lucido è uno specchio che riflette tutto quel rosso e lo rimanda al mittente, lassù.
Il cielo senza nuvole e il ponte lucido della nave sono due specchi che rinfacciano se stessi, indispettiti, dimentichi del tempo, dimentichi di me che scrivo, dimentichi di tutta la ciurma raccolta a prua intorno al comandante.
Il comandante Lord Henry Foxworth, colui che un giorno mi vide al porto con i miei quattro stracci e il mio taccuino e mi disse: “ vieni, giovanotto, scriverai per me”.
Ho avuto il mal di mare, i primi tempi, i marinai ridevano. Ridevano e mi guardavano storto, anche. Non capivano, loro lì a spaccarsi le ossa tra alberi, vele e cannoni e io qui, nel mio angolo accanto al timone, o sul mucchio di cime, o sulle botti di rum.
A scrivere. Ogni tanto mi strappavano di mano il taccuino, mi stracciavano i fogli e li facevano volare nel vento dell’oceano e poi giù, in acqua.
Anche adesso ogni tanto me lo strappano di mano, per vedere i disegni.
La scrittura, a loro incomprensibile, li imbestialiva, così ho iniziato a disegnare.
Disegno navi, mostri marini, sirene, tonni e tartarughe.
A volte isole, forzieri pieni di tesori e anche donne bellissime dai capelli lunghi e dalle vesti corte. Allora sì… che mi rubano i fogli!
Ma adesso il ponte è deserto in questo tramonto rosso. Sono tutti a prua, intorno al comandante.
E il comandante sta di fronte a lei.
Lei che ci ha messo tutti nel sacco, per un po’.
Tutti, anche me.
Le ho fatto un ritratto e le ho scritto una poesia, ma ho subito piegato il foglio e l’ho nascosto sotto la camicia.
Forse dovrei avvicinarmi anch’io, per scrivere la gloriosa impresa del comandante Lord Henry Foxworth e renderla eterna agli occhi di Sua Maestà Regina d’Inghilterra e Imperatrice delle Indie.
Soprattutto per scrivere la tragica fine di lei, di Grenouille, regina dei ribelli d’Irlanda. La Rana, la Strega.
E questa storia no, non mi va proprio di scriverla.
Resto in piedi accanto al timone. Lo so che dovrei avvicinarmi.
Da quassù vedo la sua figura in controluce, sulla passerella dei condannati. Sotto ha l’oceano, tutto l’oceano. Soltanto acqua, tutto sommato.
Avrà paura, la Strega d’Irlanda? Non sembra averne, mentre il comandante, con i piedi ben piantati sul legno sicuro della Faith Hope II le punta la baionetta.
Non ha paura, lei.
Il sole sì, però. Il sole ha paura.
Se ne sta lì, appena sopra l’orizzonte, e non se ne va. Non si decide a lasciare il giorno, a tuffarsi dietro l’oceano, ha paura di scoprire di non essere lui ad infuocare il cielo, ma quella chioma rossa agitata dal vento.
Forse dovrei avvicinarmi anch’io. Dovrei correre verso di lui, strappargli il fucile, o verso di lei, gettarmi in mare per afferrarla quando cadrà, e portarla in salvo. Forse… ma non so nuotare.
Io so solo scrivere. E disegnare.
Il comandante Lord Henry Foxworth ha promesso di onorare Sua Maestà, di servire
l’ Inghilterra e di difendere la sua Faith Hope II a costo della propria vita.
E punta la baionetta al cuore di questa strega che non ha voluto farsi bendare, accidenti a lei.
Ha molte colpe, la strega irlandese, ma una sopra tutte: avere quegli occhi verdi che gli hanno messo nel cervello, a lui, inglese da generazioni, eroe della Marina Britannica, servo fedele di Sua Maestà e della patria, il fugace, pericolosissimo pensiero che forse questa… patria… non è poi così…importante.
E’ stato un attimo – brevissimo - solo un dubbio – piccolissimo – ma tant’è.
A lui, proprio a lui, non doveva farlo.
E adesso è qui, con la baionetta sguainata dritta verso quegli occhi verdi e traditori. La chiamano Grenouille, la rana. Questo nome non rende onore alla sua bellezza.
I pirati irlandesi sono i peggiori, scrivilo che sono i peggiori, così mi disse il comandante Foxworth, non ammazzano quasi mai ma rubano, rubano ogni cosa e fanno saltare le navi, fanno saltare le locande dove riposano le ciurme inglesi, fanno saltare tutto. Mescolano la polvere pirica con lo zolfo e con qualsiasi altra roba incendiaria, i dèmoni irlandesi, e rubano, le cose preziose e quelle che non valgono nulla, solo per il gusto di prendersele. Gazze ladre. Sono ovunque, i diavoli irlandesi con la loro polvere pirica.
Dove nascondono il loro tesoro, comandante? Avevo chiesto io, pronto a scrivere.
Dentro di sé, ragazzo. Dentro di sé.
Li prenderete, comandante? Avevo chiesto io, con la penna a mezz’aria.
Saranno loro a prendere noi, aveva risposto lui, la loro regina mi ha già preso il cuore. Ma questo non lo scrivere.
Invece il comandante Lord Henry Foxworth, eroe d’Inghilterra, era riuscito a catturare Grenuille, la Rana, la Strega. Gazze ladre, aveva detto il comandante, e come una gazza ladra attirata da uno specchio spagnolo tempestato di zaffiri e rubini, era finita in trappola.
Un bel regalo, per Sua Maestà. Che non sarebbe mai arrivato a Londra, però, perché non doveva, no, insinuargli quel dubbio - piccolissimo eh - ma non a lui, non a lui…
Mentre spinge la baionetta d’un passo ancora, Lord Foxworth chiude gli occhi turchesi. Lo vedo bene da qui, mi sono avvicinato adesso, per fare il mio dovere, scrivere, disegnare, testimoniare la disfatta di Grenouille, Strega d’Irlanda. Sua Maestà a Londra avrà fogli di carta, in regalo.
Una mano grossa e lentigginosa mi blocca il polso.
Un’altra strappa il foglio sul quale ho smesso forzatamente di disegnare, lo appallottola e lo lancia dritto sulla nuca del comandante.
Sotto sopracciglia rosse due occhi gialli mi ammiccano.
I dèmoni irlandesi!
Ride Grenouille, saltando sul ponte lucido della Faith Hope II, mentre il comandante apre gli occhi turchesi e sente la propria baionetta pungergli sotto il mento.
Si tuffa nell’oceano, il sole pauroso.
Nella notte nera brillano cento micce. Polvere pirica in tutta la nave.
Fanno saltare tutto, i diavoli irlandesi.
Qualcuno mi afferra e mi spinge al centro del ponte principale.
E’ il mozzo, tiene in mano un violino.
Ha un ciuffo nero come la pece e occhi blu come il mare. Un sealchild, un figlio delle foche.
Grenouille si fa largo in mezzo alla ciurma. Una ciurma di pirati irlandesi per il comandante Lord Henry Foxworth, eroe della Marina Britannica, servo di Sua Maestà e della patria.
Incredulo, si fa trascinare per un braccio dalla strega dai capelli di fuoco, che lo fa sedere sopra un barile ornato di micce sfrigolanti.
Saranno loro a prendere noi.
E’ andata proprio così, Vostra Maestà. Sta tutto qui dentro, nel mio taccuino.
Racconti e disegni, Altezza.
Tutta la storia, che spiega perché non avrete mai il loro tesoro, il tesoro di Grenouille la Strega, il tesoro degli irlandesi.
E’ il sapere, Altezza. La conoscenza dell’animo umano.
Ha domandato, Grenouille, la verità al Re Pescatore.
Ha fatto ciò che nessuno dei cavalieri di re Artù ha mai osato fare, arroccati com’erano nella loro superbia inglese. Ora quella strega e i suoi pirati bevono sidro e birra scura direttamente dal Graal, Altezza.
Hanno sventrato il salmone della conoscenza, ne hanno mangiato il fegato e Lady Grenouille orna il suo collo bianco con la pietra sacra che risplende alla luce della luna.
La conoscenza, Vostra Altezza.
Parlano con i folletti, quei diavoli irlandesi. Volano con le fate, nascono dalle foche, non temono le forze della Natura.
Quando credi di averli catturati, ti incantano con i loro flauti di rame, tirano fuori i loro violini e i loro tamburelli.
Le donne conoscono i canti delle sirene.
Prendono voce dall’oceano più profondo, Maestà, e vita dal vento.
La conoscenza è il loro tesoro, Altezza. Sono ricchi di libertà.
Sì, si sono presi la Faith Hope II, Vostra Maestà. E Lord Henry Foxworth.
Lasciate andare il bardo, così ha detto la Strega, Maestà.
Il bardo… nessuno mi aveva mai chiamato così.
Dalla scialuppa nella quale mi hanno calato insieme a una botte di rum e al mio taccuino vedevo i fuochi d’artificio.
( Sto ridendo come un pazzo davanti a Sua Maestà la regina di Inghilterra Imperatrice delle Indie ).
- Fuochi d’artificio, capisce, Vostra Maestà?
ROSSANA GIROTTO
Le origini di Halloween

Il calendario di Coligny, come viene oggi chiamato il reperto, costituisce non solo uno dei più antichi calendari europei, ma è anche uno dei pochi testi che tramandi le conoscenze degli antichi druidi. Come è ben noto dalle fonti antiche, infatti, i druidi rifiutavano di mettere per iscritto la loro scienza, facendo obbligo ai loro discepoli di apprenderne e trasmetterne i contenuti solo per via orale.
Il calendario di Coligny è piuttosto tardo (probabilmente II secolo d.C.) e corrisponde quindi ad un momento storico in cui il druidismo, duramente perseguitato dal potere di Roma, era in piena decadenza. Per questo, e forse anche per l’influenza della cultura greco romana la cui trasmissione era basata invece sui testi scritti, si sentì la necessità di mettere per iscritto il calendario liturgico tradizionale. Nonostante questo non vi sono dubbi sul fatto che il calendario sia pienamente celtico, sia nella terminologia che nei contenuti.
Il calendario celtico divideva l’anno in dodici mesi che avevano inizio con una festa particolare, che è considerata il “capodanno celtico”. In coincidenza con il 17° giorno di Samonios troviamo “trinoxtion Samoni sindiu" (“da oggi la festa delle tre notti di Samonios”). Secondo il nostro calendario si tratta della notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre.
Posta a metà strada tra l’equinozio autunnale e il solstizio d’inverno, il Trinozio di Samonios segnava l’inizio dell’inverno. Quale era però il significato della festa? Un’affascinante teoria ricollega il termine “samonios” ad altre parole della famiglia linguistica indoeuropea, come il sanscrito “sàmanam” (= assemblea) dalla radice sem-, som-, sm- “insieme”. La festa delle tre notti di Samonios sarebbe quindi il momento della riunione non solo del popolo, ma di esso coi propri antenati. Si riteneva che durante quei giorni i morti tornassero a camminare in mezzo ai vivi riunendosi ad essi. Era un momento di festa e di gioia, trascorso tra banchetti e allegria.
Del resto ancora oggi nel mondo celtico (e in molti paesi delle nostre montagne) la veglia funebre è trascorsa mangiando, bevendo e celebrando in letizia il morto.
Tali tradizioni rimasero ben vive anche durante il medioevo, nonostante la conversione al cristianesimo. Non si dimentichi però, a questo proposito, che la conversione avvenne per lo più per decreto. Teodosio nel IV secolo e Carlo Magno nel IX, giusto per citare gli episodi fondamentali, imposero ai sudditi dell’impero di essere cristiani. Si comprende come le popolazioni pagane si siano solo formalmente convertite, continuando più o meno apertamente a seguire le loro tradizioni.
Per contrastare questa situazione la Chiesa cercò di affrontare il problema in maniera diversa. Papa Gregorio IV "su richiesta di e con il consenso di tutti i vescovi" decise di spostare la festa dei martiri dal 13 maggio al 1 novembre, per farla coincidere con le feste pagane del Trinox Samoni. L’imperatore Luigi il Pio nell'835 decretò quindi che la data divenisse una festività di precetto. Già pochi anni prima, del resto, Carlo Magno aveva tentato di sovrapporre alle feste per il Trinozio di Samonios una festa cristiana della durata di tre giorni.
L’iniziativa non risolse completamente il problema. Molti, troppi, erano infatti coloro che non morivano in grazia di Dio. Questa massa di anime tormentate non trovava una collocazione precisa nell’aldilà, probabilmente per l’ostinazione dei parenti che rifiutavano di accettarne la dannazione eterna. Queste anime in cerca di espiazione andavano quindi ad ingrossare la "Masnada di Hellequin".
Attorno all’anno mille si andarono infatti moltiplicando le apparizioni degli Exercitus Mortuorum (Armate dei Morti). Si credeva che queste vere e proprie armate delle tenebre che terrorizzavano le campagne fossero guidate da un gigante a cavallo di nome Hellequin (figura che ricorda l’Odino/Wotan dei Germani). Si manifestavano come eserciti di anime tormentate in marcia, pronte a qualsiasi cosa per strappare ai viventi una preghiera in loro favore.
Secondo la leggenda l’Abate del monastero di Cluny, Odilone, avrebbe istituito la Festa dei Morti il 2 novembre nel 998, ma il grande successo dell’iniziativa si ebbe quando un eremita siciliano raccontò di aver sentito tra le fiamme dell’Etna i diavoli lamentarsi che le preghiere, le elemosine e le messe dei monaci cluniacensi strappavano troppo rapidamente alle loro torture le anime dannate.
La conferma definitiva della bontà dell’iniziativa si ebbe grazie all’intervento di un testimonial d’eccezione. Il fantasma del defunto Papa Benedetto si manifestò per ringraziare i monaci cluniacensi, che l’avevano liberato dalle pene dell’aldilà mediante le loro preghiere di suffragio.
Si affermò così l’idea che mediante messe, indulgenze e preghiere (e generose offerte) si potesse accorciare il periodo di espiazione delle anime nel Purgatorio (la cui esistenza veniva “scoperta” proprio in quegli anni). Proprio dalla contestazione di questa credenza (e dei lucrosi affari che le ruotavano attorno) molti anni più tardi partì la “protesta” del monaco tedesco Luther.
La Masnada di Hellequin, evidentemente impotente di fronte alle preghiere dei monaci, lentamente si dissolse e al condottiero, rimasto disoccupato, non rimase che trovarsi un altro mestiere. Le abilità magiche di cui era dotato gli spalancarono ... le vie del palcoscenico. Lo ritroviamo infatti, con indosso un vestito multicolore, calcare le scene teatrali col nome di… Arlecchino.
Tornando al Trinox Samoni o Trinozio di Samonios, esso è chiaramente alla base delle feste delle lümere tipiche del nord Italia, della moderna festa irlandese (in seguito panceltica) di Samain e, dell’ancora più recente festa di Halloween.
In inglese la festa di "Ognissanti" si chiama infatti "All Hallows' Day"; la vigilia del giorno di Ognissanti, cioè il 31 ottobre, si chiama All Hallow' Eve. Da qui "Hallows' Even" e infine “Halloween” una festa che resta legata al mistero, alla magia, al mondo delle streghe e degli spiriti.
Da Il Lago dei Misteri
venerdì 30 ottobre 2009
streghe
martedì 27 ottobre 2009
Parole in Onda
L'associazione culturale "I Menestrelli di Jorvik" organizza, con il patrocinio del comune di Briga Novarese, un laboratorio di Scrittura Creativa. Otto incontri per chi ha un libro nel cassetto, oppure si sente uno scrittore. Per la presentazione di questo laboratorio e scoprire di che cosa si tratta, l'appuntamento è fissato per mercoledi 11 Novembre alle ore 21,00 presso la Sala Consiliare del Comune di Briga Novarese.domenica 25 ottobre 2009
Le città del gusto
Eleonora Roaro
sabato 24 ottobre 2009
Paolo Franchini e il cioccolato noir
Prima di dedicarci ai consueti consigli di lettura noir, una rapida scorsa ai libri più venduti in Italia. La situazione, rispetto a quanto annunciatola scorsa puntata, cambia (e non poco) perché Margaret Mazzantini e il suo"Venuto al mondo" (Mondadori) lasciano il podio. Al terzo posto si colloca"Zia Mame" di Patrick Dennis (Adelphi), al secondo "Il vincitore è solo" di Paulo Coelho (Bompiani) e in vetta spunta l'italiano Antonio Tabucchi con il suo "Il tempo invecchia in fretta" (Feltrinelli).
Una precisazione per chi mi ha contattato via email, ma non solo: queste classifiche sono quelle ufficiali fornite dal servizio Arianna che riassumono tutti i dati degli editori (italiani e non) commercializzati in Italia. La rilevazione viene effettuata su sette giorni (dal lunedì alla domenica inclusa) e i dati vengono resi pubblici ogni settimana con uno scarto di due. Questo spiega perché controllando sul web dopodomani, si potrebbero trovare dei dati diversi da quelli che vi ho elencato adesso.
Qualche consiglio di lettura noir
Euro 8,60 - Pagg.262 - TEA
Cocaina & cioccolato (di Antonio Menna)Una prostituta albanese bella e con le idee chiare, un carcere minorile dove entrano senza troppe difficoltà sia droga sia armi, una baby-gang, un obiettore di coscienza assillato dal sesso, una Napoli dove tutto è consentito e niente è certo. In questo romanzo nero e torbido, i protagonisti si perdono e si ritrovano e lo smarrimento è l'unica bussola per orientarsi. Per alcune scene "pulp", questo libro può ricordare il cinema di "Tarantino", ma non solo: allo stesso tempo, infatti, alcuni valori e qualche positività si trova e fa piacere che ci sia.
Euro 11,00 - Pagg.135 - Cicorivolta
Chocokiller. Il sapore giallo-noir del cioccolato (di AA.VV.)E' un'antologia dedicata al cioccolato, prodotta con ottimo burro di cacao,ma arricchita da una sana dose di cattiveria e mistero. Troviamo la scrittrice Patrizia Pesaresi che scrive di un giallo della Roma napoleonica, ma anche il gagliardo Bruno Gambarotta e il suo commissario Garzullo, impegnati a indagare per far luce sulla morte di un avvocato goloso di gianduiotti. Una curiosità: in questa collana si trovano anche le antologie Pastakiller, Enokiller, Caffèkiller e Porcokiller.
Euro 13,50 - Pagg.272 - Morganti
Per chiudere in bellezza, questa sera vorrei unirmi al coro di auguri a Gianni Rodari, scrittore nato a Omegna (sul lago d'Orta) e cresciuto a Gavirate (sul lago di Varese). Tradotto in quasi tutte le lingue del mondo, ieri ha compiuto 89 anni l'anno prossimo (a 90 dalla nascita e 30 dalla morte) speriamo che qualcuno faccia qualcosa di bello per ricordarlo come si deve. Senza polemica (o forse sì, n.d.r.) mi riferisco, ad esempio, al varesino "Premio Chiara" che in questa edizione 2009 ha scordato John Fante ed Edgar Allan Poe per i loro 100 e 200 anni esatti dalla nascita.
Il dono del Serpente Piumato

Prima di partire, però, volle lasciare agli uomini il suo ultimo dono. Egli regalò loro il cibo degli dei, dicendo che si chiamava "xocolatl" e insegnando come doveva essere coltivato.
Quindi, promettendo che un giorno sarebbe tornato, salì su una nave che lo condusse oltre l’orizzonte, verso il tramonto.
Quando fu scomparso alla loro vista, gli uomini in sua memoria coltivarono la pianta, traendone una bevanda amara che, arricchita col peperoncino, era il complemento dei loro pasti. Lo "xocolatl" dava energia e i guerrieri lo bevevano in abbondanza prima di scendere in battaglia.
Un giorno dal mare occidentale giunse una strana nave. Su di essa stava un uomo dalla pelle chiara, accompagnato da uomini alti e dalla fluente barba, con il corpo e la testa ricoperti da lucenti scaglie di serpente, su cui svettavano piume meravigliose.
Allora il Re pensò che la profezia si stesse compiendo e che il Serpente Piumato fosse ritornato. Così gli mandò in dono lo "xocolatl" e oro ed argento e gemme preziose, invitandolo a riprendere possesso del suo regno.
Cortès e i suoi guerrieri spagnoli riempirono subito i forzieri coi preziosi, ma apprezzarono molto anche lo "xocolatl", che però preferirono far bollire e bere caldo. Quindi, pieni di energia, marciarono su Mexico per conquistarlo e depredarlo dei suoi tesori.
Fu così che lo "xocolatl" giunse in Europa, assieme agli altri tesori delle Americhe.
mercoledì 21 ottobre 2009
Un apertivo in noir al museo

Se avete tempo e voglia, sabato 24 ottobre 2009 (dalle 18) il Pallido sarà ospite di un originale aperitivo letterario presso il Museo etnografico “Appiani-Lopez” di Porto Ceresio (VA).
Presenterà il suo romanzo SOPRATTUTTO LA NOTTE (il primo noir ambientato a Varese) e chiuderà la rassegna 2009 degli “Aperitivi letterari al museo” curata da Andrea Fogarollo.
Siamo in Onda 24 ottobre 09 - CIOCCOLATO!

Il cioccolato non è da meno… il suo aroma può coprire innumerevoli veleni, e infatti ecco “Delizia Mortale”, il nome di un dolce realmente esistente e molto amato in Inghilterra.
Immaginiamo che la grande Agatha si materializzi a Siamo in Onda, accanto a Fabio Giusti, e che la sua voce ai microfoni ci racconti la ricetta… di un dolce… mortalmente buono!
“Ha fatto tutto il possibile per rendere meraviglioso l’ultimo giorno di vita della povera Bunny: una splendida festa di compleanno, e un dolce squisito… Phillipa rabbrividì: “Delizia Mortale!”.
Proprio così, era veramente degno di lei. Dal momento che era costretta ad ucciderla, ha voluto dare alla sua migliore amica, alla sua cara Bunny, una morte deliziosa. Una piccola festa con tutti i suoi piatti preferiti, e poi… il veleno!” (un delitto avrà luogo)
La ricetta per preparare “DELIZIA MORTALE”
Ingredienti per 10 persone:
250 gr. di cioccolato fondente – 100 gr di uva passa – 6 uova – 150 gr. di zucchero semolato –
150 gr. di burro – 40 gr. di farina – 40 gr. di Cointreau ( 3 cucchiai circa )
Per la crema inglese: 1 litro di latte intero – 2 baccelli di vaniglia – 8 tuorli – 200 gr. di zucchero semolato.
Preriscaldate il forno a 180 gradi. Ponete 120 grammi di burro nello stampo e passatelo in forno per scioglierlo Nel frattempo, tagliate gli acini di uva passa a metà e metteli a bagno nel Cointreau.
Fate fondere il cioccolato in una casseruola a bagnomaria, quindi aggiungete il burro fuso e mescolate bene fino a ottenere una crema omogenea.
Rompete le uova separando i tuorli dagli albumi e unite i tuorli al cioccolato fuso.
Incorporate anche 100 grammi di zucchero. Lavorate il tutto con la frusta fino a quando il composto apparirà perfettamente liscio. Montate gli albumi a neve ben soda e incorporateli alla preparazione.
Versate infine la farina a pioggia e lo zucchero rimasto, e mescolate delicatamente il tutto per non smontare gli albumi.
Imburrate lo stampo con il burro restante, versatevi il composto, cospargete con l’uva passa scolata dal liquore e fate cuocere in forno a 180 gradi per 30/35 minuti.
Togliete subito il dolce dal forno, in modo che non si asciughi troppo e il cuore rimanga morbido e fondente.
A piacere potete sostituire il Cointreau con altro liquore, meglio se di agrumi, in quanto il spaore dell’arancia e del mandarino si sposa alla perfezione con il cioccolato.
Preparate quindi la crema inglese: scaldate il latte con i baccelli di vaniglia divisi a metà. In una terrina montate con la frusta manuale i tuorli con lo zucchero, quindi versate il latte a filo, senza mai smettere di mescolare. Riportate sul fuoco e fate cuocere a fiamma bassa, lavorando con una spatola. A fine cottura eliminate la vaniglia.
Se volete servire questo dolce durante una festa, potete prepararlo in stampini individuali e sformarlo nei singoli piatti, decorati di crema inglese.
sabato 17 ottobre 2009
Cani, gatti, gialli e noir
La parola cane ci giunge dal latino (cànem), ma può comunque confrontarsi con il greco kùon e ricollegarsi al sanscrito cvan. Un modo di dire oggi poco consueto è 'andare ai cani', ovvero 'andare a male', quindi 'scadere'. Riferito alla persona, può essere inteso come 'perdere la freschezza, invecchiare' e, quindi, lo si può condurre di nuovo e con semplicità al latino: cani, infatti, significa 'canuto' cioè 'con i capelli bianchi.
Il termine gatto, invece, deriva dal latino càtus, ma pare abbia origini celto-germaniche perché nei vari idiomi compare sempre in maniera simile: 'cat' in inglese, 'chat' in francese, 'katt' in svedese, 'katze' in tedesco. Per qualcuno, infine, si potrebbe anche supporre un origine completamente diversa: in Armenia è detto 'katu' e in Siria, invece, 'gato'.
La musica è piuttosto ricca di gatti, sia tra gli autori sia tra i brani: come non citare il cantante e chitarrista italiano Gatto Panceri o l'artista inglese Cat Stevens (che una trentina di anni fa si convertì all'Islam per diventare Yusuf) oppure La gatta portata al successo da Gino Paoli nel 1960.
Anche i cani, nella musica, mancano. Per evitare querele, però, mi limito a citare il rapper americano Snoop 'Doggy' Dog oppure i 'Baha Man' con la loro famosa Who let the dog out? (ovvero 'Chi ha fatto uscire i cani?').
Prima dei consueti consigli di lettura gialla e noir, una rapida occhiata ai libri più venduti in Italia la scorsa settimana: mentre mantiene il 3° posto Venuto al mondo di Margaret Mazzantini (Mondadori), in vetta si scambiano di posizione Paulo Coelho con il suo Il vincitore è solo (Bompiani) e Patrick Dennis con Zia Mame (Adelphi) che, dalla seconda piazza, sale sul gradino più alto del podio.
Qualche consiglio di lettura noir
Lupo mangia cane (di Martin Cruz Smith)Uno dei tanti padroni della nuova Russia, uno di quelli disposti a tutto pur di mantenere la propria posizione privilegiata, viene ritrovato cadavere dalla polizia. Ai piedi di un grattacielo appena costruito e in cui aveva trovato casa da qualche tempo. Tutto farebbe pensare a un suicidio, ma il pavimento del guardaroba dell'uomo è completamente coperto di sale. Un maleficio? Qualcosa di ancora peggiore? Tocca ad Arkady Renko, l'ispettore della polizia criminale di Mosca, fare chiarezza. Quasi tutti conoscono il nome di questo sbirro, più che altro perché protagonista di molte storie firmate da Smith tra le quali, questa di sicuro la ricorderete, la celeberrima "Gorky Park" (una vicenda molto noir che finì anche sul grande schermo).
Euro 9,00 - Pagg.357 - Mondadori
Il cane dei Baskerville (di Arthur Conan Doyle)Un grande classico che è sempre bene consigliare. Una terribile maledizione sembra aleggiare su una casata anglosassone. Un cane enorme che per molti non è che un fantasma, sembra essere il solo responsabile della morte di alcuni membri della famigerata famiglia dei Baskerville. Un caso dei migliori per il buon Sherlock Holmes e per il suo amico Watson. Si può leggere senza problemi dai 10 anni in su e, quindi, potrebbe anche essere un ottimo regalo di Natale. A proposito, i libri conviene comprarli di questi tempi. Prima che le feste, per capirci, facciano scomparire gli sconti e le offerte speciali come per magia...
Euro 8,50 - Pagg.296 - Fabbri
Il gatto dalle molte code (di Ellery Queen)Un altro giallo diventato un classico. Il gatto di cui si parla, stavolta, gira per New York senza miagolare e solo per aggredire le sue prede con una corda di seta. Per farle secche e senza troppe storie. In poco tempo, tutti gli abitanti della Grande Mela vengono travolti da un'ondata di panico, anche perché di questo "Gatto" si conosce solo l'arma del delitto: niente età, niente sesso né altezza né peso oppure origini. E la cosa più terribile è quella che spaventa davvero: il fatto che nulla pare accomunare tra loro le tante vittime.
Euro 8,40 - Pagg.234 - Mondadori
Gatto e topo (di James Patterson)Gary vive solo per portare a termine una vendetta. Personalissima. È un'ossessione la sua. In pratica, resta al mondo solo per uccidere Alex Cross, ovvero il detective che l'aveva fatto finire nella galera da cui è appena riuscito a fuggire. Per vedere morto il suo uomo, Gary dà inizio a una serie di attentati nelle stazioni dei treni di Washington e New York. Nel frattempo, perché nei gialli e nei noir certi ingredienti non devono mai mancare, dall'altra parte dell'Atlantico un altra persona inizia una caccia all'uomo. Stavolta è un detective dell'FBI che insegue uno psicopatico. Un pazzo vero e proprio, un disgraziato che rapisce uomini e donne e li fa ritrovare un po' qua e un po' là... Potrebbe sembrare solo una storiaccia di sangue, ma è più l'intrigo a farla da padrone in questo romanzo. Provare per credere, come diceva quel tale.
Euro 8,60 - Pagg.372 – TEA
Per chiudere, tanti auguri di buon compleanno a Oscar Wilde che ieri, 16 ottobre, ha compiuto 155 anni.
Live a Siamo in Onda
Trenta secondi per una sana risata
http://www.youtube.com/watch?v=--Do3JYOFvw
Storie di cani e di gatti, di streghe e stregoni
“Cosa potrà mai fare un animale domestico in questo posto?” vi sarete chiesti, immaginando un randagio o ad un animale abbandonato.
Nella maggior parte dei casi avrete centrato la verità, dal momento che purtroppo sono ancora molti, troppi, i criminali che abbandonano quelli che per alcuni mesi erano stati loro compagni di vita. Eppure, in alcuni casi, la realtà è ben diversa.
Aveva bevuto e si era tirato praticamente finito ballando al ritmo house sparato a palla. Non andava nemmeno troppo forte, in realtà, perché a malapena riusciva a tenere gli occhi aperti. Ad un certo punto, improvvisamente, vide davanti ai fari un cane nero in corsa.
Cercò di frenare, ma l’urto era inevitabile. La macchina sbandò paurosamente e per poco non finì fuori strada. Non scese nemmeno dalla macchina per controllare come stesse l’animale, ma appena si fu ripreso dallo spavento cercò d’ingranare la marcia. Quella però non voleva proprio saperne di entrare.
Faceva caldo quella sera ed il giovane guidava con il finestrino abbassato. Così non la vide arrivare, ma sentì chiaramente la mano che gli artigliava la spalla e lo scuoteva violentemente. Si girò e vide, a pochi centimetri dal suo volto, lo sguardo insanguinato e feroce di un uomo dalla testa di lupo.
Allora il giovane urlò e spalancò gli occhi.
Di fronte a lui c’erano i volti di due carabinieri che gli intimavano di alzarsi, vestirsi e seguirli.
Lo portarono via in manette, passando davanti al SUV che aveva posteggiato davanti a casa. La parte anteriore era visibilmente ammaccata e c’erano tracce di sangue sul paraurti. Mancava la targa, che era in mano ad uno dei carabinieri. Era stata trovata sul luogo dell’incidente che era costato la vita al prete del paese vicino.
Il giovane non lo sapeva, né lo sapevano i Carabinieri e al giudice non importava, ma si racconta che le streghe, per lo più vecchie donne, e gli stregoni, per lo più preti, possano praticare la “fisica”; che siano in grado di suscitare visioni; e che possano trasformarsi in cani ed in gatti per aggirarsi nelle tenebre a molestare le persone, rimanendo vittima, talora, dei loro stessi imbrogli.
venerdì 16 ottobre 2009
Controvento: parole di un editore (quarta e ultima parte)
Le scelte di Interlinea sono i valori e le radici: sia in senso generale (i valori della poesia e della narrativa come testimonianza o le radici della letteratura) senza disdegnare un significato che può tradursi nel territorio (quelle opere che offrono un frammento dell'identità frammentata tra Piemonte e Lombardia,tra pianura e alpi).Vassalli rappresenta il modello di scrittore che fa letteratura assoluta pur parlando di Novara,come Manzoni per il ramo del lago di Como. Noi scegliamo i testi con il criterio secondo cui è meglio pubblicare testimonianze "necessarie",che possono dire qualche cosa di nuovo e di "vero",piuttosto che andare dietro mode passeggere e a un pubblico televisivo. La scelta letteraria di Interlinea è quindi di preferire lettori cosidetti "forti",preparati,che però possano diventare fedeli,rispetto a lettori certo più numerosi ma troppo occasionali e superficiali. E in questa direzione è stato creato anche il Club amici di Interlinea.
Grande spazio è dedicato da Interlinea anche alla narrativa per ragazzi...
Perchè si dice di pubblicare libri per piccoli lettori? Forse perchè si sente il bisogno di migliorare il clima culturale in cui viviamo,dopo aver provato quanta fatica si fa a produrre e vendere (pochi) libri di cultura a un pubblico adulto. Può apparire un proclama ambizioso,ma è soltanto una volotà per unire passione e lavoro. La speranza è che suscitando curiosità,emozione e divertimento nei bambini di oggi si possa far nascere la passione per la letteratura e trasformarla in un patrimonio per tutta la vita. Senza di questo che ci sta a fare un piccolo (o grande) editore che crede nella cultura e nella letteratura? La collana "rane" di Interlinea non poteva che partire da Gianni Rodari,perchè è lo scrittore nato ottant'anni fa in riva al vicino lago d'Orta,perchè la sua Favole al telefono sono state una delle mie prime letture che ricordo,perchè...alla fine la cosa migliore è leggere le sue parole,le parole di uno scrittore che sa raccontare ai ragazzi. E nasce la magia,gli occhi e le bocche si spalancano.
Un'ultima domanda: la scelta grafica molto particolare,rigorosa,quasi francese nella sua eleganza essenziale...
Anche nelle copertine Interlinea è controcorrente,poco appariscente: quando in librerie dominavano le copertine fotografiche a colori plastificate,le nostre piccole collane (come "Passio" e "Lyra") proponevano,in cartoncino pregiato grigio,immagini d'artista dentro piccoli riquadri.La fedeltà a questa grafica credo sia diventata una forma di identità,un tocco di sobrietà per il nostro vascello di carta in mezzo all'oceano della sterminata produzione editoriale attuale. Ne siamo felici,soprattutto quando alcune collane, come "Nativitas",l'unica collana dedicata al Natale sul mercato,diventano oggetto di collezione. Dopotutto la cultura dovrebbe essere così,come le ciliegie,una tira l'altra....
Dalla parte del gatto
In quel periodo mia sorella frequentava un ragazzo che (se proprio devo dirlo con sincerità) non mi piaceva affatto.
Era uno spilungone spelacchiato, magrissimo, e dall’espressione sempre volutamente feroce.
Qualunque vestito si mettesse, pareva che gli andasse eccessivamente largo, facendolo sembrare uno stecco con indosso una tela, o uno spaventapasseri...
Come ho detto, questo ragazzo aveva la mania di atteggiarsi da duro. Era un grande esperto nel riprodurre una vasta gamma di sguardi (cattivo, vendicativo, rabbioso, pericoloso...), e vantava anche la conoscenza di un buon numero di espressioni gergali assai colorite, ed una serie di smorfie della bocca che, se solo fossero state fatte da un duro, allora sì che avrebbero dato proprio l’idea di un duro. Ma, siccome a far quelle smorfie era lui, ecco che tutti quegli atteggiamenti – forse assunti per poter apparire più macho agli occhi di mia sorella – ottenevano, come unico risultato, una profonda ed involontaria comicità.
Come se questo non bastasse, il suddetto ragazzo aveva anche deciso di essermi amico a tutti i costi.
Fosse stato per me, io lo avrei ignorato volentieri. Credo di averglielo anche spiegato. Ma lui proprio non voleva capirla, e continuava a fare di tutto per attirare la mia attenzione, per mostrarsi macho, sagace, simpatico, e brillante ai miei occhi.
Arrivai persino a sospettare che, non contento di aver fatto colpo su mia sorella, pretendesse di fare colpo anche su di me.
Peccato che non solo non mi stava simpatico, ma mi risultava anche abbastanza sgradevole...
E più cercava di rendersi simpatico, più mi risultava sgradevole.
E più io cercavo di ignorarlo, più lui cercava di farsi notare.
Ascoltavo musica con le cuffie, e lui mi parlava ad alta voce perché lo udissi. Mi defilavo per lasciarlo solo con mia sorella, e per non doverlo vedere, e lui mi cercava, per parlarmi di argomenti assai disparati, ma sempre ugualmente banali...
Era un piattola, insomma. E mi infastidiva in un modo che non fui capace di descrivere a nessuno per molto, molto tempo.
Un giorno, poi, ho visto Maya, la nostra cagnolina, che saltava e correva nel prato, abbaiando e schiamazzando forte per fasi notare dalla sonnolenta Luna, la nostra anziana gatta. E più Maya correva e saltava, più Luna – con impareggiabile atteggiamento di superiorità felina – la snobbava.
Solo allora ho capito come descrivere che cosa era per me l’ex ragazzo di mia sorella. E, nel capirlo, ho sorriso – con impareggiabile atteggiamento di superiorità felina – perché, con grande orgoglio, ho scoperto di essere dalla parte del gatto...
giovedì 15 ottobre 2009
CANI E GATTI - Siamo in Onda 17.10.09
-Nessuna traccia di effrazione?
-Nessuna, Ispettore. Nessuna traccia, nessuna impronta. Qui è tutto perfetto, come se non fosse successo nulla.
L’Ispettore si guardò intorno un’altra volta. La grande vetrata del bovindo era chiusa, i cristalli così puliti da sembrare inesistenti. Il pavimento tirato a lucido, la tovaglia di fiandra tanto immacolata da splendere.
-La governante, la signora McMatreee, sostiene che il salmone stava qui, su questo piatto da portata “bone china” – continuò il giovane agente – ma come vede, anche il piatto è pulitissimo.
-E’ possibile che sia stato lavato dopo il furto, e rimesso al suo posto sulla tavola?
-La governante dice che il lavello è asciutto e in ordine come l’aveva lasciato. Impossibile che il ladro possa aver lavato e asciugato il piatto, e poi aver eliminato ogni gocciolina. Gli strofinacci e le spugne sono intonsi.
-Ma il salmone è sparito. Scozzese, eh?
-Il migliore sul mercato, non c’è nulla come il salmone scozzese di Kinglas. Centotrentotto euro al chilo.
L’Ispettore guardò il giovane agente, che leggeva gli appunti dal taccuino. Era un ragazzo molto preciso e aveva conversato amabilmente con la signora McMatree e il resto della servitù, strappando preziose informazioni senza dare l’idea di un interrogatorio. Farà strada, pensò l’Ispettore.
-Che mi dici del giardiniere? E’ irlandese, no? Anche gli irlandesi hanno un ottimo salmone. Se lo avesse sottratto lui, per… diciamo così… fare un dispetto campanilistico?
L’agente abbassò gli occhi sul taccuino.
-Il signor O’Keefe è stato lontano dalla casa tutta la mattina. Prima nell’orto e poi al capanno degli attrezzi. Ha un testimone, il garzone del consorzio provinciale, che alle otto gli ha consegnato della merce. Semi, arbusti da trapiantare e fertilizzante in polvere. Hanno lavorato insieme tutto il tempo. Il garzone è ancora qui, l’ho trattenuto… vuole interrogarlo, Ispettore?
-Non importa. Hai fatto un buon lavoro.
L’ispettore fissava il piatto vuoto e pulito, la tovaglia di fiandra, il pavimento lucido. Nessuna traccia. La governante torceva nervosamente tra le mani un lembo del grembiule. Pensava al pranzo volatilizzatosi come per incanto. Cosa avrebbe detto ai Signori, e agli ospiti? Si era assentata solo per cinque minuti, chiudendosi la porta alle spalle, e al rientro il preziosissimo salmone scozzese di Kinglas, duecento euro di valore, era sparito. Nessuna traccia.
Ora lei e l’Ispettore guardavano il piatto di fine ceramica desolatamente vuoto. Il giovane agente aveva guardato in alto e in basso, agli angoli della cucina e del bovindo, e poi si era incamminato nel corridoio stretto che portava a una della tante uscite di servizio. D’improvviso riapparve in cucina, stringendo tra le mani un cartoncino con aria soddisfatta e un sorriso incantevole.
-Ispettore! Me l’ha insegnato lei: non esiste il delitto perfetto. Guardi qua, abbiamo il nostro ladro.
-Com’è possibile? Cos’hai in mano?
Anche la governante si avvicinò al ragazzo.
-Il custode questa mattina mi ha detto che il padrone di casa qualche mese fa decise di togliere il sistema di videosorveglianza interno, trovandolo poco cortese nei confronti della servitù e fastidioso per la famiglia e gli occasionali ospiti. Ho però notato, in un angolo buio del corridoio, una fotocamera inserita nella parete, poco sopra la presa per la corrente. Ho chiesto al custode di verificare… il sistema è ancora funzionante per l’esterno. La fotocamera è stata dimenticata, al momento del ripristino, ma non è mai stata scollegata! Infatti ha scattato una foto. Signori, abbiamo la faccia del ladro!
-Che cooosa? – L’ispettore e la signora Mcmatree si chinarono verso la fotografia che l’agente aveva teatralmente calato sul tavolo, come un asso da poker.
La vedete anche voi… (nella foto)
RG
Un corso di scrittura creativa... GRATIS!
Cari amici,
è con vero piacere che vi annuncio un'iniziativa davvero interessante curata dal mio amico, nonché scrittore, Davide Nonino. Un instancabile entusiasta che vive a Udine, ma che gira più di una trottola.
Il CenerOntola tour, per farla breve, giungerà il mese prossimo a Seregno, a due passi da Milano, e per la precisione approderà alla libreria Un mondo di libri per un nuovo workshop gratuito di scrittura creativa.
Sì, avete letto bene: gratuito! Davvero una bella parola, non trovate?
Il corso, rivolto a tutte le persone che amano giocare con le parole, si terrà al civico 8 della galleria Mazzini, negli spazi offerti dal signor Antonio (l'eccezione che conferma la regola: i librai veri esistono ancora!) nella giornata di sabato 14 novembre 2009, dalle 17,30 alle 19,30.
In due ore, questo va detto, non si può trattare tutto per filo e per segno (anzi…), ma sarà comunque un’occasione per un viaggio libera-mente nella scrittura, alla ricerca della creatività e del piacere di trovare e comporre grazie alle parole.
Si faranno esercizi pratici di scrittura e vi sarà la possibilità di chiedere consigli editoriali; per capirci, si vivrà la natura artigiana e appassionata della scrittura, dove è indispensabile mettersi in gioco per amore del buon scrivere e della buona espressione.
Chi volesse partecipare, non esiti oltre e confermi la propria presenza (gli spazi sono abbondanti per tutti, non abbiate paura) inviando una semplice email a parlamidite@gmail.com.
A presto!
mercoledì 14 ottobre 2009
Controvento: parole di un editore (terza parte)
Nel lavoro comunicativo e propositivo di un editore che vuole restare al passo con i tempi Internet è una delle frontiere più importanti del cambiamento in atto. Infatti il web aiuta a superare anche un problema recente,forse non soltanto momentaneo e comunque di abitudine culturale: l'acquisto dei libri in edicola,dove non è il lettore a scegliere,anche se acquista comunque testi di qualità,però selezionati alla fonte,poi paga poco e si abitua a pagare sempre così i libri. Il web è invece uno degli spazi dove recuperare un contatto concorrenziale con il lettore che può scegliere di persona anche se non ha il tempo o la voglia di recarsi in una libreria tradizionale indipendente,il luogo di solito più - ma sempre meno - protetto per i piccoli editori,messi così in crisi.
Che grandi limiti vede nell'editoria italiana di oggi?
Nell'editoria attuale conta molto il marketing e il gossip,molto meno l'originalità culturale. La cultura dovrebbe sostenere e favorire l'editoria e viceversa ma i dati statistici parlano chiaro: dalle nostre parti si legge poco,anzi pochissimo.
Addirittura alcuni dei libri più venduti sono non-libri,prodotti televisivi. E ricette non ce ne sono sull'educazione alla lettura,al di là della famiglia e della scuola,ovviamente. Poi da noi si fanno incentivi su tutto,dalla palestra alle bici e alla auto,con la tanto decantata rottamazione,ma per i libri niente. Eh sì,è un problema di cultura,di civiltà. Non vorrei essere,per dirla alla Eco,nè apocalittico nè troppo integrato,eppure mi sembra che all'indubbio progresso della società (sia sul versante economico e politico sia su quello tecnologico e consumistico) corrisponda un livellamento non proprio positivo della cultura. Nei momenti sociali di crisi la cultura,quella di coloro che un tempo venivano chiamati intellettuali (e con loro le loro opere,i loro libri),sembrano influire sempre meno. Qualcuno dirà che è un bene. Ma forse non lo è. Comunque ognuno,nel proprio piccolo,però può fare qualcosa....
martedì 13 ottobre 2009
Controvento: parole di un editore (seconda parte)
Il nome della casa editrice deriva proprio dall'idea di ricercare un piccolo spazio nell'interlinea lasciata bianca dall'editoria delle alte tirature e del troppo rapido turn over in libreria,tentando di farsi largo e trovare spazi non virtuali tra le righe spesso gonfiate della grande industria dei best seller nati in tv e lontano dalle librerie.
Interlinea nasce dall'idea di dare spazio ad autori che la grande editoria sembra voler dimenticare...
Abbiamo iniziato con ripescaggi di testi ingiustamente dimenticati come Un matrimonio in provincia della Marchesa Colombi e Una Topolino amaranto di Dante Graziosi,caso di autori novaresi di respiro nazionale. Anzi,il romanzo della Colombi è stato poi tradotto in Francia da Gallimard e negli Stati Uniti. Oppure più di recente,abbiamo pubblicato le opere minori di grandi scrittori viventi come Mario Soldati,Luigi Santucci e Mario Luzi. Il piccolo editore di cultura può accontentarsi di tirature non alte e capita così che rischia di più su opere di qualità ma non popolari e commerciali.
Il risultato è la riscoperta di grandi autori anche inediti (da Rebora a Montale,da Morselli ad Arbasino)...
L'attenzione letteraria ai testi ha portato nel catalogo di Interlinea molti inediti,soprattutto grazie a Maria Corti; abbiamo poi sviluppato alcuni filoni e autori,come il poeta Clemente Rebora affiancando inediti,come il Diario intimo,a edizioni commentate,per esempio del capolavoro Frammenti lirici.
lunedì 12 ottobre 2009
Controvento: parole di un editore (parte prima)
Parole che affollano le pagine di libri di una casa editrice piemontese il cui nome è lo spazio tra due righe scritte,Interlinea,per l'appunto.
Parole, dialogo e confronto come l'intervista fatta a Roberto Cicala,direttore editoriale di Interlinea, docente di editoria in Università Cattolica a Milano,presidente del Centro Novarese di studi Letterari.
Le parole che non ci diremo più
All’esordio della III^ stagione con la gang del fitto e colorato bosco di Siamo InOnda, LaPerry ha voluto immaginarsi le parole che frullano nel cervello di un personaggio reale…che non gode affatto della sua stima. Si è posta delle questioni, ma non ha trovato risposte…e le resta la certezza che tutto ciò non sia giusto…
Bel problema! Ora chi ti sente più…non pensavo che fosse così silenziosa la tua assenza. Lo è fortemente dentro di me. Mentre sono ancora fuori di me dalla rabbia e devo ancora restare fuori di me a difendermi da quelli che mi danno addosso. Non li capisco proprio. Lo so anch’io che non tornerai…Quindi cosa continuano a urlare. E’ giusto così, punto. Fate un po’ di silenzio adesso, perfavore. Sono in lutto.
Non sentirò più la tua voce, non vedrò mai più il tuo viso, i tuoi lineamenti che mi ricordavano tanto la nostra terra. I tuoi occhi così profondi e scuri…un mistero per me. Quel velo che tanto volevo vedere sul tuo capo, l’ho visto calare solo sul tuo sguardo…perennemente triste.
Non eri felice, lo so. Non lo ero nemmeno io.
Più cercavo di spogliarti delle tue idee, più mi sfuggivi. Ti amavo da impazzire, sotto ogni punto di vista. Era giusto che fosse così. Tu eri mia. Ma niente, non mi ha mai ascoltato. Mi accusavi di farti prigioniera e ti rifugiavi tra le braccia di questa civiltà demone che ci circonda…una civiltà degna d’essere chiamata tale solo per il fatto che ci ha accolto e ci ha dato da vivere qui. Ma noi siamo solo di passaggio. Lo sappiamo bene. E tu…ti sei lasciata circuire…mi hai tradito, con quelle maledette esibizioni occidentali. Eri troppo impegnata a laccarti le unghie, a stirarti i capelli nero corvino, a infilarti in quei pantaloni così stretti che lasciavano così poco all’immaginazione. Quanto eri bella…ma non dovevi sbandierarlo al mondo in quel modo. Proprio davanti a tutti i kafiruna (ndr infedele). Forse anche tu eri ormai una di loro. “Non prestare obbedienza ai kafiruna, anzi combattili virilmente” [25:52] Era la nostra piccola jihād…Per questo ti ho ammazzata.
Bel problema.
"Richiama verso il sentiero del Signore, fallo con saggezza e buone maniere, tieni discussioni con essi su ciò che vi è di migliore. Il Signore conosce assai bene chi sgarra dal sentiero, conosce anche bene chi sa orientarsi verso di lui” [16:125] tratto da Il Corano, tradotto da Federico Peirone, Mondadori


















