domenica 19 giugno 2011
Chiusi per ferie
mercoledì 8 giugno 2011
Quazamba "on air"
Se le "coincidenze" aeroportuali saranno dalla nostra parte, l'intera jazz band dei londinesi (ad alto tasso varesino) "Quazamba" sarà con noi nel corso della puntatona di sabato prossimo, ovvero quella dell'11 giugno.
A farci compagnia insieme al quartetto, ovviamente, il loro freschissimo album "One afternoon".
Nel repertorio del gruppo, dopo un’attenta e originale rilettura, vengono incorporate numerose parti di corali così come cellule melodiche di origine popolare. un’orchestrazione di puro jazz contemporaneo che li rende oggi pressoché unici.I Quazamba iniziano l’attività concertistica a Londra e oggi hanno all’attivo decine di concerti in Inghilterra, Svizzera e Spagna, dove stanno riscuotendo un sempre più crescente successo di pubblico e critica.
martedì 7 giugno 2011
Gli scrittori ospiti di sabato 11 giugno
Saranno Andrea G. Pinketts (Depilando Pilar) e Federico Tavola (Che bella vita) gli amici scrittori che ci faranno compagnia sabato prossima nel corso dell'ultima puntata della quarta stagione di "Siamo in onda".
Pinketts e Tavola ci presenteranno i propri lavori a tinte noir, ma non solo.
Per cominciare a fare la loro conoscenza potete visitare i loro siti web, ovvero http://www.pinketts.it/ e http://www.federicotavola.it/.
Compleanno letterario
Si chiude in bellezza la stagione 2010-2011 dei festeggiamenti fra candeline e libri perché proprio oggi (ovvero il 5 giugno) compie 62 anni uno scrittore che, più di una volta, abbiamo incontrato qui a "Siamo in onda": sto parlando del gallese Ken Follett, autore di decine di decine di fortunatissimi romanzi, finiti (a ragione) anche sul grande schermo.Dato che è davvero difficile fare una lista precisa che accontenti tutti, non ho potuto fare altro che avvicinarmi allo scaffale, chiudere gli occhi e muovere tre volte una mano: i titoli che il caso ha voluto farmi sfiorare sono stati La cruna dell'ago, Lo scandalo Modigliani e Il terzo gemello.
In ogni caso, comunque fosse andata, non avrei fallito il bersaglio. Anche perché, alcuni, sono libri da mille e rotte pagine...
www.paolofranchini.tk
lunedì 6 giugno 2011
Racconto: Salto nel buio
Se l’incertezza a volte vi frena, se osare è una parola che avete bandito dalle vostre abitudini, ascoltate questa storia. Potrebbe mostrarvi la vita, la vostra vita, da una prospettiva un po’ diversa.
«Andiamo?»
«No…»
«Ma perché? Ora ti tiri indietro?»
«Sì…»
«Non è possibile sant’iddio! Eri convinta!»
Un momento di silenzio teso e imbarazzante si insinuò fra i due.
«Non posso farlo…» aggiunse lei.
«Devi almeno provarci!»
Per lei lo spazio infinito davanti a loro non lasciava presagire nulla di buono. Per lui invece era tutto quello che poteva esserci di magnifico al mondo: la libertà di scegliere la propria strada.
Compagni di viaggio da lungo tempo, si conoscevano alla perfezione. Ma raramente si trovavano sulla stessa lunghezza d’onda, specie quando si trattava di fare propria una scelta.
Rischi, cambiamento, incertezza… tutte parole che a lei rimbombavano in testa freneticamente. E lui lo sapeva bene. Era lì per sostenerla.
«Su…ci hai riflettuto, non hai preso la cosa alla leggera, ora non devi lasciarti frenare…è il momento di prendere la rincorsa ».
«Tu non sai quello che sento…»
«Oh sì che lo so. Non sai cosa ti aspetta? Devi solo scoprirlo. Non sai se sei all’altezza? Ci devi solo provare. E se non riuscirai? Troverai una strada alternativa. E se ci riuscirai? Avrai raggiunto il tuo scopo…»
«Come fai ad essere sempre così saggio e ottimista???»
«L’alternativa è rimanere immobile subendo gli eventi? Preferisco buttarmi e rischiare…e so che tu sarai sempre con me, è giusto che sia così. Altrimenti sarei un emerito incosciente…»
«Quindi anche io ho il mio ruolo?»
«Certo che sì…ora andiamo?»
«Ok…»
Coraggio e Paura si presero per mano, presero la rincorsa e saltarono nel buio verso una nuova avventura
Scritto da Paola Perry Amadeo
«Andiamo?»
«No…»
«Ma perché? Ora ti tiri indietro?»
«Sì…»
«Non è possibile sant’iddio! Eri convinta!»
Un momento di silenzio teso e imbarazzante si insinuò fra i due.
«Non posso farlo…» aggiunse lei.
«Devi almeno provarci!»
Per lei lo spazio infinito davanti a loro non lasciava presagire nulla di buono. Per lui invece era tutto quello che poteva esserci di magnifico al mondo: la libertà di scegliere la propria strada.
Compagni di viaggio da lungo tempo, si conoscevano alla perfezione. Ma raramente si trovavano sulla stessa lunghezza d’onda, specie quando si trattava di fare propria una scelta.
Rischi, cambiamento, incertezza… tutte parole che a lei rimbombavano in testa freneticamente. E lui lo sapeva bene. Era lì per sostenerla.
«Su…ci hai riflettuto, non hai preso la cosa alla leggera, ora non devi lasciarti frenare…è il momento di prendere la rincorsa ».
«Tu non sai quello che sento…»
«Oh sì che lo so. Non sai cosa ti aspetta? Devi solo scoprirlo. Non sai se sei all’altezza? Ci devi solo provare. E se non riuscirai? Troverai una strada alternativa. E se ci riuscirai? Avrai raggiunto il tuo scopo…»
«Come fai ad essere sempre così saggio e ottimista???»
«L’alternativa è rimanere immobile subendo gli eventi? Preferisco buttarmi e rischiare…e so che tu sarai sempre con me, è giusto che sia così. Altrimenti sarei un emerito incosciente…»
«Quindi anche io ho il mio ruolo?»
«Certo che sì…ora andiamo?»
«Ok…»
Coraggio e Paura si presero per mano, presero la rincorsa e saltarono nel buio verso una nuova avventura
Scritto da Paola Perry Amadeo
Libri: I più venduti della settimana
1. Le luci di settembre (Carlos Ruiz Zafón)
2. Il gioco degli specchi (Andrea Camilleri)
3. Angelology (Danielle Trussoni)
Due titoli su tre, in ogni caso, li ritroviamo anche sul podio della sezione dedicata ai gialli e ai noir, insieme a una new entry di tutto rispetto:
1. Il gioco degli specchi (Andrea Camilleri)
2. Angelology (Danielle Trussoni)
3. Alla fine di un giorno noioso (Massimo Carlotto)
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domenica 5 giugno 2011
Racconto: Volare
La storia che vi stiamo per raccontare è un volo senza ali, un volo a occhi chiusi nel blu delle nostre paure. Trattenete il respiro e tuffatevi tra le parole che Oscar Taufer ha scritto per noi.
Non dovevo levare le scarpe.
Mi viene da piangere mentre riprendo fiato, la schiena sui sassi appuntiti, le gambe nel vuoto e i piedi che sanguinano. La rupe sembra cosparsa di cocci di vetro, e lascia il segno ancora prima di arrivare in cima.
Mi alzo e guardo giù.
Dal mare non sembra alta ma da qui è un’altra cosa. Quello stronzetto intanto se la ride sulla barca, beato lui. Mi ha messo proprio in un bel casino, e come se non bastasse comincia pure a rompere.
“Dai pisciasotto! Vuoi star lì tutto il giorno? Forza! Se non ti muovi ti lascio qua.”
Si dà tante arie solo perché è più grande. Magari tra qualche anno sarà uno scherzo anche per me, ma intanto che cavolo faccio? Gli occhi fissi tra le onde, quindici metri più in basso, certo non mi aiutano, e non capisco neanch'io se ho più paura del vuoto o dell’impatto. Certo che il fondale si vede proprio bene. Non deve esserci molta acqua. Queste raffiche poi. Ci mancava solo il vento. Sai che ridere se mi schianto sulla scogliera...
“Oh! Hai sentito che roba? Così rischio di spiaccicarmi sui sassi, non è meglio fare domani?”
“Dai, piantala lì e salta. Non avrai paura di un po' d'aria! E poi, come credi di scendere?”
Già, come cavolo si scende da qui? C'è poco da scegliere. Ormai non si torna indietro, si può solo saltare.
Mi avvicino al bordo. Non ci vuole niente, basta un passo, ma le ginocchia traballano e ho una fifa tremenda. Quanto durerà la caduta? Se continuo a fissare gli scogli non ce la farò mai. Sollevo lo sguardo e cerco di svuotare la mente.
Il mare è ovunque.
Le barche filano e i gabbiani si appoggiano al vento. Chiudo gli occhi e volo insieme a loro. Sono una vela che si gonfia, un’ala che si apre. Il mio respiro si fonde a quello del mare, e lo immagino sollevarsi e salire fino in cima alla rupe e prendermi con sé, ed io, sospeso nel suo abbraccio liquido, nuoto in questa vertigine che non è acqua né aria.
Non ho più paura. Niente può farmi male. Riapro gli occhi, piego le ginocchia e spingo.
E volo in picchiata, nel blu.
Scritto da Oscar Taufer
Non dovevo levare le scarpe.
Mi viene da piangere mentre riprendo fiato, la schiena sui sassi appuntiti, le gambe nel vuoto e i piedi che sanguinano. La rupe sembra cosparsa di cocci di vetro, e lascia il segno ancora prima di arrivare in cima.
Mi alzo e guardo giù.
Dal mare non sembra alta ma da qui è un’altra cosa. Quello stronzetto intanto se la ride sulla barca, beato lui. Mi ha messo proprio in un bel casino, e come se non bastasse comincia pure a rompere.
“Dai pisciasotto! Vuoi star lì tutto il giorno? Forza! Se non ti muovi ti lascio qua.”
Si dà tante arie solo perché è più grande. Magari tra qualche anno sarà uno scherzo anche per me, ma intanto che cavolo faccio? Gli occhi fissi tra le onde, quindici metri più in basso, certo non mi aiutano, e non capisco neanch'io se ho più paura del vuoto o dell’impatto. Certo che il fondale si vede proprio bene. Non deve esserci molta acqua. Queste raffiche poi. Ci mancava solo il vento. Sai che ridere se mi schianto sulla scogliera...
“Oh! Hai sentito che roba? Così rischio di spiaccicarmi sui sassi, non è meglio fare domani?”
“Dai, piantala lì e salta. Non avrai paura di un po' d'aria! E poi, come credi di scendere?”
Già, come cavolo si scende da qui? C'è poco da scegliere. Ormai non si torna indietro, si può solo saltare.
Mi avvicino al bordo. Non ci vuole niente, basta un passo, ma le ginocchia traballano e ho una fifa tremenda. Quanto durerà la caduta? Se continuo a fissare gli scogli non ce la farò mai. Sollevo lo sguardo e cerco di svuotare la mente.
Il mare è ovunque.
Le barche filano e i gabbiani si appoggiano al vento. Chiudo gli occhi e volo insieme a loro. Sono una vela che si gonfia, un’ala che si apre. Il mio respiro si fonde a quello del mare, e lo immagino sollevarsi e salire fino in cima alla rupe e prendermi con sé, ed io, sospeso nel suo abbraccio liquido, nuoto in questa vertigine che non è acqua né aria.
Non ho più paura. Niente può farmi male. Riapro gli occhi, piego le ginocchia e spingo.
E volo in picchiata, nel blu.
Scritto da Oscar Taufer
sabato 4 giugno 2011
Libri: I consigli noir di Paolo Franchini
Il grande salto (di Elmore Leonard)
Euro 10,50 - Pagg.235 - Einaudi
Jack doveva giocare a baseball e basta, non fare altro. Peccato, però, non colpisse mai la palla. Per questo, decide di imboccare la strada dell'illegalità. Si crede un duro, d'altronde. Quando incontra Nancy, la donna di un riccone, si profila la possibilità di passare dalle piccole rapine a un colpo davvero grosso, ma la posta sale subito alle stelle e per i due si pone il problema della sopravvivenza. Un romanzo appassionante, zeppo di personaggi azzeccati, situazioni al limite e azione da mozzare il fiato.
Salto nel buio (di Clive Cussler)
Euro 8,90- Pagg.477 - TEA
Maggio 1914: nella stessa notte, un treno diretto per New York precipita da un ponte e una nave di lusso affonda nel San Lorenzo. Una coincidenza? Ovviamente no, perché sul treno e sulla nave c'erano due uomini in possesso di documenti di valore incredibile. Settantacinque anni dopo, state pronti, gli USA sono sull'orlo della più grave crisi energetica mai affrontata, ma sono anche minacciati da un gruppo di terroristi. E l'unica speranza di salvezza, come si poteva intuire, giace da un bel po' sul fondo di un gelido fiume...
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I salti della bottega del mistero
Salti leggendari
Edoardo Bennato, L’isola che non c’è
La foto è una cortesia di ELE, che conosce gatti capaci di salti straordinari.
Ci sono salti destinati ad entrare nella leggenda, quale che sia la sorte di chi, per temerarietà o disperazione, li ha compiuti. Racconta, ad esempio, lo scrittore Bruce Chatwin di aver visto in Patagonia la tomba di un cavallo, di nome El-Malacara, dedicatagli dal suo padrone, John Evans.
Il 14 marzo 1883, tornando dalla Cordigliera, John Evans e tre compagni furono inseguiti e attaccati da un gruppo di indios. Vedendo i suoi amici cadere uno dopo l’altro sotto le lance degli attaccanti, John Evans spronò disperatamente il suo cavallo. Ed El-Malacara saltò un crepaccio largo quasi otto metri portando in salvo entrambi e guadagnandosi l’eterna riconoscenza del suo padrone.
Un tragico salto è legato anche alla vicenda che vede protagonista una madre coraggiosa vissuta nel Cinquecento, almeno secondo una leggenda del Lago d’Orta che trae spunto da una storia vera.
Nel 1529 il lago d’Orta fu invaso da una banda di mercenari guidati da un capitano napoletano di nome Cesare Maggio. Mentre tutti i paesi venivano saccheggiati, la popolazione con le poche cose preziose salvate trovava rifugio nell’inespugnabile castello che a quel tempo sorgeva sull’Isola di San Giulio. Gli uomini invece, si nascondevano nei boschi e sulle montagne, armati e pronti a scatenare il contrattacco non appena fosse stato dato il segnale, suonando la campana della Torre di Buccione.
Ed è qui che entra in scena Maria Canavesa, rimasta vedova a seguito di un brutale saccheggio avvenuto l’anno precedente da parte di altri mercenari. Avendo perso tutto, tranne il figlio, Maria si offre come volontaria per suonare la campana.
Con un trucco, Maria riesce a distrarre i soldati e ad entrare nella torre. Qui suona la campana, chiamando a raccolta gli uomini in attesa. Che sciamano come api rabbiose dai loro rifugi e attaccano gli uomini del Maggio, sconfiggendoli e mettendoli in fuga.
Per Maria tuttavia l’epilogo è tragico, perché i soldati che presidiano la torre si accorgono dell’inganno e cominciano a salire le scale.
Questa è la parte più drammatica della storia. Vistasi senza scampo, temendo quello che quegli uomini avrebbero potuto fare a lei e al figlio, Maria decide di fare un ultimo drammatico salto, lanciandosi dalla torre col figlio tra le braccia.
C’è un’altra leggenda, a lieto fine stavolta, legata ad una famiglia con un bambino e ad un prodigioso salto. Questa volta si tratta niente meno che della Sacra Famiglia, che secondo la storia si trovò un giorno inseguita dagli ariani sulla piana di Cireggio, sopra Omegna.
Ad un certo punto, trovandosi i nemici alle spalle e un gran burrone davanti, Giuseppe prese in braccio Maria e il Bambino e con un gran salto superò la valle dello Strona, portando miracolosamente tutti e tre illesi dall’altra parte. Il salto fu così prodigioso che ancora oggi si conserverebbe un’impronta del piede del santo, impressa sulla roccia del Sasso Gambello. Un luogo caro, almeno ancora fino a pochi anni fa, alle famiglie che desideravano avere figli.
Pericolose passerelle dei pirati
Nelle storie e nei film sui pirati non manca mai un momento carico di grande tensione. È la scena del trampolino, con il prigioniero (o la prigioniera) spinto su una tavola sospesa sull’oceano, con decine di sciabole sguainate alle spalle e squali affamati nelle acque sottostanti, in attesa di gustare il loro pranzo quotidiano.
Si tratta in realtà di un’invenzione moderna degli illustratori moderni. Le cronache dell’epoca e gli studi che descrissero il fenomeno della pirateria non fanno mai riferimento a questa pratica, benché si diffondano sulle molte atrocità compiute dai predoni del mare.
Nonostante questo, l’immagine degli sventurati costretti a questo fatale salto è entrata nell’immaginario collettivo e non può mancare in qualunque storia di pirati. E ciò vale anche quando i pirati sono alquanto surreali e, soprattutto, musicali.
Nel 1980 viene pubblicato l’album “Sono solo canzonette” di Edoardo Bennato, uno dei più grandi, (ma molti ritengono il più grande) rocker italiano. È il settimo della carriera di Bennato ed uno dei più fortunati. Il tema principale del disco è la lotta tra la ragione e la fantasia, rappresentata dal desiderio di volare e di restare bambini.
Come già aveva fatto per “Burattino senza fili” del 1977, ispirato alla fiaba di Pinocchio, Bennato è un concept album ispirato alla storia di un personaggio della letteratura per ragazzi, Peter Pan.
Peter Pan è un personaggio creato dallo scrittore scozzese James Matthew Barrie (1860-1937) nel 1902. Peter Pan è un bambino mai nato che si rifiuta di crescere e vive sull'Isola che non c'è, comandando la tribù dei Bimbi Smarriti. Grazie alla sua capacità di volare Peter Pan incontra talora i bambini del mondo reale.
“Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto fino al mattino. Non ti puoi sbagliare perché quella è l'isola che non c'è”, così Bennato canta la strada per arrivare all’isola che non c’è.
L’isola, il cui nome inglese è Neverland, appare nelle menti dei bambini che dormono e in quelle degli adulti rimasti un po’ bambini. Non è un’isola noiosa, ma è bella, comoda e zeppa di avventure, essendo popolata da Sirene, Indiani, Fate, Gnomi e Pirati, comandati dal terribile Capitan Uncino, nemico giurato di Peter Pan, che gli ha tagliato la mano in duello dandola in pasto ad un coccodrillo, che da allora aspetta di gustare il resto.
Peter Pan compare in moltissime storie, non solo in quelle scritte da Barrie, che tra l’altro lasciò i diritti d’autore all'ospedale pediatrico Great Ormond Street Hospital.
Barrie era l'ottavo di nove figli. Fisicamente molto gracile, da piccolo cercava di conquistarsi le attenzioni dei fratelli raccontando loro delle storie. Quando un suo fratello quattordicenne morì tragicamente, subì un trauma profondo che lo avvicinò molto alla madre, con cui passava il tempo leggendo storie di avventura.
La storia di Peter Pan influenzò profondamente anche un altro cantante, Michael Jackson, di cui abbiamo parlato nella prima puntata della bottega del mistero.
Il cantante acquistò nel 1988 una grande tenuta di 1400 ettari nella contea di Santa Barbara, in California, trasformandola in un parco a tema dal nome Neverland Valley Ranch, ispirato al mondo di Peter Pan. Attorno ad essa circolarono tuttavia inquietanti storie, che ebbero anche conseguenze giudiziarie, finché fu venduta nel 2008, un anno prima della morte del cantante.
Il 14 marzo 1883, tornando dalla Cordigliera, John Evans e tre compagni furono inseguiti e attaccati da un gruppo di indios. Vedendo i suoi amici cadere uno dopo l’altro sotto le lance degli attaccanti, John Evans spronò disperatamente il suo cavallo. Ed El-Malacara saltò un crepaccio largo quasi otto metri portando in salvo entrambi e guadagnandosi l’eterna riconoscenza del suo padrone.
Un tragico salto è legato anche alla vicenda che vede protagonista una madre coraggiosa vissuta nel Cinquecento, almeno secondo una leggenda del Lago d’Orta che trae spunto da una storia vera.
Nel 1529 il lago d’Orta fu invaso da una banda di mercenari guidati da un capitano napoletano di nome Cesare Maggio. Mentre tutti i paesi venivano saccheggiati, la popolazione con le poche cose preziose salvate trovava rifugio nell’inespugnabile castello che a quel tempo sorgeva sull’Isola di San Giulio. Gli uomini invece, si nascondevano nei boschi e sulle montagne, armati e pronti a scatenare il contrattacco non appena fosse stato dato il segnale, suonando la campana della Torre di Buccione.
Ed è qui che entra in scena Maria Canavesa, rimasta vedova a seguito di un brutale saccheggio avvenuto l’anno precedente da parte di altri mercenari. Avendo perso tutto, tranne il figlio, Maria si offre come volontaria per suonare la campana.
Con un trucco, Maria riesce a distrarre i soldati e ad entrare nella torre. Qui suona la campana, chiamando a raccolta gli uomini in attesa. Che sciamano come api rabbiose dai loro rifugi e attaccano gli uomini del Maggio, sconfiggendoli e mettendoli in fuga.
Per Maria tuttavia l’epilogo è tragico, perché i soldati che presidiano la torre si accorgono dell’inganno e cominciano a salire le scale.
Questa è la parte più drammatica della storia. Vistasi senza scampo, temendo quello che quegli uomini avrebbero potuto fare a lei e al figlio, Maria decide di fare un ultimo drammatico salto, lanciandosi dalla torre col figlio tra le braccia.
C’è un’altra leggenda, a lieto fine stavolta, legata ad una famiglia con un bambino e ad un prodigioso salto. Questa volta si tratta niente meno che della Sacra Famiglia, che secondo la storia si trovò un giorno inseguita dagli ariani sulla piana di Cireggio, sopra Omegna.
Ad un certo punto, trovandosi i nemici alle spalle e un gran burrone davanti, Giuseppe prese in braccio Maria e il Bambino e con un gran salto superò la valle dello Strona, portando miracolosamente tutti e tre illesi dall’altra parte. Il salto fu così prodigioso che ancora oggi si conserverebbe un’impronta del piede del santo, impressa sulla roccia del Sasso Gambello. Un luogo caro, almeno ancora fino a pochi anni fa, alle famiglie che desideravano avere figli.
Pericolose passerelle dei pirati
Nelle storie e nei film sui pirati non manca mai un momento carico di grande tensione. È la scena del trampolino, con il prigioniero (o la prigioniera) spinto su una tavola sospesa sull’oceano, con decine di sciabole sguainate alle spalle e squali affamati nelle acque sottostanti, in attesa di gustare il loro pranzo quotidiano.
Si tratta in realtà di un’invenzione moderna degli illustratori moderni. Le cronache dell’epoca e gli studi che descrissero il fenomeno della pirateria non fanno mai riferimento a questa pratica, benché si diffondano sulle molte atrocità compiute dai predoni del mare.
Nonostante questo, l’immagine degli sventurati costretti a questo fatale salto è entrata nell’immaginario collettivo e non può mancare in qualunque storia di pirati. E ciò vale anche quando i pirati sono alquanto surreali e, soprattutto, musicali.
Nel 1980 viene pubblicato l’album “Sono solo canzonette” di Edoardo Bennato, uno dei più grandi, (ma molti ritengono il più grande) rocker italiano. È il settimo della carriera di Bennato ed uno dei più fortunati. Il tema principale del disco è la lotta tra la ragione e la fantasia, rappresentata dal desiderio di volare e di restare bambini.
Come già aveva fatto per “Burattino senza fili” del 1977, ispirato alla fiaba di Pinocchio, Bennato è un concept album ispirato alla storia di un personaggio della letteratura per ragazzi, Peter Pan.
Peter Pan è un personaggio creato dallo scrittore scozzese James Matthew Barrie (1860-1937) nel 1902. Peter Pan è un bambino mai nato che si rifiuta di crescere e vive sull'Isola che non c'è, comandando la tribù dei Bimbi Smarriti. Grazie alla sua capacità di volare Peter Pan incontra talora i bambini del mondo reale.
“Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto fino al mattino. Non ti puoi sbagliare perché quella è l'isola che non c'è”, così Bennato canta la strada per arrivare all’isola che non c’è.
L’isola, il cui nome inglese è Neverland, appare nelle menti dei bambini che dormono e in quelle degli adulti rimasti un po’ bambini. Non è un’isola noiosa, ma è bella, comoda e zeppa di avventure, essendo popolata da Sirene, Indiani, Fate, Gnomi e Pirati, comandati dal terribile Capitan Uncino, nemico giurato di Peter Pan, che gli ha tagliato la mano in duello dandola in pasto ad un coccodrillo, che da allora aspetta di gustare il resto.
Peter Pan compare in moltissime storie, non solo in quelle scritte da Barrie, che tra l’altro lasciò i diritti d’autore all'ospedale pediatrico Great Ormond Street Hospital.
Barrie era l'ottavo di nove figli. Fisicamente molto gracile, da piccolo cercava di conquistarsi le attenzioni dei fratelli raccontando loro delle storie. Quando un suo fratello quattordicenne morì tragicamente, subì un trauma profondo che lo avvicinò molto alla madre, con cui passava il tempo leggendo storie di avventura.
La storia di Peter Pan influenzò profondamente anche un altro cantante, Michael Jackson, di cui abbiamo parlato nella prima puntata della bottega del mistero.
Il cantante acquistò nel 1988 una grande tenuta di 1400 ettari nella contea di Santa Barbara, in California, trasformandola in un parco a tema dal nome Neverland Valley Ranch, ispirato al mondo di Peter Pan. Attorno ad essa circolarono tuttavia inquietanti storie, che ebbero anche conseguenze giudiziarie, finché fu venduta nel 2008, un anno prima della morte del cantante.
Edoardo Bennato, L’isola che non c’è
La foto è una cortesia di ELE, che conosce gatti capaci di salti straordinari.
venerdì 3 giugno 2011
Il tema della settimana: salti
La derivazione della parola salto è latina: sàltus.
Tutto nasce dal verbo salìre che, un tempo, veniva utilizzato soprattutto per dire saltare oppure ballare.
Forse è per questo che oggi, chi va in discoteca o in balera, usa l'espressione "fare quattro salti".
In senso figurato, comunque, col termine salto si indica anche il cambio repentino di stato, senza troppe pause in mezzo.
www.paolofranchini.tk
Tutto nasce dal verbo salìre che, un tempo, veniva utilizzato soprattutto per dire saltare oppure ballare.
Forse è per questo che oggi, chi va in discoteca o in balera, usa l'espressione "fare quattro salti".
In senso figurato, comunque, col termine salto si indica anche il cambio repentino di stato, senza troppe pause in mezzo.
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giovedì 2 giugno 2011
Un salto a Siamo in Onda
Chi non salta *** è.
Così ripetono i cori degli stadi e dei cortei, mentre i partecipanti saltano in coro, impegnati in una sorta di danza rituale.
Ma ci sono salti più impegnativi e che richiedono molto più coraggio, come quelli che fanno i paracadutisti, ad esempio.
E altri ancora molto rischiosi, al limite delle possibilità degli uomini e degli animali.
E poi ci sono salti strabilianti, oltre ogni possibilità umana. salti capaci di lasciare impronte durature nelle rocce.
Se però volete fare un simpatico salto in un programma radiofonico del sabato sera avete solo una scelta possibile:
Siamo in Onda, è il talk show di Puntoradio, che sabato 4 goigno, in diretta dalla fiera campionaria di Arona affronta proprio il tema SALTI.
Come sempre c’è un quesito posto agli ascoltatori:
Se doveste saltare in una vasca piena di qualunque cosa vogliate, cosa vorreste che fosse?
Ditelo inviando un sms oppure scrivetelo su questo blog o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.
Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it
Per ascoltare Siamo in Onda:
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia
- INTERNET in streaming su www.puntoradio.net
Per intervenire in DIRETTA:
- via email: diretta@puntoradio.net - redazione@siamoinonda.it
- via SMS:.389 96 96 960
Buon Ascolto...
(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)
La foto è una cortesia di ELE, che conosce gatti capaci di salti straordinari.
Così ripetono i cori degli stadi e dei cortei, mentre i partecipanti saltano in coro, impegnati in una sorta di danza rituale.
Ma ci sono salti più impegnativi e che richiedono molto più coraggio, come quelli che fanno i paracadutisti, ad esempio.
E altri ancora molto rischiosi, al limite delle possibilità degli uomini e degli animali.
E poi ci sono salti strabilianti, oltre ogni possibilità umana. salti capaci di lasciare impronte durature nelle rocce.
Se però volete fare un simpatico salto in un programma radiofonico del sabato sera avete solo una scelta possibile:
Siamo in Onda, è il talk show di Puntoradio, che sabato 4 goigno, in diretta dalla fiera campionaria di Arona affronta proprio il tema SALTI.
Come sempre c’è un quesito posto agli ascoltatori:
Se doveste saltare in una vasca piena di qualunque cosa vogliate, cosa vorreste che fosse?
Ditelo inviando un sms oppure scrivetelo su questo blog o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.
Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it
Per ascoltare Siamo in Onda:
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia
- INTERNET in streaming su www.puntoradio.net
Per intervenire in DIRETTA:
- via email: diretta@puntoradio.net - redazione@siamoinonda.it
- via SMS:.389 96 96 960
Buon Ascolto...
(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)
La foto è una cortesia di ELE, che conosce gatti capaci di salti straordinari.
mercoledì 1 giugno 2011
Molto, ma molto presto a "Siamo in onda"
- SABATO 11 GIUGNO 2011 ore 21,00 -ANDREA G. PINKETTS ospite a "SIAMO IN ONDA"
con il suo ultimo romanzo "Depilando Pilar" (Mondadori)
Un romanzo in cui gli eventi si susseguono sul filo del rasoio.
Bilama Pinketts colpisce ancora!
Bilama Pinketts colpisce ancora!
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