lunedì 31 gennaio 2011

Racconto: La maschera di Zorro

Le storie di Marco Franceschini, uno dei nostri autori, sono come quelle Polaroid un po' ingiallite che trovi sul fondo di un cassetto. Il cassetto della memoria. Basta un'occhiata a far riaffiorare pensieri e ricordi sopiti.
La storia che vi stiamo per raccontare narra di un eroe della televisione, di quando la televisione era ancora in bianco e nero.


Quando alla domenica, tanti anni fa, la Tv dei ragazzi lanciava la sigla di Zorro, in bianco e nero, con il cavallo che s'impennava nella notte, l'emozione era grande. E il coro drammatizzava: “Zorro, Zorro…!” con l’accento americano, un po’ strano…
Il bianco e nero aveva un fascino tutto particolare: la notte creata con il filtro, il lucido, nero mantello che avvolgeva Zorro andava a ricadere sui fianchi possenti del suo cavallo, Tornado, la spada sguainata alta a puntare verso il cielo... Quel cielo di tempesta, frantumato da lampi crepitanti, geometrici... che forza!
E lui, l'attore Guy Williams, Don Diego de la Vega, giovane ricco ed un po' indolente, che la notte si trasformava in Zorro, "la Volpe", per vendicare i poveri, i maltrattati…
L'unica cosa che non convinceva era la maschera, sotto il cappello piatto. Sì, perché quel sottile nastro segoso con le due fessure per gli occhi ed il fiocco sulla nuca che il fedele servo muto (ma non sordo!) Bernardo gli porgeva durante la vestizione, non mi pareva un camuffamento sufficiente. Certo era buio quando Zorro, in un suggestivo "clòppete clòppete" raggiungeva qualche bella ragazza - di solito si chiamavano Marisòl, erano l'essenza della femminilità - o qualche peone vestito di sandali e stracci, vittime d’ingiustizie, di sopruso, però…
Insomma, la famosa "maschera di Zorro", non mi pareva tanto... mascherante! E poi i baffetti di Don Diego de la Vega davano alla mandibola un tocco inconfondibile. Ero davvero stupito che non lo riconoscesse neppure suo padre, vedendolo scapicollarsi tra cantine e tetti, tra mura della prigione e case di autorità…
Io non volevo che catturassero, Zorro. E non era tanto il grasso Sergente Garcia a preoccuparmi, impacciato simpatico con quel suo debole per vino e distillati, ma erano ben altri i nemici di Zorro, tutti armati e crudeli. E lui, con quella striscetta di seta, poco più di un fiocco con due fessure!
Ma lui era Zorro, mica uno qualunque!
Oggi Zorro mi manca. Tutto più complesso, dicono i sociologi. Di maschere, però, ce ne sono sempre più, mentre di Zorro non si vede più nemmeno l’ombra. L’ombra della Volpe.




La maschera di Zorro di Marco Franceschini

Compleanno letterario

Di nuovo un festeggiamento davvero importante: 151 candeline il 29 gennaio per Anton Pavlovic Cechov, scrittore, drammaturgo nonché medico russo.

Essendo stato un autore molto prolifico e che, quasi sempre, ha colpito il bersaglio, risulta difficile scegliere opere rappresentative della sua produzione.

Per questo, mi affido al mio gusto personale: Il giardino dei ciliegi, Tre sorelle e il mio preferito, ovvero La signora con il cagnolino.

domenica 30 gennaio 2011

Racconto: Quotidiani

Pensate a quelle volte in cui la scrittura diventa un'irriverente espressione del cuore.
Capita, ad esempio, quando chi scrive è un uomo che descrive divertito ciò che lo circonda. E ciò che vede ha le forme dell'amore. Nella storia che vi stiamo per raccontare - una filastrocca per la verità - l'oggetto dell'amore è una donna il cui nome è Casimira.



La signora Casimira
la mattina lava e stira
poi fin quando viene sera
sta a guardar la cassettiera.
La contempla, l’ammira
l'accarezza e sospira
e con tutto l'impegno
ne lucida il legno.
Se le chiedi la ragione
della sua ammirazione
ti risponde in confidenza
che non ama la credenza
l'ottomana la tedia
e disdegna la sedia
e seppur comodo il letto
non ha neanche un cassetto.
In ognuno di loro
Casimira ha un tesoro:
tutti i giorni passati
e non ancora scordati
che non può abbandonare
perché usati o imperfetti
che lei sa di trovare
riaprendo i cassetti.
Dentro al primo sbadiglia
la sua vita di figlia
passeggiate in città
con la mamma e il papà.
Nel secondo i ricordi
delle note e gli accordi
di canzoni ascoltate
nelle sere d'estate.
Nel terzo riposa
un sospiro di sposa
di moglie una storia
vissuta a memoria.
Nel quarto l'incanto
la gioia ed il pianto
di una vita che nasce
e di un bimbo che cresce.
Il rimorso è nel quinto
per un passo convinto
rivelatosi errore
con sconforto e dolore.
Nel sesto il rimpianto
di un treno che accanto
ha lasciato partire
rinunciando a salire.
Nel settimo infine
sbiadisce il confine
tra ricordo e illusione
tra incoscienza e ragione.
La signora Casimira
la mattina lava e stira
poi fin quando viene sera
sta a guardar la cassettiera.



Casimira e la cassettiera scritta da Oscar Taufer

Libri: I più venduti della settimana

Grandi novità in classifica: per UniLibro, infatti, questa settimana vede primeggiare La versione di Barney, un vecchio romanzo dello scrittore canadese Richler (il merito, però, va dato anche a Dustin Hoffman che lo “spolvera” e lo offre al cinema.

Novità anche sui gradini più bassi del podio: si accapigliano, infatti, Educare alla vita buona del Vangelo (un volume edito dalla Cei e venduto a un euro e mezzo) e il lavoro di Clara Sánchez intitolato Il profumo delle foglie di limone (un romanzo che VareseNoir ha presentato in anteprima proprio pochi giorni fa).


Per la cronaca, Bendetta Parodi e il suo polpettone di carta e inchiostro sono scivolati al quinto posto.

Situazione invariata, invece, nella sezione "gialli e noir": al comando Appunti di un venditore di donne (Giorgio Faletti) seguito da Io confesso (John Grisham) e da Il sorriso di Angelica (Andrea Camilleri).

Al solito, le classifiche complete sono disponibili anche su http://www.varesenoir.tk/.

sabato 29 gennaio 2011

Libri: I consigli noir di Paolo Franchini



Il demone nel cassetto (di Roberto Bendini)
Euro 10,00 - Pagg.152 - La Piccola
Un medico, in occasione del Natale, torna a casa per qualche giorno di relax. Tutto nella norma. No, scusate: niente affatto. Diventa testimone di un delitto misterioso e abbastanza scandalistico. Le indagini si allargano e, nel giro di poche pagine, vengono coinvolti varie persone legate alla vittima. Alla fine, questo posso dirvelo, l’assassino verrà smascherato dalla follia che lo assilla e la chiave del mistero, udite udite, è nel titolo del romanzo. Proprio così, in fondo al cassetto del demone.

Il corpo nell'armadio (di Rufus King)
Euro 12,40 - Pagg.233 - Polillo
Uscito di casa per incontrare Marge, Herbert non ricompare più. La moglie, angosciata, chiede aiuto alla polizia, più che altro perché l'uomo è un personaggio di rilievo nel mondo degli affari di New York. Il poliziotto incaricato delle indagini, esamina l'appartamento della famiglia insieme alla padrona di casa e proprio lì, in un armadio, trova un corpo. Ovviamente, non vi dirò di chi è il corpo (dell'uomo? della donna che doveva incontrare?) perché questo è un romanzo che va letto a tutti i costi, dalla prima all'ultima pagina. Oltre a essere scritto e tradotto davvero bene, la storia è zeppa di colpi di scena e, sappiatelo, non sarà per nulla facile dare un nome al colpevole. Perché un colpevole, mai come stavolta, esiste eccome.

Curiosando nei cassetti della Bottega del Mistero

Nei cassetti della storia

Ci sono cassetti vuoti ed altri che si fatica a chiudere. Ce ne sono molti che apriamo tutti i giorni e alcuni che preferiamo restino chiusi. Alcuni a chiave, per maggiore sicurezza.
Ci sono ricordi che si accumulano nei cassetti e manoscritti destinati a rimanerci. E ci sono cassetti che finalmente si aprono per fare uscire idee, storie e sogni.
A proposito di oggetti contenuti nei cassetti il nostro territorio ha una tradizione molto antica e interessante. Fin dal Cinque e Seicento, infatti, erano attivi ottonai e peltrai che producevano oggetti per la casa, come posate, candelieri, lucerne in ottone, scaldaletto e pentolame in rame. Era un mestiere che spesso li portava molto lontani dalle loro case, in Francia, Svizzera e Germana, dove girando di città in città costruivano e vendevano questi oggetti.
Il loro numero e la loro produzione ad un certo punto cominciò persino a dare fastidio agli artigiani locali, che denunciarono questi stranieri, con l’accusa di produrre e vendere oggetti che oggi chiameremmo “taroccati” con una quantità di metallo pregiato inferiore  a quella prevista dalle leggi per le leghe metalliche.
Ne seguirono processi, da cui però i nostri emigranti furono assolti, dimostrando che era solo grazie alla loro bravura se riuscivano a produrre oggetti di qualità a prezzi inferiori.

Ad alimentare l’emigrazione era la pratica dell'apprendistato che spingeva molti giovani a seguire gli artigiani più esperti. Poteva diventare apprendista solo colui che vantasse una nascita legittima e fosse ritenuto retto e pio. Il periodo di tirocinio durava da tre ad otto anni. Se il giovane sopportava questi duri anni di pratica, il maestro gli richiedeva la realizzazione di un lavoro di prova prima di insignirlo della qualifica di lavoratore.
Uno dei primi documenti che attestano la pratica dell'apprendistato, in terra cusiana, è del 1628 e riguarda una convenzione tra Bernardo Monti e Bernardino Gonnella, entrambi d'Orta, affinché il Gonnella porti con sé in Spagna Battista Monti, il figlio di Bernardo.

Tra l’altro, sempre a proposito di cassetti, c’è un tipo di edificio che è una sorta di grande cassetto contenente oggetti misteriosi che parlano del nostro passato. Un tempo lo chiamavano Wunderkammer (Camera delle meraviglie). Oggi noi lo chiamiamo museo. Sul nostro territorio ce ne sono molti, ma se parliamo di oggetti per la casa una visita è obbligatoria al Museo arti ed industria di Omegna, che racconta proprio la storia della grande tradizione del casalingo nel Cusio, dagli antichi peltrai al design moderno e dalla caffettiera alla pentola a pressione.


La musica e gli inquietanti segreti nel cassetto

“Così tieni un piccolo segreto ben nascosto sul fondo del cassetto”
Come segreti compromettenti o forse una pistola, per difenderti, ma questo non basterà a salvarti e i poliziotti scriveranno che il tuo è solo un altro omicidio.

Nel 1982 Bruce Springteeen registrò una canzone che avrebbe dovuto dare il titolo all’album a cui stava lavorando. Era una canzone che parlava della violenza e di come questa fosse così connaturata alla società americana da far considerare gli omicidi come semplici numeri nelle statistiche del crimine.
Misteriosamente, però, la canzone alla fine non fu inclusa nell’album. Forse al Boss era sembrata troppo dura per un album che si voleva rivolgere ad un pubblico ampio, dopo il mediocre successo dell’album precedente, Nebraska, molto apprezzato dalla critica, ma con deludente risultato di vendita.
L’album uscì nel 1984 con il titolo Born in the USA e rimase primo in classifica per 85 settimane. L’omaggio alla working class americana, rappresentata dal cappello rosso infilato nei jeans del Boss costituì una delle immagini simbolo degli anni Ottanta.
Nonostante avesse eseguito in concerto più volte la canzone esclusa da Born in the USA, solo nel 1994 fu remixata e pubblicata nel 1995 nei Greatest Hits.
Il suo titolo era preso da un film del 1960, Sindacato Assassini, interpretato da Peter Falk che all’epoca non vestiva ancora i panni del Tenente Colombo.
Il film si ispirava ad una storia vera e ormai entrata nella leggenda nera del crimine americano. Agli inizi del Novecento la città di New York era contesa tra tre agguerrite organizzazioni criminali. L’italiana Cosa Nostra si confrontava strada per strada con la mafia irlandese e con quella ebraica.
Per consolidare il precario equilibrio raggiunto, tra gli anni Venti e gli Anni Quaranta a Brownsville, in quegli anni il più violento e degradato ghetto di Brooklyn, venne reclutato, organizzato e stipendiato un gruppo di killer a pagamento. Negli anni questo primo gruppo fu rafforzato da altri assassini a pagamento italiani, ebrei ed irlandesi provenenti dal Bronx, da Brooklyn, da East New York, Ocean Hill e altri quartieri malfamati di New York.
I sicari erano alle dipendenze del Sindacato Nazionale del Crimine ed erano pagati da un minimo di 1000 dollari ad un massimo di 5000 per ogni omicidio. Anche i loro famigliari ricevevano una sorta di stipendio e in caso di arresto erano i boss a provvedere al pagamento delle spese legali.
Negli anni Quaranta l’organizzazione, che si stima abbia eseguito più di 1000 omicidi in tutti gli Stati Uniti, fu colpita duramente dall’arresto e la condanna di molti suoi membri che iniziarono a collaborare.
Tuttavia lo scoppio della guerra e la segreta alleanza tra Cosa Nostra e il Governo americano negli anni Quaranta fecero sì che la maggior parte dei membri superstiti dell’Organizzazione sfuggissero alla giustizia.

Bruce Springsteen, Murder inc.

venerdì 28 gennaio 2011

Il tema della settimana: cassetti

Il cassetto è una sorta di contenitore, estraibile per mezzo di pomelli o maniglie, inserito in un mobile. Comò, armadi, scrivanie, cassettiere, un tempo esclusivamente di legno, oggi vengono realizzate anche, o solo, in plastica.

La parola cassetto deriva direttamente dal termine cassa (in latino càpsa, in greco kàpsa), il cui significato è riferibile a càpio, cioè contenere.

Una curiosità: il capsàrium era lo schiavo che trasportava i pesi contenuti nelle casse per conto del padrone.

giovedì 27 gennaio 2011

I cassetti di Siamo in Onda

"She keeps Moet et Chandon
In her pretty cabinet”
Queen, Killer Queen

Ci sono cassetti vuoti ed altri che si fatica a chiudere. Ce ne sono molti che apriamo tutti i giorni e alcuni che preferiamo restino chiusi. Alcuni a chiave, per maggiore sicurezza.

Ci sono ricordi che si accumulano nei cassetti e manoscritti destinati a rimanerci. E ci sono cassetti che finalmente si aprono per fare uscire idee, storie e sogni.


Come sapete c’è però solo una trasmissione radiofonica che apre tutti i suoi cassetti per far uscire tante storie e  tanta buona musica: sabato 29 gennaio 2011 Siamo in Onda, il salotto radiofonico di Puntoradio dedicherà l’intera serata al  tema CASSETTI.

E per la musica ci sarà un gradito ritorno con… gli amici Roccaforte!

C’è anche una domanda posta agli ascoltatori: 

Chiuso in un cassetto conservate un piccolo grande sogno: quale?


Ditelo  inviando un sms oppure scrivetelo su questo blog o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.

Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it


Per ascoltare Siamo in Onda:        - FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia    - INTERNET in streaming su www.puntoradio.netPer intervenire in DIRETTA:- via email: diretta@puntoradio.net - redazione@siamoinonda.it- via SMS:.389 96 96 960          Buon Ascolto...(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)

lunedì 24 gennaio 2011

Racconto: Quotidiani

Ci sono porte che si affacciano sui nostri ricordi, su quello che eravamo. E aprendo una di quelle porte, capita a volte l’occasione per fermarsi ad osservare, se non capire, il presente che ci sta attorno. E allora mettetevi comodi. Apriamo la porta ad una nuova storia.


“Montenapoleone, fermata Montenapoleone” gracchia una giovane voce negli altoparlanti della metro. È la mia, registrata vent’anni fa, in un piccolo studio dell’Azienda dei Trasporti.
Ero così orgogliosa, allora; pensavo che sarei divenuta famosa! Che sciocca ero...
Stamattina ho deciso di non andare in ufficio. È molto presto. Sono salita su questa carrozza, imbrattata con quattro graffiti scoloriti e con due soli posti liberi, in compagnia di quattro studenti spettinati e due donne allegre.
Mi sono seduta e ho deciso di viaggiare. Ascoltarmi mentre annuncio a me stessa il colore del mondo là fuori, mentre qua sotto ci si spinge per evitare sguardi e ritardi. Per non perdere coincidenze. Per evitare coincidenze...
Montenapoleone. La metropolitana si svuota di giacche, gioielli, valigette e profumi.
Le porte si riaccostano, chiudendo fuori dall’abitacolo il volto incantato di una giovane donna. Sembra una bambina che con un sorriso birichino saluta lo scuolabus partito, e i compagni già saliti che la guardano sconcertati, mentre l’abbraccio di un ragazzo la avvolge da dietro. Lei sorride, ed io, andandomene, non posso che sorridere con lei.
“Duomo, fermata Duomo”. La mia voce mi sorprende: trema ancora del tremito di vent’anni fa, tramutatosi in un cerchio d’oro che mi orna la mano sinistra. Sale un uomo, stringendo in una mano la mano di un bimbo, sotto il braccio una copia di uno scadente quotidiano gratuito distribuito all’ingresso della metro. Il piccolo piange, chissà per quale strana tristezza, per quale tenera paura che a volte i grandi non hanno tempo, voglia, coraggio di consolare. Il padre si siede, posa per un attimo lo zainetto del bimbo, la valigetta rigonfia di documenti, ripone il nervosismo per il ritardo e lo stress per quella riunione che lo attende in ufficio… La pagina centrale del giornale si piega alla magia delle sue dita veloci, trasformandosi in un cappellino da imbianchino, con dolcezza calato sul capo del figlio, che d’improvviso smette di piangere, stupito.
Rido. Ecco ciò che ho raccontato, per vent’anni, inconsapevolmente. La scelta di fare della quotidianità un piccolo tesoro, di macchiare di Sole il buio dei corridoi in cui riecheggia il silenzio.


Quotidiani scritto da Cecilia Forcherio

Compleanno letterario

E' un compleanno in bilico fra favola e noir quello di questa settimana: 179 anni (il 23 gennaio) per il signor Charles Lutwidge Dodgson, più conosciuto con lo pseudonimo di Lewis Carroll.

Scrittore, fotografo, matematico e chissà cos'altro, ha partorito parecchie opere, la più celebre delle quali è senza dubbio il romanzo "Alice nel Paese delle Meraviglie".

Decine gli artisti che non hanno mai fatti mistero di amare il lavoro di Carroll e, fra questi, non si possono non citare James Joyce e John Lennon.

Per chiudere in bellezza, una sorpresa speciale per tutti gli amici di Siamo in Onda: http://www.bl.uk/onlinegallery/virtualbooks/viewmostviewed/index.html.

Da questo link è possibile accedere al sito della British Library che permette di leggere anche l'intero manoscritto originale (illustrato dall'autore) dell'Alice, vergato fra il 1862 e il 1864.

domenica 23 gennaio 2011

Racconto: Bepi toglie le porte

Siamo a Venezia. C’è un uomo che si chiama Bepi, c’è un palazzo antico e ci sono le eccentriche richieste di una ricca signora americana. Sono questi gli ingredienti del racconto che Rossana Girotto ha scritto per noi.


La piccola lancia di legno procede lentamente nel Canal Grande; l’aria gelida di marzo ferisce il viso anche a passo d’uomo.
Bepi accosta al pontile, sorride. Non sa spiegarsi l’emozione che gli allaga l’anima come fa l’acqua alta in San Marco, quando guarda quell’edificio candido e poggia i piedi sui gradini d’ingresso.
L’ Americana che ha comprato “el maifinìo”, come lo chiamano qui, è strana ma simpatica.
Molto ricca e molto intelligente. Parla poco italiano, ma capisce tutto.
Bepi è uno dei muratori che ha ristrutturato la casa, lui si è occupato degli infissi. Vetrate affacciate sul Canal Grande, porte scorrevoli a nascondere bagni e guardaroba, e soprattutto porte splendide di legno bianco con inserti di vetro di Murano.
Ieri sera il capomastro gli ha telefonato di andare al palazzo stamattina. Gli ha anche detto che Gillo, il segretario italiano, è malato e si è quindi raccomandato di capire bene cosa vuole l’Americana.
 Il cancelletto del giardino è aperto, e lei è lì, che lo aspetta in mezzo a quelle strane statue di ferro.
Arte moderna la chiamano. Sarà.
L’Americana dice ciao e gli prende la mano, trascinandolo in casa. “Gillo” dice, poggiando il palmo sulla fronte e incrociando gli occhi. "Malato".
Poi tocca le porte splendide e dice “via-via. Sì?”.
Bepi è incredulo. Chiede: “Via le porte?”
L’Americana sorride: “via porte, sì!”
Lui aggrotta la fronte, lei  lo consola: “porte molto bellissime sì”.
E dunque?
“Porte molto bellissime via, via!” sventola le mani.
Vabbè. La padrona è lei.
Bepi prende i cacciaviti e inizia a scardinare le porte molto bellissime. Una dopo l’altra. Lei lo segue e lo incalza. “Via, via, sì!”.
Ora le porte dormono in cantina. L’Americana coglie il dispiacere sul viso di Bepi.
Gli prende le mani un’altra volta e lo trascina in cucina. Senza porte sembra di stare in un unico, grande corridoio bianco. Lei allunga il braccio, indica la parete in fondo, laggiù.
E Bepi lo vede. Il grande quadro, dove c’è una casa buia, una strada buia, un lampione acceso.
È notte, ma non per il cielo, che è azzurro, luminoso.
Pazzesco.
“Bepi? Porte via! Tu vede? L’Impero della Luce. Magritte”.
“Aveva ragione, miss Guggenheim. Bellissimo. Molto bellissimo”.




* L’edificio descritto nella storia che avete ascoltato è il Palazzo Venier Dei Leoni, una dimora del 1400 acquistata da Peggy Guggenheim nel 1949. Nella città lagunare la ricca ereditiera visse fino alla sua morte, trasformando la propria casa in una galleria d’arte contemporanea.


Bepi toglie le porte scritto da Rossana Girotto

Libri: I più venduti della settimana

Il libro più venduto in Italia negli ultimi sette giorni, secondo UniLibro, è sempre Benvenuti nella mia cucina di Benedetta Parodi, sul gradino più alto davanti a Io e te di Niccolò Ammaniti ed Il cimitero di Praga di Umberto Eco.

La sezione "gialli e noir" di Ibs, invece, ha visto imporsi Giorgio Faletti con Appunti di un venditore di donne (B.C. Dalai Editore) su Io confesso di John Grisham e Il sorriso di Angelica di Andrea Camilleri.


sabato 22 gennaio 2011

Libri: I consigli noir di Paolo Franchini

La porta degli innocenti (di Valter Binaghi)
Euro 14,50 - Pagg.318 - Flaccovio
Un gioco virtuale diventa reale e fa le sue vittime. Prima uno spiantato finito, per caso, in un rave in aperta campagna. Poi un extracomunitario, senza casa né lavoro. Cominciano le indagini, fra disagi adolescenziali, vite vissute davanti a computer, violenze giovanili, ricordi di guerra. La terra è reale, non il mondo, stavolta: è solo virtualità e insperate lusinghe. Leonetti, il carabiniere che indaga, scopre la verità e si illude, persino, di poter cambiar vite. Ma un gioco è tale solo se il finale trascina tutti e tutto nella sua velocità frenetica, perché ogni cosa si possa ridiscutere.

La porta dell'inferno (di Stuart MacBride)
Euro 4,90 - Pagg.363 - Newton Compton
Aberdeen, Scozia. Per la città si aggira un uomo con gli occhi di ghiaccio, un folle che prende di mira le donne. Nessuno sembra poter fermare questo serial killer, ma il caso finisce all'agente McRae. L'unica traccia a disposizione è una serie di filmati a luci rosse in cui tutte le vittime del mostro, prima o dopo, fanno la loro comparsa. McRae non può fare altro che spalancare la porta dell'inferno e immergersi in un mondo poco morale e assai mortale. L'investigatore sa una sola cosa: uscire vivi dall'inferno non è certo una cosa che tutti possono raccontare. A proposito, lui ci riuscirà?

Le porte della Bottega del Mistero

Porte misteriose

Il mese di Gennaio prende il nome dal dio Giano, la divinità dei ponti e soprattutto delle porte (in latino Ianua, porta).  Questo dio aveva una doppia fronte, perché dalle porte si può uscire ma anche entrare.
Naturalmente il simbolo della porta è largamente diffuso e usato in tutte le culture. Una porta chiusa o addirittura sigillata indica l’impossibilità fisica o spirituale di accedere ad un luogo.
I poeti greci e romani, e più tardi i trovatori medievali, diedero vita ad un vero genere letterario in cui il poeta si rivolgeva alla porta implorandola di aprirsi per consentirgli di raggiungere l’amata.
Sono numerose anche le Porte Sante che vengono aperte in occasioni speciali, per sottolineare simbolicamente la possibilità di accedere ad una nuova condizione spirituale.
Gli iniziati e i maghi, invece, parlano dell’esistenza di vere e proprie porte magiche che darebbero accesso a luoghi fantastici se si conoscono le formule giuste per aprirle.
Talora la scoperta avviene per caso, come accade nella fiaba ad Alì Babà che ascoltò la formula “Apriti sesamo” con cui aprì la porta di una caverna magica piena di tesori accumulati da quaranta ferocissimi briganti.
Anche nella nostra zona non mancano caverne di questo genere. Si  narra che ad Angera vi sia una grotta in cui una volta ogni cento anni si aprirebbe una porta che dà accesso al mondo delle fate.
E che lì si possa scegliere tra due oggetti magici, un campanaccio dell’abbondanza e un sacchetto sempre pieno di monete d’oro, e l’amore purissimo di una bellissima donna addormentata.


Bussando alle porte del Paradiso
Nel 1964 quando uscì Per un pugno di dollari di Sergio Leone il genere western cambiò per sempre. I cowboy non erano più cavalieri senza macchia e senza paura. Avevano perso per sempre il loro Eden e si aggiravano brutti, sporchi e cattivi in un mondo senza eroi.
Il compito di dare una risposta americana agli “spaghetti western” fu assunto da Sam Peckinpah, il più cattivo ed allucinato dei registi americani dell’epoca. Nel 1969 firmò Il mucchio selvaggio una delle più violente pellicole del genere, in cui usò in abbondanza la tecnica del rallenty per sottolineare le scene più forti.
Nel 1973 Peckinpah diresse Pat Garrett & Billy the Kid. La storia è quella di due personaggi reali, diventati vere leggende del vecchio West: lo sceriffo Pat Garret deve fermare la sanguinosa fuga di un giovane fuorilegge di cui era stato amico, Billy, 21 anni e 21 omicidi.
Per la colonna sonora venne proposto al regista il cantante Bob Dylan di cui Peckinpah non aveva una buona opinione. Si narra che una sera il regista, seduto sotto la veranda della sua casa in Messico, chiese a Dylan di fargli vedere cosa sapesse fare con la chitarra. Sentendolo cantare "Bloody Sam", come era chiamato, scoppiò a piangere. Dylan fu assunto e gli fu persino assegnata una piccola parte nella pellicola.
Il set di Pat Garrett & Billy the Kid però non era per niente facile. Qualcuno lo definì un vero campo di battaglia non solo per gli strani incidenti che funestarono il set costringendo a girare più volte molte scene, ma anche per gli scontri continui tra il regista e la produzione, al punto che nelle sale uscì una pellicola rimontata dai produttori. Per questo motivo il film rimase quasi incomprensibile, finché quindici anni dopo il mistero fu chiarito con la riscoperta della versione montata da Peckinpah.
Anche Dylan ebbe i suoi problemi. Per realizzare le musiche gli fu affiancato Jerry Fielding, che aveva idee molto conservatrici su quella che avrebbe dovuto essere la vera musica di un film western e disprezzava apertamente il lavoro di Dylan. Ad un certo punto Fielding sfidò Dylan a scrivere un nuovo pezzo per la scena della morte di uno sceriffo. Quando Dylan suonò le prime note della canzone che descrive lo sceriffo bussare alle porte del cielo, Fielding vide l’emozione di quanti stavano ascoltando e capì di avere perso.
La canzone di Dylan è considerata una delle migliori 500 canzoni di tutti i tempi e ha avuto varie versioni. Nel 1987, in coincidenza con la riscoperta della pellicola originaria di Peckinpah, i Guns N’ Roses la trasformarono in un'intensa ballata rock.
Questa sera, nella Bottega del mistero, ascoltiamo Knockin' on Heaven's Door di Bob Dylan.

www.illagodeimisteri.it

Il live della settimana: Barbara Rubin

Sabato 22 Gennaio andrà in onda la tredicesima puntata di Siamo in Onda, il salotto radiofonico di Puntoradio. Il consueto spazio dedicato ai musicisti sarà riservato a Barbara Rubin.
Vi aspettiamo numerosi e naturalmente, buon ascolto!!!

venerdì 21 gennaio 2011

Il tema della settimana: porte

La porta non è che una qualsiasi apertura munita di una protezione attraverso cui si accede a un posto chiuso.

L'etimologia, questa volta, è davvero interessante: la derivazione è latina e trae origine da portàre, ovvero sollevare. Come? Mi chiedete per quale motivo?

Semplice: perché nel tracciare un perimetro, come fece ad esempio Romolo con Roma, per segnare la posizione delle mura, l'aratro impiegato veniva sollevato dove sarebbero state posizionate le porte di accesso.

giovedì 20 gennaio 2011

Aprite le porte a Siamo in Onda


La lunghezza di 1 minuto dipende dal lato della porta del bagno da cui ti trovi.
Legge della relatività di Ballance


Una porta che si apre o che rimane chiusa può cambiarvi la vita, come nel film Sliding Doors.

Se poi la porta che avete davanti è magica potrebbe portarvi in mondi che mai avreste immaginato.
Saranno le caverne di Moria, come accade alla Compagnia dell’Anello? O sarà quella che vi conduce nel magico mondo di Narnia? O la Porta delle Stelle che avete scoperto ai piedi della piramide  vi porterà nientemeno che al cospetto di Ra?

Qualunque sia la porta che vi trovate davanti, fate molta attenzione prima di aprirla. Anche, o dovrei dire soprattutto, se si tratta di un libro come Le Nove Porte del Regno delle Ombre, scritto e stampato nel 1666 da Aristide Torchia e che promette di poter evocare Satana in persona.

In ogni caso, “non aprite quella porta”  se dall’altra parte si trova Leatherface con una motosega in mano…


Naturalmente c’è solo una trasmissione radiofonica che vi spalanca le porte della migliore musica: sabato 22 gennaio 2011 Siamo in Onda, il salotto radiofonico di Puntoradio dedicherà l’intera serata al  tema PORTE.

C’è anche una domanda posta agli ascoltatori: 

Hai di fronte una porta magica. Dove ti vorresti trovare una volta varcata la soglia?

Ditelo  inviando un sms oppure scrivetelo su questo blog o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.

Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it


Per ascoltare Siamo in Onda:       
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia   
- INTERNET in streaming su www.puntoradio.net

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 Buon Ascolto...
(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)







PS. naturalmente questo post è pieno di riferimenti più o meno espliciti a film e romanzi. Vediamo se siete così bravi/e da individuarli tutti...

Le storie di Siamo in Onda tra i consigliati dell'iTunes Store di Apple


È un riconoscimento che non può che rendere felici noi e gli autori di Le Storie di Siamo in Onda: da oltre un mese nella vetrina dell'iTunes Store di Apple, il negozio virtuale della mela, il nostro podcast è segnalato tra le novità più interessanti del momento. 

Le storie di Siamo in Onda sono racconti brevi, piccole perle scritte settimanalmente da giovani talenti della narrativa italiana per il nostro slow show.
Come tanti ascoltatori ben sanno, Le Storie di Siamo in Onda non solo si possono ascoltare nel nostro programma ma, da quest'anno, anche scaricare dall'iTunes Store abbonandosi (gratuitamente) al podcast, per non perdersi nemmeno un episodio via via che viene reso disponibile.È un po' come essere abbonati a una rivista: i contenuti arrivano direttamente nel computer e lì restano a disposizione, per essere ascoltati, distribuiti o copiati in un riproduttore portatile di file MP3.


Per accedere alla scheda del nostro podcast nel sito Apple, basta un clic qui.

mercoledì 19 gennaio 2011

Eventi: anniversario dell'apertura della biblioteca di Pombia

Ci sarà un pizzico di Siamo in Onda nella due giorni di eventi dedicati al XII anniversario d’apertura della Biblioteca comunale di Pombia, piccolo comune del Novarese.

Il primo appuntamento è sabato 22 gennaio, alle 16, al teatro del Centro sociale di via Garibaldi. In programma “Pombia, tra storia e leggenda”, un’interessante chiacchierata con lo scrittore e storico Andrea Del Duca (ovvero il nostro collaboratore Alfa dei Misteri), sulla romanzesca storia della Flavia Pumbia, la birra, e su Arduino, a 1009 anni dalla sua incoronazione a Pavia.
Parteciperà Marilena Roversi, coordinatrice del progetto “Parco Ludovico il Moro-I cento castelli di Novara”. Letture a cura di Fulvio Julita. L’ingresso è libero.

Domenica 23 gennaio, alle 15, sempre al teatro del Centro sociale, “Firmino, il topo lettore”, dal celebre romanzo di J. Savage, la vicenda di un vero e proprio topo di biblioteca, che vuole spingere i ragazzi a leggere di più. Protagonista del pomeriggio, la Compagnia Teatro dei Passi di Guido Tonetti.
A seguire, la premiazione del XIII concorso di poesia “Poeti in erba”, per i bambini della scuola primaria “Don Giovanni Ferrari” sul tema “Un sorriso”. Sarà presente la scrittrice novarese, Maria Adele Garavaglia. Spazio, a chiudere, con una merenda offerta dalla Pro loco Pombia.

A promuovere le iniziative la Biblioteca, l’assessorato alla Cultura del Comune di Pombia, l’associazione turistica Pro Loco Pombia, l’associazione culturale “Parco Ludovico il Moro I Cento Castelli di Novara”, Centro Rete Borgomanero e il Sistema Bibliotecario Medio Novarese.

martedì 18 gennaio 2011

Rivediamoli: le immagini dell'ultima puntata

Va in onda questa sera alle 21 la replica dell'ultima puntata di Siamo in Onda, quella di sabato 15 Gennaio 2011. Nel frattempo vi proponiamo alcune immagini della serata. Erano ospiti, tra gli altri: I Dui e Mezza, Claudio Pofi, Umberto Spantaconi, e tanti altri. Buon Ascolto!

lunedì 17 gennaio 2011

Racconto: L’imperatore allo specchio

Denaro, sesso, potere: gli ingredienti della vicenda che vi stiamo per raccontare s’incastrano uno nell’altro in maniera tanto precisa da dare forma ad una perfetta storia di fantasia. Eppure qualche piccolo dubbio continuerà a bussare alla vostra mente. E se fosse tutto vero?


In un’antica villa sul lago, circondato da donne bellissime e ossequiosi cortigiani, viveva un uomo solo. Lo chiamavano Imperatore, per via delle immense ricchezze e del potere accumulato. Nessuno conosceva l’origine di quella fortuna nata dal nulla e costruita negli anni sommando e moltiplicando gli affari.
Naturalmente andava crescendo anche il numero dei suoi nemici, perché ricchezza e uso spregiudicato del potere lastricano di pietre tombali la strada del successo. Dettagli ininfluenti, ad ogni modo, perché niente e nessuno poteva contendere con l’Imperatore.

Finché non accadde un incidente che sulle prime sembrò un fatto banale, come la rottura di uno specchio durante uno scatto d’ira. Nessuno ebbe niente da obiettare nemmeno quando fu ordinato di rimuovere dalle stanze della casa tutti gli specchi e di chiuderli dentro una soffitta inaccessibile. Da quel giorno nessuno della servitù o degli ospiti poté portare specchi nella casa. Nemmeno le ragazze che si alternavano ogni sera e dovevano aprire le borse per verificare che non vi fossero accessori riflettenti. Sarebbe stata davvero una seccatura per loro, se non ci fosse stato un regalino aggiuntivo a compensare quel lieve disagio.

Un anno dopo nel suo studio entrò una ragazza nuova. Bellissima e mai vista prima. L’Imperatore cominciò immediatamente la commedia galante di cui era maestro. Un repertorio di lusinghe e promesse che terminò su un divanetto accanto al camino. La ragazza lo fissò con occhi neri, così profondi da far venire le vertigini.
«Lei è bravo a promettere, ma lo è altrettanto a mantenere? Non dica nulla: voglio raccontarle una storia accaduta molto tempo fa. Un ragazzo ambizioso fece un patto. Gli furono promessi soldi, potere e sesso in cambio della sua immagine nello specchio. Un costo irrisorio, e da pagare dopo quaranta anni. Ricorda, Imperatore? Ma Lui le mentì – è la sua natura del resto – perché quella che si riflette negli specchi non è una semplice immagine, ma è l’anima. Lui è già venuto e ha preso la sua parte. Ora a me spetta l’involucro che ha lasciato.»

L’Imperatore sfoderò uno dei suoi sorrisi.
«Credo che potremo fare un accordo…»



L’imperatore allo specchio scritto da Alfa dei Misteri

Compleanno letterario

Un importante festeggiamento anche questa settimana, perché il 15 gennaio ha compiuto ben 389 anni il signor Poquelin, più conosciuto con lo pseudonimo di Molière, geniale scrittore e drammaturgo francese.

Le sue opere più celebri sono "L'avaro" e "Il malato immaginario", opere che lo rendono immortale nonostante in vita, va detto, i benpensanti dell'epoca lo considerassero un autore (ma anche attore) che si muoveva su di un livello culturalmente inferiore.

domenica 16 gennaio 2011

Alfa dei Misteri: io, il signor X

È iniziata ieri sera a Siamo in Onda una nuova avventura. Quella di "La Bottega del Mistero", uno spazio dedicato a storie, misteri e curiosità del territorio (e non solo).
Ad aprire settimanalmente le serrande sarà una nostra vecchia conoscenza: il blogger Alfa, mente del blog Il lago dei Misteri e  - chi ci ha letti ieri già lo sa - protagonista di una nuvola di voci sussurrate a mezza voce. È lui, ormai è ufficiale, quel signor X oggetto da giorni delle attenzioni del nostro blog.
Per quanti volessero conoscere meglio Alfa dei Misteri ecco qui di seguito l'intervista che ha concesso al nostro blog.

Buongiorno Alfa, è da alcuni anni ormai che scrivi racconti su il Lago dei Misteri. Vuoi dirci perché hai scelto di creare questo blog?

Mi è sempre piaciuto raccontare storie. Lo facevo da bambino coi miei amici e ho continuato a coltivare questa passione su vari quaderni prima e sul computer poi. Racconti e soprattutto un ciclo narrativo fantastico che temo non vedrà mai la luce per la complessità della vicenda che richiederebbe molto, forse troppo, tempo per essere sistemata.
Ad un certo punto, dovendo cenare sempre molto tardi per una serie di circostanze, mi sono trovato a disporre di un paio di ore libere quasi ogni sera. E ho pensato che fosse meglio impegnarle nella scrittura piuttosto che in un videogioco o nella televisione. Inoltre ho scoperto che un blog poteva essere uno strumento per condividere questa passione con un piccolo pubblico e che i racconti brevi erano la forma adatta a questo strumento. Così, per gioco, è nato il lago dei misteri. Ma quasi subito siete arrivati voi…

E cosa è cambiato?

La collaborazione con Siamo in Onda è iniziata nella primavera del 2008, con le prime Pillole di Mistero. Mi è piaciuta l’idea di mantenere l’anonimato, che all’inizio avevo scelto per avere la libertà di sperimentare liberamente sul blog senza creare confusione con quanto scrivevo con il mio vero nome. Collaborando con Siamo in Onda è nato il personaggio “Alfa dei Misteri”, dietro cui, con la complicità degli amici che conoscevano la verità, ho giocato a nascondermi. Nel frattempo Alfa ha assunto gradualmente una sua personalità, mentre il suo universo narrativo si popolava di nuovi personaggi.

Come Malikà…

Malikà è un caso a parte e anzi vorrei cogliere l’occasione per correggere quanto avete scritto venerdì. Io non sono e non mi reputo un artista. Mi piace narrare storie – a dire il vero proprio non posso fare a meno di inventarne in continuazione, benché solo alcune passino poi attraverso la tastiera del computer – ma non ho il dono della parola facile né dello stile. Per me scrivere è una dura lotta fatta di continue correzioni e revisioni. Il fatto di avere una redattrice in casa mi ha aiutato enormemente e per questo devo ringraziare mia moglie (è lei ad aver inventato il nome di Malikà), per aver abbondantemente coperto di segni blu i fogli che le sottoponevo prima della pubblicazione. Bagni continui di umiltà, molto necessari e salutari. Ho ricambiato facendo di Malikà un folletto bizzoso e imprevedibile. Una piccola affettuosa rivincita del narratore contro il suo editor, insomma.

Recentemente hai rivelato che Alfa dei Misteri non è solo. Esiste anche un’altra identità “segreta”, quella dell’Errante. Vuoi dirci qualcosa?

Si è trattato di un altro esperimento, nato da un’ulteriore collaborazione. Mi era stato proposto di scrivere dei brevi racconti per A6 Fanzine. Non volevo però firmarli con il nome di Alfa, essendo troppo legato ad un contesto locale che non sarebbe stato comprensibile altrove. Così ho inventato Ottavio Errante.  Qualche tempo dopo è successa una cosa strana. Uno dei miei personaggi, un vampiro che avevo inventato una ventina di anni fa per un racconto ripubblicato sul blog dell’Errante, ha cominciato insistentemente a tornarmi in mente a seguito di una strana mail, in cui una lettrice mi chiedeva sue notizie. Fu come se il vampiro si fosse destato da un lungo letargo e mi chiedesse di narrare a gran voce la sua storia. Cosa che ho fatto nel racconto a puntate Il risveglio, rendendo Ottavio Errante il protagonista della vicenda. 

Personaggi e autori che si mescolano, insomma. Al punto che nell’ultimo post che hai scritto,  Alfa dei Misteri sembra volersi ribellare al suo destino di personaggio. È vero?

Effettivamente in un racconto che potremmo definire di crossover  Alfa dei Misteri e Ottavio Errante si sono incontrati e all’Alfa personaggio è stata rivelata la sua vera natura. Pare che non l’abbia presa bene…

Ieri sera gli ascoltatori hanno scoperto che Alfa ha un nome e cognome: Andrea Del Duca. Chi ci ha seguiti attraverso la webcam ha anche potuto vedere il tuo volto. Che effetto ti fa aver sollevato il velo sul custode di tanti segreti?

Il gioco di avere un’identità misteriosa era divertente, ma contemporaneamente era sempre più difficile nascondere la verità a chi avesse voluto cercarla. Tanto più che ho iniziato a scrivere e pubblicare racconti anche con il mio vero nome.
Oltretutto da quando nello studio di Siamo in Onda è entrata la webcam ero costretto ad acrobazie funamboliche per non essere ripreso.
Quindi per molti versi ora potrò muovermi più liberamente anche se i blog e i personaggi continueranno ed esistere. 


Per i lettori del nostro blog che volessero saperne di più, l'invito è a fare visita alla "Bottega del Mistero" ogni sabato a Siamo in Onda. Ad accoglierli il beffardo sorriso di Alfa e della sua coadiuvante, la Dama del Lago.

Racconto: Eva

Davanti allo specchio, uno scambio di sguardi, pensieri vorticosi, un attimo prima di entrare in scena. S’intitola semplicemente EVA la storia che Irene Piana ha scritto per noi.


Ci guardiamo per un lungo istante, io e Alba.
La odio, lei lo sa benissimo.
Eppure si avvicina, non ne può fare a meno, e il suo sguardo mi dice “Ciao Eva”.
La mia espressione è severa, come ogni sera. E come ogni sera la guardo svestire i panni della sartina di paese per indossare quei patetici stracci che la dovrebbero portare ad assomigliarmi.
Guardala come si affanna tra pettini e forcine nel raccogliere i capelli biondi che le ricadono sulla nuca. Guardala, patetica, mentre armeggia con i suoi belletti, il cerone a renderle il viso una maschera piatta su cui dipingere la linea del mio naso, dei miei occhi, delle mie sopracciglia sottili.
Mi accendo una sigaretta e lei fa lo stesso, immagino che anche questo faccia ormai parte del nostro rituale. C'è avidità nelle sue labbra che sembrano risucchiare i miei pensieri dal tabacco, lo vedo dall'increspatura sulla fronte che ora combacia con la mia.
La lancetta dei secondi scivola ad una velocità innaturale e le nocche delle nostre mani collidono nello schiacciare il mozzicone nel posacenere. Alba si ritrae di scatto.
Stupida, come puoi vergognarti di entrare in contatto con la persona che scimmiotti sera dopo sera?
Nessuno bada a noi, tutt'attorno ci sono solo altri patetici maestri, fruttivendole, falegnami, tutti troppo intenti a dividere l'ultima metaforica sigaretta per guardare verso di noi.
Un fruscio si alza da dietro le tende di velluto alle spalle di Alba.
Un ultimo tocco di rossetto, si sbilancia talmente in avanti che quasi le nostre bocche si sfiorano e riesco per un attimo a percepire il panico che le si scatena nel petto.
Non capisco proprio come faccia ad essere così infantile.
Poi all'improvviso arriva l'uomo con la giacca nera e urla “Tra cinque minuti si va in scena!”
Eva si alza ed io con lei, ci lasciamo alle spalle uno specchio vuoto.



Eva scritto da Irene Piana

Libri: I più venduti della settimana

Il libro più venduto della settimana, secondo UniLibro, è stato Benvenuti nella mia cucina di Benedetta Parodi (Vallardi) in vetta davanti a Io e te di Niccolò Ammaniti (Einaudi) e Il cimitero di Praga di Umberto Eco (Bompiani).

La speciale sezione “gialli e noir” diffusa da Ibs, invece, ha visto davanti a tutti Appunti di un venditore di donne di Giorgio Faletti (B.C. Dalai Editore). Al secondo e al terzo posto, rispettivamente Io confesso di John Grisham (Mondadori) e Il sorriso di Angelica di Andrea Camilleri (Sellerio).

Su www.varesenoir.tk, comunque, queste classifiche e molte altre, aggiornate pressoché giornalmente. I lettori più curiosi sono avvisati.

sabato 15 gennaio 2011

Libri: I consigli noir di Paolo Franchini

Specchi, storie nere, giochi di immagini che si rincorrono fra realtà e finzione. La stessa cosa, più o meno...

Testimone allo specchio (di Mary Higgins Clark)
Euro 9,90 - Pagg.320 - Sperling & Kupfer
Una giovane agente immobiliare assiste a un omicidio, ma non solo: ascolta persino le ultime parole della vittima. Da quel momento la sua vita diventa un incubo. Viene messa sotto protezione dalla polizia, cambia nome, lavoro, residenza. Riuscirà a sfuggire al killer che si ostina a darle la caccia? Ovviamente, non ve lo dico. Sappiate però che la vita di un testimone è sempre traballante, soprattutto quando anche l'amore ci mette lo zampino.
Lo specchio del barbiere (di Gianni Simoni)
Euro 12,00 - Pagg.320 - Tea
Siamo a Brescia. Quello che pare essere un rapinatore viene assassinato in una tabaccheria e, quasi contemporaneamente, un neonato viene ritrovato in un cassonetto. Non finisce qui: la donna che gestisce una piccola pensione riceve strane minacce. Un filo lega i casi: il giudice Petri, oggi in pensione, conosceva il tabaccaio, conosce la zona del cassonetto del neonato e, quando la padrona della pensioncina viene minacciata, lui è lì per trascorrere qualche giorno di riposo. Tre filoni d'indagine si aprono insieme, anche perché un poliziotto amico del vecchio giudice, ricorre a lui per farsi dare una mano. Un'amicizia che porterà alla verità.

Specchi nella Bottega del Mistero



Apre oggi la Bottega del Mistero. Questa rubrica radiofonica metterà in vetrina, in ogni puntata di Siamo in Onda il tema della serata. Al bancone si alterneranno vari commessi che illustreranno misteri, storie e tradizioni locali e vi faranno ascoltare della buona musica.


Questa sera in vetrina abbiamo gli specchi.

Non c’è dubbio che gli specchi siano magici. Secondo la tradizione gli specchi sarebbero addirittura in grado di imprigionare l’anima perché la rifletterebbero. Così in alcune culture gli specchi sono coperti, alla morte di un congiunto, per evitare che l’anima possa rimanervi imprigionata invece di raggiungere l’aldilà.

Per lo stesso motivo le creature demoniache, come i vampiri e coloro che hanno venduto l’anima al diavolo, non rifletterebbero alcuna immagine, perché di anima non c’è più traccia nel loro corpo. Per contro, il micidiale Basilisco muore all’istante se il suo sguardo velenoso incrocia uno specchio.

Inoltre vari rituali magici si svolgerebbero mediante l’uso degli specchi, che non solo consentirebbero di vedere il futuro, ma anche di aprire porte su dimensioni “altre”. Un po’ come accade ad Alice nel romanzo di Lewis Carroll, “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”.

Un’altra credenza popolare, più conosciuta, è l’idea che rompere uno specchio porti sette anni di guai. Reminescenza questa del fatto che un tempo gli specchi erano costosissimi e solo i più ricchi potevano permettersi di tenerne in casa. E nelle tombe signorili vi era l’usanza di deporre specchi come corredo del defunto, per accompagnare la sua anima nel viaggio eterno.

Anche nella nostra zona abbiamo delle testimonianze interessanti di questo uso. Vicino a Borgomanero, sulla collina di San Michele alle Verzole, nell’Ottocento furono trovati degli specchi in metallo (all’epoca non si usava il vetro per gli specchi) di epoca romana. Non è chiaro se si tratta di deposizioni in tombe o di offerte alle divinità. Sempre dalla collina di San Michele viene infatti un’iscrizione alle dee Madri o Matrone.  Di solito queste divinità femminili erano raffigurate in numero di tre. E sono sopravvissute nel folklore come fate o streghe, a seconda dei punti di vista.


Lo specchio è alla base anche di una famosa canzone di Michael Jackson “Man in the Mirror”.

Il 27 giugno 1992 a Monaco di Baviera, davanti a 74 mila spettatori Michael Jackson chiuse il concerto volando via letteralmente grazie ad una sorta di tuta spaziale con tanto di propulsori sulle note di una canzone scritta da Glen Ballard e Siedah Garrett.

«Se vuoi rendere il mondo un posto migliore dai uno sguardo a te stesso e fa' quel cambiamento» dice il testo, che si dice sia stato composto nel giro di una sola notte. Nel video si vedono passare immagini variamente legaste alla lotta per i diritti umani nel mondo: da Martin Luther King ai funerali di John F. Kennedy; dai Sudafricani che marciano per il rilascio di Nelson Mandela al Mahatma Gandhi.

C’è però anche un aspetto inquietante. La canzone è citata a proposito del pessimo rapporto di Michael con l’immagine riflessa dallo specchio. Per cambiarla si sottopose a numerosi interventi chirurgici e trattamenti medici, fino alla morte, avvenuta il 25 giugno 2009 in circostanze non ancora del tutto chiarite.

Il signor X: il momento della verità

- Adesso possiamo dirvelo il signor X è....

- Ma come, bruci così la notizia? Senza una premessa, senza un po' di suspence?

- E perché no?

- Semplicemente perché questo non è ciò che i lettori si aspettano. 

- Come no? Non hai letto i commenti, le supposizioni, e poi gli insulti che ci siamo presi per aver disseminato tante parole nel vento (cit.) senza mai arrivare ad una conclusione? La gente vuol sapere chi è il signor X.

- Senti, segui il mio ragionamento: è come quando esci per la prima volta con una ragazza, la ragazza dei tuoi sogni magari. L'hai desiderata per mesi, forse anni. E finalmente lei è lì con te. Vorresti baciarla, sfiorarla, dirle tante cose che il cuore ti suggerisce. Ma ancora non sai se anche lei, insomma... ancora non conosci la sua reazione. Ecco, è in quegli istanti lì, che precedono la verità la vera essenza del piacere. Il piacere della scoperta.

- E questo cosa c'entra?

- È un esempio.

- Ma chi è che vuole baciare il signor X?

- È un esempio!

- Non l'ho capito

- Va beh, andiamo avanti. Dicci il nome del signor X e facciamola finita, va.

- Adesso ho perso il filo.

- Va beh, faccio io. Cari lettori, da qualche giorno, a seguito di un’indiscrezione apparsa su questo blog  impazza su Facebook e sui blog la caccia a Mister X . Ha cominciato inoltre a circolare, con sempre maggior insistenza, il nome di Alfa dei Misteri, il blogger che da alcuni anni porta avanti in incognito il blog “il lago dei misteri”
Dopo un lungo inseguimento siamo finalmente riusciti ad ottenere un incontro con lui, in esclusiva, durante il quale ha accettato di rispondere ad una lunga intervista verità.
Buonasera signor X, cioè signor Alfa. La prima domanda: è lei il signor X?

- Ma come, bruciamo così la notizia?

- Va beh, lasciamo perdere l'intervista. Al massimo la pubblichiamo su questo blog domani. Amici, potremmo andare avanti per ore a girare attorno alla questione, ma la vera verità è che - Sì - Alfa dei Misteri è il signor X dell'omonimo caso.
Ma la vera vera verità è che Alfa dei Misteri ha anche un volto e un nome. Si chiama Andrea, Andrea Del Duca (ho ripetuto il nome perché volevo suonasse un po' come "Il mio nome è Bond, James Bond"). Il suo volto potrete vederlo seguendo la diretta del nostro programma attraverso la webcam.
E poi c'è un'altra vera, vera, vera notizia; e questa è la sorpresa che abbiamo preparato per voi. Inizia stasera, all'interno di Siamo in Onda, un nuovo spazio.
Si chiama La bottega del mistero.
Ogni settimana Alfa (Andrea) dei Misteri, assieme alla Dama del lago...

- E la Dama del lago chi sarebbe? La signora X?

- Ragazzo, lasciami fare il mio lavoro. Altrimenti chiamo la sicurezza e ti faccio buttare fuori.

- Scusa. Mi metto qui e sto buono.

- Bene. Dunque dicevamo... assieme alla Dama del lago che altri non è che ... boh, non so chi sia, ma non è questo il punto. Assieme alla Dama del  lago...

- Lago o L'Ago?

- Sicurezza!

- Che caratterino! Va beh, sto buono

- ...assieme alla Dama del  lago, ogni settimana Alfa/Andrea/Signor X vi racconterà i misteri del nostro territorio.

- Ah, come faceva quello che c'era prima! William Kerdudo!


- No, è diverso, questo è più coso, l'altro è meno, c'ha che è più... è un'altra cosa. Ma tu non hai niente di meglio da fare?










- A che ora è che fate 'sta cosa del mistero?

- Stasera alle 22.50. E poi comunque ogni sabato.

- Va beh, adesso vedo. Mi metto qui buono buono e aspetto Alfa e la Dama del mago.

- Lago

- Ah, sì. Lago.



Lo specchio di Narciso




Chi non conosce il mito di Narciso, lo splendido ragazzo innamorato della propria bellezza che si specchiò nelle acque di uno stagno fino a morirne, e gli dèi, impietositi, lo trasformarono nel fiore che porta il suo nome.

Il mio amico Oscar Wilde ci racconta l'episodio un po' a modo suo, con la consueta ironia che stempera la poesia. Il suo racconto si intitola Il DISCEPOLO, conosciuta anche come "Il Riflesso".
Per l'immagine, ho scelto un grande classico: il Narciso di Caravaggio.

IL DISCEPOLO – Oscar Wilde
Quando Narciso morì, lo stagno del suo piacere si trasformò in una polla di lacrime salse, e le Oreadi accorsero cantando attraverso i boschi per dargli conforto.
E quando videro che lo stagno si era trasformato da una polla di acqua dolce in una polla di lacrime salse, sciolsero le verdi trecce e dissero: “Non ci stupisce che tu pianga per Narciso, perché era davvero bellissimo” “Ma Narciso era bello?” domandò lo stagno. “Chi altri meglio di te potrebbe saperlo?” risposero sorprese le Oreadi. “Ci passava sempre davanti, mentre correva da te, perché era solo te che voleva, e sulle tue sponde Narciso si fermava e nello specchio delle tue acque, egli specchiava la propria bellezza” Lo stagno rispose:“Ma io amavo Narciso perché tutte le volte che lui si sdraiava sulle mie sponde, nello specchio dei suoi occhi vedevo specchiata la mia bellezza”.

venerdì 14 gennaio 2011

Il tema della settimana: specchi

Lo specchio è una qualsiasi superficie in grado di riflettere un'immagine. Anche l'acqua ferma può essere uno specchio e, non per nulla, viene chiamata in questo modo.

La derivazione è senz'altro latina (spèculum) che mantiene la stessa base di spècio, o spìcio, che significa "io guardo".

All'inizio venivano realizzati con metalli tipo rame o stagno, ma col tempo si passò prima all'argento e poi al vetro.

Il caso signor X: facciamo un po' di luce

Fa quasi sorridere come in questi giorni le ipotesi circa il Signor X siano rimbalzate tra blog e social network, creando un cancan di botte e risposte francamente un po’ bizzarre… Ma fa ancor più sorridere il pensare a come tutto ciò sia in effetti in relazione con la soluzione del mistero, un mistero molto più umano di quello che probabilmente la maggior parte di voi si è divertito ad immaginare.
Sono circolate voci, in corridoi un po’ più nascosti rispetto alle pagine di Facebook. Non spetta a me, per rispetto e correttezza, rivelare chi siano i personaggi di questo show che si è servito della naturale curiosità degli avventori della Rete. Saranno questi stessi protagonisti, quando vorranno, a svelarvi i propri nomi. Per ora, posso solo suggerirvi DI COSA trattiamo.
Si è parlato di scrittori. E la novità riguarda in effetti uno scrittore, un artista che spesso e volentieri dona inquietanti parole agli ascoltatori di Puntoradio nella Babele di storie che il sabato abbiamo il piacere e l’onore di mandare in onda.
Si è parlato dell’uscita di qualcuno dalla redazione… E con tutta probabilità di uscita si tratta. Per la precisione di un’uscita allo scoperto.
Si è parlato di identità segrete che si aggirano tra i blog. Beh, le identità segrete sono in realtà più di una.
Si è parlato di bufali e bufale… e la bufala, in un certo senso, c’è. A noi adulti abituati a notare solo il “grande” in un mondo di “grandezze” che a volte stupiscono, a volte spaventano, pareva scontato che l’identità da rivelare occupasse almeno uno spazio fisico. Che fosse in grado di comunicare, presentarsi, e che la sua reticenza nel farlo fosse unicamente uno sghiribizzo da artista eccentrico e, forse, un po’ timido. Beh, ciò che posso dirvi è che queste caratteristiche non sono del tutto estranee al Signor X.  Si è parlato di Epifania. Ebbene, senza scadere nella blasfemia, questa era la metafora in effetti più pertinente. Qualcosa verrà presto alla luce, tra meno di 36 ore, nella diretta di sabato. E sarà un “venire alla luce allo scopo di far luce”. Di più non posso dirvi se non invitarvi a seguire il nostro blog.

giovedì 13 gennaio 2011

Siamo in Onda allo specchio

 
 
“Certi specchi dovrebbero riflettere prima di riflettere certe immagini”.
Giorgio Forattini

Pensate a quando eravate bambini e cercavate l’altro dietro lo specchio. Pensate a quanto affascinante, misteriosa, e talora angosciante, sia l’immagine che vi osserva dallo specchio. Al punto che il giovane Narciso, per abbracciare la propria bellissima immagine riflessa nell’acqua vi si annegò.

Insomma, non c’è dubbio alcuno che gli specchi siano magici. Secondo la tradizione sarebbero addirittura in grado di imprigionare l’anima perché questa rifletterebbero. Al punto che in alcune culture gli specchi sono coperti, alla morte di un congiunto, per evitare che l’anima possa rimanervi imprigionata invece di raggiungere l’aldilà.
Per lo stesso motivo le creature demoniache, come i vampiri e coloro che hanno venduto l’anima al diavolo, non rifletterebbero alcuna immagine, perché di anima non c’è più traccia nel loro corpo. Per contro, il micidiale Basilisco muore all’istante se il suo sguardo velenoso incrocia uno specchio.
Inoltre vari rituali magici si svolgerebbero mediante l’uso degli specchi, che non solo consentirebbero di vedere il futuro, ma anche di aprire porte su dimensioni “altre”. Un po’ come accade ad Alice nel romanzo di Lewis Carroll, “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”.

Un’altra credenza popolare, più conosciuta, è l’idea che rompere uno specchio porti sette anni di guai. Reminescenza questa del fatto che un tempo gli specchi erano costosissimi e solo i più ricchi potevano permettersi di tenerne in casa. E nelle tombe signorili vi era l’usanza di deporre specchi come corredo del defunto, per accompagnare la sua anima nel viaggio eterno.

Una sola trasmissione radiofonica però si specchia nell’etere in tutta la sua bellezza: è Siamo in Onda, il salotto radiofonico del sabato sera su Puntoradio.

Sabato 15 il tema sarà, appunto, SPECCHI, e c’è anche una domanda posta agli ascoltatori: 

Cosa vedi quando ti guardi allo specchio?

Ditelo  inviando un sms oppure scrivetelo su questo blog o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.

La puntata del 15 porterà anche tre novità che riguardano Alfa dei Misteri.
La prima è che la Bottega del Mistero diventerà una rubrica fissa in cui parleremo di alcune curiosità del territorio legate al tema della serata.
La seconda è che torna una nuova Pillola di Mistero, dal titolo “l’Imperatore allo specchio”.
La terza… beh, la terza è una sorpresa e dovrete ascoltare la trasmissione per scoprirla!


Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it


Per ascoltare Siamo in Onda:       
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia   
- INTERNET in streaming su www.puntoradio.net

Per intervenire in DIRETTA:
- via email: diretta@puntoradio.net - redazione@siamoinonda.it
- via SMS:.389 96 96 960    
   
 Buon Ascolto...
(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)

Il caso signor X e gli universi paralleli

Se siete tra quelli incuriositi dall'evolversi della vicenda signor X, e soprattutto se siete tra quelli che più passano i giorni e meno sentono di aver capito, beh vi consoli quanto ho da dirvi: non siete i soli.
Abbiamo scoperto che altri internauti vagano inquieti tra le righe dei nostri post cercando di dare un nome alla misteriosa entità il cui segreto verrà presto rivelato agli ascoltatori di Siamo in onda. È di ieri il post apparso sul blog "Diario di un'aspirante scrittrice fantasy" in cui si insiste sull'ipotesi che signor X altri non sia se non Alfa dei Misteri (già collaboratore della radio e mente del blog "Il Lago dei Misteri" ).
Ecco cosa si dice:

Si è fatto il nome di Alfa dei Misteri, che però ha smentito, lasciando tuttavia aperto uno spiraglio. Ma chi è Alfa? Molte cose di lui le deduciamo dal blog. Vive vicino al Lago d'Orta, o comunque frequenta spesso quelle zone, ama scrivere ed è bravo a farlo, su molti argomenti ha una cultura invidiabile, vive con un folletto di nome Malikà. Da quando Alfa ha deciso di frequentare con mistiche apparizioni i Menestrelli di Jorvik, ne ho scoperto altri aspetti, alcuni giocosi, altri un po' inquietanti. 
Il resto dell'articolo lo trovate qui.

Che sia Alfa oppure no il fantomatico signor X, presto qualcosa succederà. Questa è la vostra unica certezza.
Mettetevi il cuore in pace, fino ad allora la mia bocca rimarrà cucita.

mercoledì 12 gennaio 2011

Il signor X e le bufale di Buffalo

Da qualche giorno il nostro blog si sta occupando dello strano caso del signor X, il misterioso personaggio (chi?) il cui segreto (quale?) sembra verrà presto rivelato (quando?) agli ascoltatori del nostro programma. La faccenda sembra aver solleticato la fantasia dei nostri lettori che, su questo sito e su Facebook, hanno scatenato una tempesta di commenti e supposizioni.
Uno di loro - si firma A.C. - mi ha mandato questo messaggio:

Da giorni il signor X è una presenza fissa nei miei pensieri. Mi sforzo di trovare sul vostro blog qualche indizio che mi avvicini alla soluzione. Forse mi sbaglio ma ho la sensazione che non esista alcun signor X, che sia la classica trovata pubblicitaria montata ad arte da chissà quale sponsor.
Su una rivista ho trovato un articolo su una vicenda di molto tempo fa che, a mio avviso, presenta più di un'analogia con il caso signor X. Ve lo riporto qui di seguito.
[...]
Siamo nel 1956, nella tranquilla città di Buffalo, in Kansas. Una mattina d'estate, i quattrocento abitanti del paese, stupefatti, trovano sulle soglie delle loro case alcune palate di letame.
A noi può sembrare buffo, ma a loro questo parve un insulto di cattivo gusto.
Anche se per visitare nella notte tutte quelle abitazioni doveva aver agito ben più di una persona, nessuno aveva visto o sentito niente.
I giornali dedicarono solo un trafiletto divertito riguardo gli scherzi dei contadini del Kansas.


Il giorno successivo, però, gli stessi abitanti si svegliarono trovando le loro staccionate e talvolta le stesse case dipinte dei colori più sconvenienti: rosa, violetto, azzurro, verdino. In una notte il paese di Buffalo era diventato a tinte pastello, senza che ancora nessuno si accorgesse di nulla.


La terza notte gli uomini, di comune accordo, spinti dalla giusta rabbia, rimasero svegli a fare la guardia ognuno alla propria abitazione, ebbri di spirito americano, pronto a combattere l'ignoto. Puntualmente, l'ignoto colpì, riversando catrame sul vialetto di una vecchia vedova di guerra. Purtroppo la signora si lussò una caviglia, scivolando sul catrame, e il Leavenworth Times, il giornale più importante dello stato, ne diede subito risalto. Dopo di lui, molti altri quotidiani.
Per giorni quello che era un tranquillo paese del Midwest venne preso d'assalto dai giornalisti; ma la stampa non trovò i responsabili, che una volta colorando i fienili, un'altra spargendo chewing-gum sulle strade di campagna, continuarono a colpire.


Finché un giornale, dopo una decina di giorni dal primo attacco, rivelò di essere in contatto con i buontemponi di Buffalo e di starne per rivelare l'identità.
Così, venne fuori che un tale Hugues P., proprietario di un'azienda chimica, aveva pagato alcuni abitanti di Buffalo e alcuni giornalisti per sporcare la città; poi lui, venuto allo scoperto, avrebbe ripulito ogni cosa con il suo nuovo infallibile detergente.
Una trovata pubblicitaria, insomma; la città americana venne ripulita delle sue macchie più profonde, la vedova di guerra lautamente pagata ed il prodotto del signor Hugues P. venduto ovunque.


Purtroppo non tutte le storie hanno un lieto fine; anni dopo si scoprì che quel detergente, tanto potente, era cancerogeno ed il signor Hugues P. fu condannato a rimborsare i malati di Buffalo e gli altri clienti. Forse scappò in un paese sudamericano o a Cuba, portando più soldi che poté; ancora oggi i figli degli abitanti di Buffalo aspettano il denaro che gli spetta, per dover vivere in una città avvelenata. 


Chissà che anche oggi, in un tempo così di crisi per le aziende, qualcuno non abbia trovato il modo giusto per farsi una pubblicità alla Buffalo?

martedì 11 gennaio 2011

Rivediamoli: le immagini dell'ultima puntata

Va in onda questa sera alle 21 la replica dell'ultima puntata di Siamo in Onda, quella di sabato 08 Gennaio 2011. Nel frattempo vi proponiamo alcune immagini della serata. Erano ospiti, tra gli altri: I Plastic, i Conga Kit, Claudio Pofi, Umberto Spantaconi, Sara Zancanaro e tanti altri. Buon Ascolto!

lunedì 10 gennaio 2011

Il caso signor X: arrivano lo smentite

Negli scorsi giorni su Facebook e su questo blog sono circolate alcune voci riguardanti l’identità del misterioso “Mister X” di cui abbiamo parlato in questo post  e in quest’altro. Tra i nomi circolati sul Web (la notizia ha scatenato una selva di commenti e ciascuno si è ritenuto in diritto di proporre la sua ipotesi) è comparso con crescente insistenza anche quello di un blogger di nostra conoscenza che dal 2008 firma in incognito ogni post del blog “Il lago dei misteri,"  celandosi dietro lo pseudonimo di “Alfa dei Misteri”.

Vista la situazione abbiamo voluto raccogliere un suo parere, che ci è arrivato, come al solito in modo misterioso.

“Alfa dei Misteri è un personaggio a cui sono molto affezionato e smascherarlo sarebbe un po’ come ucciderlo. Un autore potrebbe decidere di compiere un simile passo solo se il personaggio cominciasse a ribellarsi. Ma non credo che Alfa farebbe mai una cosa del genere, anche perché ovviamente non ha la minima idea di essere un personaggio di fantasia.
In ogni caso, se mai dovessi decidere di rivelare la mia vera identità, Siamo in Onda sarebbe il luogo ideale.”

Insomma, una smentita che non risolve il mistero e apre casomai nuovi interrogativi.

Racconto: L’uomo del vento

La magia di una meravigliosa isola nel pacifico è lo straordinario scenario che fa da sfondo ai sogni di un uomo: aprire le ali e lasciarsi portare dal vento. Questa è la storia che vi stiamo per raccontare.


Questa piccola isola è uno scorcio di paradiso.
Dicono che da sempre ci convivano uomini e dei. Si avverte qualcosa di fatato che soffia e percorre invisibile i sentieri nascosti immersi nella foresta selvaggia. C’è un tripudio di colori cangianti: dagli aceri fiammeggianti d’autunno alle migliaia di ciliegi fioriti in primavera.
Qui vive gente semplice, dal passato di pescatori in un rapporto quasi viscerale con questo mare magico dai mille riflessi: i suoi flutti conservano il ricordo di un tempo remoto quando, agli antipodi della storia, il dio Fujin dal suo sacco di pelle di leopardo sprigionò i venti, spazzando via le brume del mattino e facendo splendere il sole.

Mi chiamo Junpei e sono l’uomo del vento.
Da tempo vengo qui. La cima della collina è il punto più alto dell’isola e questa torre bianca dall’ampia terrazza è stata spesso meta della mia solitudine di ragazzo. Da qui si gode di una vista mozzafiato. Ricordo che mi piaceva osservare la processione delle barche durante il festival di kangen. Qui ho avvertito per la prima volta sul mio viso la carezza del vento che ha pazientemente consolato un’esistenza anonima e raminga.
Ho sempre desiderato un paio d’ali per fuggire dai corrotti meccanismi umani. Sul mio aliante ho cercato l’indefinibile quiete del cosmo dove sta scritta la nostra vera natura e ho imparato ad ammirare il magnifico concerto silenzioso del mondo visto dall’alto.

Mi chiamo Junpei e sono l’uomo del vento e come lui in un solo istante posso volare ovunque. Ora mi trovo nel Missouri, in un centro ortopedico, su una sedia a rotelle a causa di un incidente in volo. Ho appena dipinto questo quadro. La piccola isola di Miyajima da cui provengo è davvero un paradiso su questa tela; si vede anche il mare di Seto con i suoi flutti magici. Ed ecco questo sono io: proprio sulla torre in cima al monte Misen!
Le mie ali d’aliante ieri si sono spezzate per sempre e non ci sono più; ma esse mi hanno regalato qualcosa che nessuno mi potrà mai togliere: la libertà.


L’uomo del vento scritto da Fabio Giusti



Compleanno letterario

Un 8 gennaio da novanta candeline tonde tonde per festeggiare Leonardo Sciascia, scrittore, saggista e politico siciliano.

Nella sua carriera firmò moltissimi saggi, commedie, racconti e romanzi.

Un'opera simbolo, fra tante, può essere considerata "Il giorno della civetta", un lavoro del 1961 con il quale Sciascia indica nel giallo il suo genere di riferimento.

Una storia che il regista Damiano Damiani, nel 1968, manda anche sul grande schermo e che consacra, in un certo senso, l'autore di Racalmuto.

domenica 9 gennaio 2011

Racconto: In portanza d'ala

Allacciate le cinture e preparatevi al decollo. La storia che vi stiamo per raccontare ci farà volare in alto. Preparatevi ad una frizzante avventura che Sara Zancanaro ha scritto per noi.


Lo specchio rimbalza una me stessa spumeggiante e sorridente.
Con il vestitino d’azoto ripulito dalle polveri sottili sarò la particella d’aria più carina della serata. Modestia a parte, posso solo arrendermi a questa iridescente verità. Un tocco di elio sulle palpebre, uno di argo sulle labbra, e anche il trucco resisterà al vapore acqueo dell’autunno. Cappottino d’ossigeno orlato di xeno e cripto per proteggermi dal turbinio informe delle nuvole in quota. E voilà, pronta per la festa.
Fluttuo in direzione aeroporto Roma Fiumicino, tra la tosse ai corpuscoli aggregati e lo starnuto a quelli ultrafini. E, finalmente mi fondo in un abbraccio con le mie due amiche d’infanzia, Sally e  Patty.
“Ehi, tutte pronte per gli scivoli funambuli?”, esulta la prima.
“Siii, nella testa caprioleggio acrobazie già da giorni ormai. Andiamo”, sollecita la seconda.
Noi, l’erompente trio On The Air che non teme rivali sulla pista lusingata dalla brezza dei decolli e atterraggi. Così, balziamo dai nembostrati, su, agli altocumuli, per salire ancor più in alto, ai cirri. Ed eccolo là l’uccello d’acciaio che vola con le ali immobili in formato Jumbo, o Boeing 767, o Airbus 320, ooh! Aereo, tu passione che ci fai volteggiare su quelle ali fredde ma corroboranti come il fuoco acceso nel camino d’inverno.
Libriamo nel fremito di toccarti ancora una volta. Avanti languide. Immolate contro il profilo della tua ala. E sorpresa improvvisa, come un’inaspettata primavera, la corrente d’aria si divide in due. Sally si allunga sinuosa, a scorrimento veloce sul dorso dell’ala e, particella ora rarefatta, imprime una minore pressione rispetto a Patty e me che coccoliamo il ventre dell’ala con un avanzamento più lento. Ooh! Portanza aerodinamica, tu forza magica che nasci dalla differenza tra le due pressioni. Ooh! Tu, massaggio effervescente che permetti al metallo argenteo di levarsi libero in cielo. E noi, euforiche nella vertigine esilarante di vortici eccitanti, ritroviamo Sally alla fine di queste evoluzioni elettrizzanti a 39.000 piedi d’altezza.
Ridiamo e, con sguardo d’intesa ebbra come sudate per un caldo d’estate, ci prepariamo ancora, ingorde di rivivere in portanza alata nell’etere celeste.


In portanza d'ala scritto da Sara Zancanaro