sabato 7 gennaio 2012

La Bottega del Mistero e i suoi pianeti


Viaggio al centro della terra

Vi sono strane storie che raccontano di misteriosi cunicoli che s’inoltrerebbero nel sottosuolo collegando luoghi carichi di leggende.  Così, ad esempio si racconta di un prete che un giorno entrò nelle grotte di Sambughetto, nella Valle Strona, e vi vagò per giorni finché uscì in un punto molto più a valle.
Nelle grotte si riteneva vivessero misteriosi esseri femminili. Secondo la tradizione queste creature uscivano dalle grotte di notte e lanciavano una corda fino al campanile di Sambughetto. Sul filo si esibivano in acrobazie degne dei migliori equilibristi. E poiché nelle cavità si trovavano resti di animali di dimensioni e aspetto mai visto nacque l’idea che potesse trattarsi dei pasti delle streghe.

Invece a Cireggio, frazione di Omegna, esisteva un pozzo asciutto, in cui si poteva scendere grazie a robuste sbarre di ferro che fungevano da scala. Dal fondo del pozzo cominciava una galleria che conduceva a Casa Zanni, nel centro di Omegna, vicino al Carrobbio.
Si dice inoltre che un cunicolo unisse il castello di Vergano Sopra con quello di Borgomanero, mentre altri simili collegherebbero la Torre di Invorio al Castello di Massino Visconti e la basilica di S. Giuliano nel Castello di Gozzano alla torre di Buccione.
  
Alcuni sussurrano però che molti cunicoli si collegherebbero ad una rete di passaggi molto più antica, scavata prima che la nostra specie apparisse sul pianeta. Gallerie che porterebbero in luoghi segreti, difesi da trabocchetti e parole d’ordine stabilite all’alba del mondo, in lingue non umane. Luoghi nel ventre della terra in cui sarebbero custoditi tesori inimmaginabili e oggetti capaci di donare al possessore virtù, forza, ricchezza.
Esistono anche teorie più complesse e affascinanti. Secondo alcuni studiosi di teorie esoteriche, nascosto nel cuore dell’Asia si troverebbe l’accesso della mitica Agharti, “l’inaccessibile”, il regno sotterraneo in cui trovarono rifugio gli abitanti dell’Età dell’Oro, per sfuggire alla corruzione del Male.

In quel regno sotterraneo, costituito da cunicoli ramificati in tutto il mondo,  splende una luce perenne capace di far germogliare le messi, sfamando la popolazione di quel regno di eletti. Al centro di essa si trova la capitale, Shambhalla, la "Città di Smeraldo", nel cui palazzo reale prega incessantemente il Re del Mondo, che governa per una delle 14 ere dall’inizio dei tempi. La nostra sarebbe quella del Cinghiale Bianco.
Il Re del Mondo parla direttamente con Dio, ascoltandone il volere per rivelarlo agli uomini. I suoi misteriosi emissari, sfruttando passaggi segreti, sono in grado di recapitare direttamente ai potenti della Terra lettere il cui contenuto è sempre rimasto avvolto dal massimo segreto… 


La cura 

“Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te.” È il testo di una delle canzoni più belle e misteriose di Franco Battiato.
Un testo dal significato volutamente aperto ed enigmatico che fa pensare ad una dichiarazione d’amore, ma potrebbe essere anche una sorta di preghiera al contrario, rivolta dal Creatore alla sua amata creatura.

Il cantautore siciliano si è accostato a queste tematiche al termine del suo periodo sperimentale negli anni settanta. In quel periodo Battiato era annoverato tra i cantanti dello space rock, un sottogenere del rock progressivo con testi e musiche (caratterizzati da suoni distorti di chitarra elettrica e di sintetizzatori), che richiamano atmosfere fantascientifiche e che ha tra i principali interpreti internazionali gruppi come i Pink Floyd.
L’album che segna la svolta artistica è “L'era del cinghiale bianco”, pubblicato nel 1979, che all’epoca non ebbe grande successo. Grazie al successo dei successivi album pop come “Patriots” del 1980 e soprattutto,“ La voce del padrone” del 1981, venne decisamente rivalutato.

Il brano centrale dell’album “L'era del cinghiale bianco” è “Il Re del Mondo”, riproposta nel 1985 nell’album “Mondi lontanissimi”. Si ispira al mito del regno sotterraneo di Agarthi e nel titolo cita esplicitamente un’opera del francese René Guénon, scrittore e studioso dell’esoterismo.
Battiato ci ha del resto abituato a testi di notevole profondità, pieni di riferimenti alle filosofie orientali, con particolare attenzione ai dervisci danzanti e alla corrente mistica islamica del sufismo, ma non mancano riferimenti ad altre dottrine misteriche ed esoteriche.

Benché Battiato resti uno dei cantautori italiani pop di maggiore successo, apprezzato anche all’estero, soprattutto in Europa e nei paesi ispanici, si è cimentato anche in progetti di musica colta. Con successo coltiva una  parallela passione per la pittura, avendo prodotto circa ottanta opere con lo pseudonimo di Süphan Barzani.
L’album “L’imboscata” è il secondo  scritto in collaborazione con Manlio Sgalambro, che dal 1994 collabora a gran parte dei progetti di Battiato. Sgalambro è un filosofo autodidatta siciliano che considera un mistero il fatto che i propri libri abbiano avuto così tanto successo e siano stati tradotti in varie lingue.

Franco Battiato, La cura.


La foto è una cortesia di ELE.
La bottega del mistero vi da alcuni altri suggerimenti musicali.

Planet funk – another sunrise

Ma voi, quali altre canzoni planetarie conoscete?

Fatecelo sapere coi vostri commenti!

un post di www.illagodeimisteri.it

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