martedì 23 giugno 2009

Siamo in onda...su onda...su onda


Il salotto del sabato sera torna a settembre. Nel frattempo ci godiamo qualche settimana di relax, giusto per ricaricare le idee. Buone vacanze amici!

domenica 14 giugno 2009

Live a Siamo in Onda

Ultima puntata (sigh..!) di Siamo in Onda il salotto radiofonico di Puntoradio.
Pubblichiamo le foto di questa nostra festa!
Buone Ferie a tutti!!!

sabato 13 giugno 2009

Non poteva mancare alla festa Paolo Franchini

Si parla di Estate....che si avvicina sempre più e guardando il calendario l’inizio dell’estate coincide con l’ingresso del Sole nel segno del Cancro...L’estate arriva a noi quando con il 22 giugno, quando il sole entra nel Cancro.Ma ci arriva anche dal latino e dal greco. Ebbene sì, non ho preso un colpo di caldo: “estate” proviene dalla “Aedstas” latina che, come l’ “Aithos” greco (cioè “calore”), ha la stessa radice “Aidh” che significa sia “ardere” sia “incendiare”, anche in modo figurato. Sembra la famosa rubrica de “La settimana enigmistica”, ma questa volta sono sicuro che “non tutti sanno che” da estate deriva anche il verbo “estatare”: in passato questo verbo dal suono orribile si usava parecchio e voleva dire “passare la stagione in un luogo d’aria salubre”, a volte per sfuggire addirittura alla malaria.

Alla radio “Estate” richiama immediatamente i tormentoni musicali estivi....
Sono migliaia i tormentoni immortali, dagli anni cinquanta ai giorni nostri e, senza dubbio, sarà lo stesso nelle stagioni a venire. Penso a Bruno Martino e alla sua “Estate”, alla compianta Giuni Russo e alla sua “Una estate al mare”, a De Andrè e a “Canzone per l’estate”. E per chiudere, per confermare il mio gusto anni ‘70, non posso non citare la mitica Donna Summer, la Signora Estate che ci ha regalato chicche di discomusic come la gettonatissima “Hot stuff”.

Ovbiamente non possono mancare le informazioni sulla pittura....
In pittura, devo citare il dipinto a olio “Sogno di una notte d’estate” di Marc Chagall (1939), conservato al museo di Grenoble e che si ispira al “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare. Una doverosa menzione anche allo scapigliato e italianissimo Andrea Fossati, solare sia nei ritratti sia nei paesaggi e ancor di più nel suo “Sogno d’estate” (1884) esposto oggi all’Accademia Belle Arti di Brera.

Ed ora passiamo ai consigli “estivi” di lettura noir 

L’ultima estate di innocenza (di Patrick Fogli)
Un’estate di sole e temporali improvvisi. » l’estate di Lisa, che ha tredici anni e non parla dal giorno in cui è tornata a casa a notte inoltrata. » l’estate di un uomo che si sveglia dal coma dopo sei mesi e che non ricorda nulla dell’incidente che lo ha regalato nel buio. » l’estate di un fotografo che ritorna dall’Iraq, con un amico morto in un attentato e una valigia scambiata che nasconde fotografie scottanti. » l’estate di un poliziotto che trova il corpo di una bambina che mezza Italia stava cercando. Storie distanti tra loro, ma che si riveleranno intrecciate una all’altra, finchè ognuno dovrà fare i conti con il proprio presente diventato troppo pericoloso. Da leggere sotto l’ombrellone, attenti però a non perdere il segno.

Una splendida mattina d’estate (di James H. Chase)
Un commediografo di successo si è ritirato a scrivere in un ranch isolato nel Nevada, con moglie, figlio, domestico vietnamita e con un cane da guardia. Pronti? Via! In una mattina d’estate inizia l’incubo: nessuna traccia del domestico, cane è sparito, telefono e automobili fuori uso. E il ranch si popola di figure sinistre come una giovane ereditiera rapita da un leggendario gangster, come un ex galeotto italoamericano, come una coppia di gemelli incestuosi. Un gioco al massacro, insomma, fra mille imprevisti e agenti dell’FBI. Da leggere se amate la suspense degli anni sessanta, quella ancora priva di delinquenti senza regole, ma zeppa di farabutti con la pistola in una mano e il galateo nell’altra. Da viaggio in treno o in areoplano, per rilassarsi fra un pisolino e l’altro.

Delitto di mezza estate (di Henning Mankell)
Nella notte del solstizio, tre giovani in una macchia isolata del bosco vengono spiati e, da questo momento, la loro festa si sporca di sangue. Intanto, la polizia trova il corpo di un collega ucciso da tre colpi di pistola al volto. Fra le carte del morto, alcune fotografia fanno capire che esiste un intreccio tra i due casi, ma l’assassino è sempre un passo avanti rispetto agli investigatori. Impossibile, quindi, intuirne i movimenti o prevedere chi sarà la prossima vittima. Un romanzo corposo che vive di calma apparente e che trascina per la sua terribile follia. Da pomeriggio all’ombra, con amaca, tè freddo e Ipod.

La calda estate del commissario Cataldo (di Luigi Guicciardi)
Siamo in un paese di dell’Appennino modenese, quelle località di vacanza dove sembra non accadere mai nulla. Sembra, appunto: la pace viene sconvolta da una serie di eventi macabri: un presunto suicidio, una vicenda torbida che trona dal passato, un “forestiero” enigmatico, una banda di amici che ha molto da nascondere. Le indagini sono affidate al commissario Cataldo, siciliano sebbene alto e biondo. Una partita senza regole fra il quieto mondo della provincia e l’ombra dell’assassino. Tanto insospettabile quanto malvagio. Un romanzo elegante come il suo autore, da gustarsi fra una nuotata e l’altra oppure andando chissà dove in pedalò.

Queste e altre recensioni su www.paolofranchini.tk

E' uscito "On Air" il nuovo libro di PerryZona

"E' un sogno che si realizza" ci racconta PerryZona, la nostra blogger incursionista che ha fatto dei suoi racconti alla radio una bellissima e intensa racconta antologica. L'ultima puntata prima delle ferie estive vede finalmente la nostra collaboratrice presente in carne ed ossa in studio. Il suo volume è in vendita anche on line su www.ibs.it. Il ricavato sarà devoluto all'Associazione Famiglie soggetti Ipotiroidei (www.ipotiroidei.it)

Estate se state in Onda

Ecco il racconto acrostico della nostra "Prof.Roaro"
L'Estate in sole 18 parole!

Ed eccomi errante
Sola sulla spiaggia
Trascorro tanto tempo
Anelando amori acquatici
Tento tradimenti, tante
Effusioni: è estate

Simone Sarasso e l'inquietante ombra nera tra le storie d'Italia


Tra gli ospiti di questa serata che ha un po' il sapore di ultimo giorno di scuola c'è anche un nome nuovo. È Simone Sarasso, 30 anni, novarese, scrittore. Il suo ambito letterario è il genere noir.

Vi confido che ne sapevo poco di lui fino ad un paio di settimane fa. Mi ha incuriosito una sua intervista ad un giornale locale. Sono andato alla ricerca di qualche informazione in più. Ci siamo conosciuti attraverso Facebook e, nel preparare questo nostro incontro, sono entrato nel suo blog.

Lì mi si è aperto un mondo.

Ho scoperto un abile tessitore che ama incasellare gli eventi storici del nostro Paese, dipingendo un inquietante mondo dove, tra colpi di scena, riferimenti reali e una buona dose di finzione, per il lettore è un costante domandarsi quale sia il confine tra realtà e fantasia.

Il suo ultimo lavoro si intitola "Settanta" (Marsilio editore), secondo volume della trilogia sporca dell’Italia”, una furibonda cavalcata attraverso gli anni di piombo. Le vite di quattro personaggi che s’intrecciano mentre il paese va a fuoco, nelle piazze e nelle fabbriche ribolle la rivolta e le Brigate Rosse sfidano il potere.


Se volete conoscere meglio il nostro ospite, questo è il suo blog:

Perry Zona e quello strano viaggio.


Il giro del mondo in 50 centesimi
Non mi sono fermata un attimo da allora! Lo ricordo come fosse ieri il mio primo viaggio. Ho ancora impressa la data di partenza: 2002. Cavoli che emozione! Dapprima sono capitata nelle mani di un addetto alle Poste, ma è durato poco il nostro percorso insieme. Subito dopo ho incontrato una vecchina che ritirava la sua pensione. E’ stata tanto cara con me. Mi teneva stretta stretta e mi ha aperto subito le porte della sua piccola dimora. Per un po’ abbiamo convissuto, aveva chincaglieria di ogni genere, ma quel piattino d’argento che mi aveva riservato, mi faceva sentire proprio importante. Qualche mese più tardi, siamo uscite e così, sul bancone di un bar, ho conosciuto i miei primi veri compagni di viaggio. Uno di loro mi si è avvicinato con paso doble…chiedendomi: «¿De donde vienes tu?» Portava con sé il ritratto di un tipo veramente buffo. Abbiamo cominciato a chiacchierare e mi ha raccontato del suo paese, la Spagna, e di quel personaggio che rappresentava: altro non era che Miguel de Cervantes, scrittore delle avventure di Don Quijote della Mancha. Fu così che mi appassionai di scrittura e di libri. Ma non solo. Da quel bancone di bar, sono arrivata nelle mani di un giocatore d’azzardo, così lo chiamavano tutti. L’ho perso immediatamente di vista. Sono ruzzolata su un tavolo verde dove ho incontrato un’altra amica che mi ha raccontato il motivo per cui portava con sé l’immagine di un’arpa celtica, emblema di un paese chiamato Irlanda, il suo. Con lei mi appassionai di musica. Un giorno sono caduta nel piattino di un uomo seduto ai margini di una strada. Le altre che erano capitate lì con me mi han detto che si trattava di un uomo che aveva sofferto molto nel passato. Un’altra amica mi ha raccontato la storia della porta di Brandeburgo, di cui portava l’effigie. Mi ha parlato della divisione e successiva riunificazione del suo paese, la Germania. Così mi appassionai di storia. Con quel povero uomo ho viaggiato poco, mi ha dato via per un tozzo di pane. E così sono capitata nelle mani di una bambina, poi in quelle della sua mamma. Poi ancora in una macchinetta del caffè, e poi nelle tasche di un camionista. Qui ho incontrato un’altra nuova amica che mi ha parlato della costellazione del cancro, un segno zodiacale sotto il quale il su paese, la Slovenia, aveva conquistato l’indipendenza. Così mi appassionai di stelle. Le stesse che ho osservato a lungo una sera che il camionista mi ha perso in autogrill. Poi sono stata raccolta da un benzinaio e sono finita nelle mani di una famiglia nel loro camper. Ed è così che di mano in mano continuo il mio viaggio. Ho imparato che anche io rappresento il mio paese. E ovunque andrò, imparerò ed insegnerò qualcosa a qualcuno. Perché la vita è un viaggio.

Quello che conservi per te l’hai già perduto. Quello che doni sarà tuo per sempre. (J. Recla)

giovedì 11 giugno 2009

Gran gala d’estate nel salotto di Puntoradio


Sabato 13 giugno sfilata di stelle per l'ultima puntata di SIAMO IN ONDA.

Su Puntoradio sarà una puntata speciale quella del 13 giugno. L’ultima della seconda stagione di Siamo in Onda prima della pausa estiva. In sette mesi, chi ci ascolta lo sa, ai microfoni del nostro talkshow si sono alternati un centinaio di ospiti: musicisti, scrittori, giornalisti venuti ognuno a raccontare uno spicchio del proprio mondo. Un mondo che territorialmente corrisponde a quello coperto dal segnale della radio, che dal lago Maggiore si espande verso le province di Piemonte e Lombardia.

La puntata di sabato prossimo sarà una sorta di gran gala di fine anno. Tra i tanti ospiti annunciati per l’occasione un nugolo di musicisti locali: Will K e Anto S, i Nero Cristallo, Francesco Farina and band, Alessandro Lorenzini, i Moksha, Naso, Mario Ermini Burghiner, Toni Veronesi, Ray Heffernan, Small Paul e Marta Raimondi.
Non solo musica live ma anche tante chiacchiere assieme ad alcuni scrittori tra cui il novarese Simone Sarasso e il varesino Paolo Franchini.

Si inizia alle 21 e si va avanti fino a tarda notte. Dateci ascolto e se volete interagite con noi in diretta.

Live a ... Festa di compleanno di Ray Heffernan

Non potevamo mancare alla festa di compleanno del nostro grande amico Ray Heffernan. Tanti amici sono venuti a festeggiaralo al Battello e lui ci ha omaggiato con una performance davvero grande. Happy Birthday Ray!
Ray Heffernan Ray Heffernan ed Ivano Balabio Ray con Michele ed Alessandra dei Moksha
Michele ed Alessandra Ray ed Alessandra
Fabrizio Naso" Trabucco, il mattatore di Parole in Bottiglia con il nostro capitano Fabio GiustiRay, Naso e Carmelo di Puntoradio
Strane presenze si aggiravano al Battello.... Eleonora Roaro

mercoledì 10 giugno 2009

Scoop! La sorella di Marco Carta e le dieci cose che ho saputo di lei.

In esclusiva per i lettori del blog di Siamo in Onda.


1) C'è stato un tempo in cui la sorella di Marco Carta voleva lavorare a Striscia la Notizia. Sognava di fare la Carta velina.


2) Si dice che la sorella di Marco Carta sia una maniaca della pulizia. In famiglia la chiamano la Carta igienica.


3) La sorella di Marco Carta è pure nota per essere una persona dal carattere piuttosto ruvido. Carta vetrata, così l'han definita.


4) Qualora aveste strappato un appuntamento alla sorella di Marco Carta, non gioite anzitempo. Chi la conosce già lo sa. Non sarà un caso che la chiamino la Carta da pacco.


5) Gran bella ragazza la sorella di Marco Carta. Però peccato per quella pelle un po' rugosa e raggrinzita. La Carta crespa, questo è l'appellativo che le hanno affibbiato.


6) È anche una gran brava ragazza la sorella di Marco Carta. Perennemente fedele al suo uomo. Ne dicono un gran bene persino all'estero dov'è conosciuta con un simpatico nomignolo: the Fidelity Card.


7) Apprensiva, gelosa, forse eccessivamente appiccicosa. Date retta, ci sarà un motivo se qualcuno la chiama Carta adesiva.


8) E che dire di quell'enorme bozzo che tempo fa portava in fronte? Aveva forse sbattuto contro una mensola, la maldestra Carta bollata (o Carta intestata se preferite)?


9) Mai sbagliarsi a rivelarle un segreto. Per carità! Carta canta, si è soliti ripetere dalle sue parti.


10) Non me ne voglia la sorella di Marco Carta. Le voglio molto bene e anzi ne approfitto per farle i miei più sinceri auguri. Proprio la scorsa settimana la ragazza si è sposata. Davanti un centinaio di invitati ha pronunciato il fatidico Cartasì.



N.B. Pubblichiamo questo scoop in quanto autorizzati dalla redazione di Siamo in Onda. In pratica abbiamo avuto Carta Bianca (donna piuttosto pallida peraltro).

domenica 7 giugno 2009

Live a... Liberi tutti

Questa sera il gruppo di Siamo in Onda ha fatto visita a Danny, autore e conduttore del nuovo programma di Puntoradio "Liberi Tutti" che andrà in onda tutte le domeniche dalle 20,00 alle 24,00. Danny si cimenta anche con la chitarra
In studio è venuto a trovarci anche Giulio Rizzi

sabato 6 giugno 2009

Live a Siamo in Onda

Penultima puntata si Siamo in Onda, il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio. Ospite della serata è Daniele Fortunato, una sorta di totem portafortuna per la nostra trasmissione. Ormai è una consuetudine il fatto che ci venga a trovare all'inizio o alla fine della stagione. Ad accompagnarlo questa sera è la straordinaria voce di Daniela Frangelli
Daniele Fortunato, Daniela Frangelli e Fabio Giusti
Daniela Frangelli
Non poteva mancare il nostro grande amico ed esperto di cinema, Claudio PofiNaturalmente non poteva mancare l'altro nostro amico, Mario Favini che ci ha presentato l'iniziativa letteraria "Fuori chi legge"
Daniele Fortunato
Daniela Frangelli
Una cruda verità quella che Alfa ci mette davanti in maniera volutamente un pò cruda. Ma in questo tempo in cui la cultura e l’amore per il fascino del passato vengono messi da parte per altri ideali certamente più labili è necessario scuotere un pò le coscienze.
La Pillola racconta di antiche lingue, un tempo parlate sul Lago d’Orta e oggi morte, o in via di estinzione.

Lingue morte

Stasera vi parlerò delle lingue morte. Non sto alludendo all’immonda lingua dei morti, quella usata dai Negromanti per animare i cadaveri. No, non vi parlerò di questa.
Parlo di lingue vere, di quelle che le persone usano per comunicare, per commerciare, per scambiarsi pettegolezzi, per dire “ti amo”. Lingue che sono come le persone: nascono, crescono, generano figli e muoiono. Pertanto esistono, o per meglio dire esistevano, lingue morte. 
Ci fu un tempo, un tempo di navi e avventurieri, in cui si commerciava 
usando la lingua degli Etruschi. Erano i tempi in cui i Rasenna (così chiamavano se stessi) erano i signori dell’Italia. Oggi di quella potenza non restano che lettere che a malapena riusciamo a leggere. Ci fu un tempo, un tempo di spade ed eroi, in cui l’Europa parlava il celtico. Allora le tribù dei Celti erano numerose come le foglie sugli alberi e loro era il dominio sull’Europa. Oggi di quella moltitudine non restano che minoranze ostinatamente aggrappate ai confini del continente. Ci fu un tempo, un tempo di biblioteche e poeti, in cui avreste potuto 
conversare coi saggi di tutta Europa in latino. Oggi che quella sapienza è scomparsa il tradurre brevi testi è una fatica insostenibile per la maggior parte di noi.
Ci fu un tempo, un tempo di campagne e contadini, in cui la saggezza parlava la lingua del popolo. Oggi che di saggezza avremmo un disperato bisogno, dobbiamo ricorrere a dizionari e libri e corsi per comprendere ancora il dialetto.

Paolo Franchini e la Lingua alla radio

La Lingua alla radio non è una strana ricetta ma è l'argomento che stiamo trattando che impone un tale titolo. Allora anche Paolo Franchini il nostro collaboratore ed autore noir si è calato nella parte suggerendoci alcuni spunti dal mondo dell'arte e preziosi consigli di lettura per l'estate sempre più prossima. Ecco un sunto di quanto abbiamo detto alla radio.

Anche stavolta si parte dal latino per capire da dove può arrivare il nostro termine “lingua”. Sembra proprio che derivi da “lingere”, ovvero “lambire”. In ogni caso, da sempre ha identificato l’organo situato nella bocca per distinguere i sapori ed emettere suoni. Un appunto importante: l’uomo può anche articolarli (e quindi parlare come fa) solo grazie all’arretramento dell’ugola nella cavità orale.
Tornando all’arte andiamo ad esplorare il mondo della pittura. La pittura, come ogni arte, è una lingua vera e propria. Anzi, una lingua a sè. Soprattutto in India, per la precisione a Kollam, dove vive e lavora il pittore Ani che usa la lingua come fosse un pennello. Un’indiscrezione: pare che all’inizio avesse provato anche col naso...

Per la musica, questa volta, segnalo un artista americano che si firma proprio “Lingua” e che nel 2006 ha pubblicato un album con un titolo davvero particolare: “L’odore della vita che avrebbe potuto essere”. Forse per via del proprio nome, il nostro Lingua ha pensato bene di mettere qualche assaggio della sua musica su Internet. Io non sono di bocca buona, lo ammetto, ma in giro si sente di molto peggio.

Qualche consiglio di lettura noir
La lingua rubata (di Sheri Holman)
Germania, 1483: frate Felix, un domenicano, parte per un pellegrinaggio in Terra Santa. E’ deciso a realizzare il sogno della vita, quello di venerare le reliquie, sparse qua e là per i santuari d’Oriente, di Santa Caterina di Alessandria per la quale prova una passione ossessiva. Una paurosa tempesta e il veliero su cui viaggia attracca in Grecia e qui Felix scopre che qualcuno ha trafugato i resti della martire. Il viaggio procede fra mille peripezie e il mistero si ripete: scompare una mano, poi un orecchio, poi la lingua... Un thriller dal Medioevo, un romanzo da weekend piovoso e tazza di tè.

Il gioco delle lingue (di Will C. Baer)
A Denver, fra i tetti e le fogne, bande di adolescenti simil-punk si dannano l’anima con un gioco di ruolo tanto strambo quanto violento. Quando qualcuno inizia a confondere la finzione con la realtà, la gente comincia a morire davvero. Il detective Moon e l’ex sbirro Poe, nel frattempo, danno il via a un’indagine ufficiosa per capire che fine abbia fatto l’agente Sky. Da questo all’essere risucchiati nel mondo pericoloso del “Gioco delle lingue”, dico un’ovvietà, il passo è breve. Tutti sembrano avere personalità multiple e, ben presto, anche il vecchio Poe comincia a perdere contatto con la propria identità. Una vicenda contorta per un noir da leggere con calma.

Il sapore del sangue (di Deon Meyer)
Tornata da Città del Capo dopo un viaggio di lavoro, Wilna scopre il cadavere del suo compagno Jan, un antiquario pieno di soldi e di interessi. Non solo ucciso, comunque, ma anche abbrustolito come una caldarrosta, legato a una sedia e ammazzato con un colpo in testa. Un’esecuzione in piena regola e un movente che pare fin troppo chiaro: nella cassaforte della villa non si trova più neppure un granello di polvere. Ma non mancano solo i soldi, sarebbe troppo semplice, perchè nel grande forziere era custodito anche il testamento del ricco antiquario. Una storia a volte lenta, forse per via dei frequenti flashback, ma comunque da leggere. Soprattutto oggi perchè viene proposta in edizione super-economica.

Il gusto del delitto (di AA.VV.)
Quindi racconti italianissimi fra piadine, parmigiano, lambrusco e mortadella. Un esperimento riuscito per unire l’enogastronomia emiliano-romagnola al delitto. Omicidi e vicende torbide fra fattorie e caseifici, nella nebbia della pianura padana, nel silenzio cupo e agrodolce di questa splendida zona. Tra gli autori anche Lucarelli e Valerio Massimo Manfredi, autori “di peso” e, forse per questo, davvero a proprio agio in questa piacevole antologia a sfondo culinario.

Fuori chi legge.Ascoltiamo il suono delle parole scritte.


In trasmissione stasera parliamo di una occasione originale per divertirsi utilizzando diversi linguaggi ed esprimendo la propria creatività. Vorremmo dare enfasi alle manifestazioni in cui il motore principale è soprattutto il talento e la libertà di espressione.

Sabato 13 giugno 2009, presso il Parco Europa di Sesto Calende, il Sistema Bibliotecario dei Laghi promuove la prima edizione di "Fuori chi legge!", un evento no stop completamente gratuito che, dal pomeriggio a notte fonda, celebrerà il mondo del libro e della cultura giovanile. Tantissime le attività in programma: dagli incontri con gli autori alle performance musicali, dai laboratori creativi agli spettacoli dal vivo.

Info e contatti
Biblioteca di Sesto Calende - tel. 0331.928160 
www.fuorichilegge.com | www.sblaghi.it

Marco Franceschini, le foto in bianco e nero, la Simca 1000 e la lingua salmistrata.

Ma perché nessuno fa più la lingua salmistrata, magari col bollito, il cotechino, la mostarda, la salsa verde... Forse voi a nord-ovest la mangiate ancora, ma qui ormai il salutismo è... devastante...! Io sono del ‘59, ma il carrello dei bolliti all’Hotel Astoria (dai, si chiamavano tutti Astoria, o Alla Posta, si chiamava così anche quello dalle vostre parti!) con il cupolone argentato, i contorni... la lingua, la punta era più tenera, poi diventava più fibrosa. Il puré e gli spinaci, i pomodori “gratin”... Era la fame degli anni ‘60, la fame dei bambini ai pranzi della Prima Comunione, braghette corte per i maschi, vestitino fru fru e cerchietto nei capelli per le bambine, con calzettoni bianchi operati per tutti, diciamo un orribile unisex...
La lingua, poi, la facevano le femmine ai maschi, per vendicarsi dello strappo alle trecce ed alle code di cavallo. Non sapendo che poi, da lì a pochi anni davvero, quelle bocche si sarebbero cercate con cieca, dolcissima, furibonda passione. Ma questa è un’altra storia, tutto un’altro
linguaggio...! Ed alla fine del pranzo eterno arrivava la pesca gialla sciroppata con il cioccolato fondente, l’amaretto... E le foto in bianco e nero, la noia dei piccoli durante le chiacchiere degli adulti, in attesa dell’ammazzacaffé... E fuori, sotto il pergolato, gli altoparlanti del juke box che strillava “...sei quiiiiii... davanti agli occhi mieeeeiii...!” con la voce nasale di Nico di Palo dei New Trolls. Le Giulia 1300 bianche e le Simca 1000 azzurre che cuocevano sotto il sole di maggio, tra la trasgressione irresistibile delle rosse 850 Coupé e delle 500 giallo senape.

Erano gli anni del Sottomarino Giallo.

Marco Franceschini

venerdì 5 giugno 2009

Sabato 6 Giugno: arriva Daniele Fortunato.


Anche per quest'anno siamo quasi in dirittura d'arrivo. La penultima puntata del secondo corso di Siamo in Onda ritorna a trovarci un caro amico della trasmissione: il cantautore novarese Daniele Fortunato. Sarà lui l'ospite musicale della serata. Parleremo della sua musica e ascolteremo live pezzi dal sua ep "Ad occhi chiusi" e sicuramente (come è solito fare da noi) qualche gradita sorpresa non mancherà.

Il tema della serata sarà LINGUA. Quante cose si possono argomentare intorno a questo vocabolo. I nostri autori si sono già scatenati e ne sentiremo delle belle. Sarà interessante anche interagire con voi ascoltatori o lettori del blog. La domanda che per l'occasione porremo a chi ci segue sarà: Quando avreste preferito mordervi la lingua per non dire una certa cosa? Potrete rispondere in diretta ai nostri contatti oppure anche subito inviando una mail a redazione@siamoinonda.it. Leggeremo in diretta i vostri contributi!

sabato 30 maggio 2009

Live a Siamo in Onda

Trentaduesima puntata di Siamo in Onda il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio. Il sound di questa sera è veramente straordinario e particolare e ci è offerto dai NineYears. Ecco le foto della serata.
I Nineyears in studio con Fabio, Fulvio e Claudio
I Nineyears nello studio

Claudio Pofi, Fulvio e Fabio
Umberto e Fabio
Ancora i Nineyears
Fulvio e Will K che ci ha presentato la sua nuova guida dei Misteri di Milano
Caludio e Fabio con parte dei Nineyars
Ivano Balabio e Maria Teresa Meardi
Un altro grande amico: Mario Favini

Paolo Franchini la barba e i capelli....

Come di consueto arriva in trasmisisone il nostro amico autore noir con il suo viaggio nell'arte e nei consigli di letteratura, stasera a tema "barba e capelli". Ecco un sunto di quanto detto in trasmissione e qualche consiglio in più per i lettori del nostro blog.

Barba ornamento antico non a caso abbiamo anche antiche reminescenze linguistiche.
Barba arriva dal latino, ma qualcosa sembra scivolare anche dall’anglosassone: si pensa derivi da “bar” (portare), quindi “barda” (ciò che l’uomo porta al collo).

Anche il capello deriva dal latino.
“Capitilus” (da “Caput”, ovvero testa) pare significhi “pelo che nasce agli uomini sul capo”.

Brevi passi nell’arte...a barba e capelli come risponde la pittura?
Voglio citare la tela “Il barbiere robot” dipinta da Franz Borghese, un pittore scomparso pochi anni fa e che, credo, abbia immortalato una bottega dove farsi tagliare i capelli o la barba senza dover parlare troppo di sè. A me non dà fastidio, anzi, ma spesso mi capita di trovare dal mio parrucchiere anche persone imbronciate e poco disposte a parlare anche di aria fritta, mentre la forbice e il pettine viaggiano tra le loro chiome. A loro, quindi, consiglio questo quadro, ma soprattutto di lasciarsi andare un po’ almeno in queste occasioni.

In musica si gioca in casa e l’argomento offre un assist imponente...
Come non citare per primo Rossini e il suo maestoso “Barbiere di Siviglia”? Un dramma comico in due atti che fa innamorare dell’opera anche i più refrattari.
Sempre in tema musicale, e qui i barbieri si arrabbieranno, a me piace parlare dei famosi “capelloni” che furono il fenomeno giovanile degli anni Sessanta. In America li chiamavano “beat”, ma anche hippy, e avevano uno scrittore di riferimento fra tanti: Jack Kerouac, l’autore di “On the road” (cioè “Sulla strada”), un libro che consiglio a tutti insieme alla sua biografia davvero interessante e, per certo versi, anche scioccante.


E a proposito di lettura parliamo di noir...e di brivido con alcuni consigli anche per l’estate che arriva...

*** La fredda lama della notte (di Peter Robinson)
In una calda notte, dopo la propria festa di laurea, Kirsten attraversa il parco e viene aggredita. Dopo alcuni giorni di coma, ricorderà solo due figure, una bianca e una nera, e scoprirà terribili ferite di coltello. Nulla, ovviamente, sarà più come prima. Nello stesso momento, in una cittadina di pescatori nello Yorkshire, arriva una giovane scrittrice che, anzichè scrivere e basta, cerca con determinazione una persona precisa. Per far decollare un romanzo noir tutto questo potrebbe bastare, ma l’autore decide di fare di più e aggiunge un serial killer che continua a uccidere ragazze sole.

*** Testimone allo specchio (di Mary Higgins Clark)
Un’agente immobiliare assiste a un omicidio e riesce a sentire le ultime parole della vittima. Da quel momento, la sua vita si fa incubo. La polizia la mette sotto protezione, le fa cambiare nome, lavoro e città, ma il killer le dà lo stesso la caccia. D’altronde, mettiamoci il cuore in pace, la vita di un testimone è sempre a rischio. E se poi c’è di mezzo pure l’amore...

*** La poltrona n 30 (di Ellery Queen)
Un avvocato piuttosto losco si reca a teatro per assistere a un dramma poliziesco e, quando cala, il sipario scende anche sulla sua vita. In altre parole, viene fatto secco. Il caso Ë complicato: chi sedeva nelle poltrone accanto alla vittima? e che fine ha fatto il cappello del morto? chi gli ha offerto il whisky che l’ha ucciso? La polizia non riesce rispondere a tutte le domande, ma quando arrivano i Queen, padre e figlio resi celebri dai telefilm regalati dal piccolo schermo, l’intricato enigma viene risolto con il consueto garbo e l’immancabile colpo di scena finale. Una vera chicca per gli appassionati dei gialli della “camera chiusa” perchè si tratta del primo e, forse, del migliore libro di Ellery Queen in circolazione.

*** Il diabolico barbiere di Fleet Street (di Anonimo)
A Londra, oltre a quella di Jack lo squartatore, si cela la storia di un misterioso assassino. Crudele e spietato risponde al nome di Sweeney Todd, un mostro che nasconde insane passioni, ma che appare come uomo rispettabile, un barbiere in quella Fleet Street dove diverse persone scomparse sono state viste per l’ultima volta. Uomini e donne diventati fantasmi per colpa del rasoio di Todd. Orrore nell’orrore: il barbiere non uccide in preda a impulsi folli, ma per un terrificante rituale: dopo aver fatto a pezzi le sue vittime, consegna i resti alla sua amante che ne fa dolci prelibati. Un capolavoro gotico, ha anticipato sia “Dracula” sia “Frankestein” e, dopo numerosi musical di successo a Broadway, Tim Burton ne ha tratto un film nel 2007 (con Johnny Depp nei panni del barbiere). Un consiglio da amico: leggete il romanzo prima di guardare il film che, come spesso accade, non c’entra nulla con il libro.

Queste e altre recensioni gialle e noir su www.paolofranchini.tk

Mario Favini e la vanagloria della città immortale.

L’abitudine di considerarsi invincibili, inattaccabili e intoccabili ha avuto un ruolo importante nella caduta di molti imperi. Oltre che a sopravvalutare le proprie forze, poi, molto spesso le grandi civiltà sottovalutano i nemici: considerare inferiori, incivili ed incapaci i propri avversari è una delle cause più frequenti della crisi e della rovina di regni e nazioni. L’esempio più lampante è quello dell’antica Roma, un impero che, prima di crollare, visse per secoli una lunga decadenza, ma che non mise mai in discussione la superiorità del proprio popolo su tutti gli altri.

Vanagloria
Di Mario Favini

I miei soldati hanno paura. Sono dei poveri stolti. Hanno paura di non essere capaci di reggere alla cavalleria nemica, hanno paura di perdere, hanno paura di morire. Temono di non essere in grado di sconfiggere un gruppetto di Germani ignoranti e puzzolenti, privi di qualsiasi preparazione militare. Fanno paura a molti, i barbari. Sempre più spesso attraversano il Reno,
e attaccano le nostre truppe. Ma bisogna essere dei codardi per temerli. Anche se ora combattono a cavallo, anche se sono grandi e possenti, in fondo non sono che bestie, con quelle barbe ispide e quei capelli lunghi. Non hanno uno stato, non hanno una patria, vivono come animali, come selvaggi, di caccia e di razzie. Come potrebbero mettere in difficoltà le mie truppe, come potrebbero impensierire l’esercito della grande Roma? Li massacreremo, e li costringeremo a giurare fedeltà all’Imperatore. Alcuni di loro li faremo prigionieri, e li porteremo nella città immortale. E quando, nell’arena, dovranno combattere le belve assetate di sangue, comprenderanno la forza del nostro popolo, la potenza dei figli della lupa. Capiranno che l’Impero non lo si può scalfire, e che loro, bestie selvatiche, non saranno mai in grado d’impensierire la nostra eterna, grande Roma.

Will K: la Milano che non ti aspetti


È un artista completo William Facchinetti Kerdudo. Gli ascoltatori di Siamo in Onda hanno più volte avuto occasione di conoscerlo come cantante e autore musicale. Questa sera scopriremo invece un altro volto della sua poliedrica arte: quello dello scrittore. L'occasione è l'uscita del suo nuovo libro: Milano, misteri e itinerari insoliti tra realtà e leggenda (Polaris Editore).

Una pillola di mistero
Il mostro della Bagnera

Nel 1888 le strade di Londra si sparsero di sangue e di vittime per mano dell’ormai celebre ‘Jack lo squartatore”, il primo serial killer riconosciuto della storia moderna. Molte indagini e molti sospetti, ma la sua identità rimane tuttora ignota. Ci troviamo invece nella seconda metà del 1800 quando a Milano si scatenò la furia omicida del “mostro della Stretta Bagnera”, nome attribuitogli dopo che furono rinvenuti dei cadaveri tagliati a pezzi nello scantinato di un palazzo in via Bagnera. Il modus operandi del mostro non lasciava scampo alle sue vittime che venivano uccise con una scure. La stessa arma veniva poi utilizzata per accanirsi ulteriormente sui cadaveri prima di essere seppelliti. Qual era l’identità del killer? Come accade nei migliori romanzi polizieschi, il meno sospettato. Il suo nome era Antonio Boggia, un anonimo e pacifico uomo sopra la sessantina. Muratore ed originario del comasco, si era trasferito a Milano aprendo un piccolo laboratorio nei pressi della centrale via Torino, più precisamente in via Bagnera, nota per essere la più stretta via di Milano. Successivamente si occupò anche di un altro lavoro: la gestione amministrativa di condomini. Certamente un impiego noioso e di routine, ma che gli permise anche di entrare indisturbato nei palazzi e soprattutto di poter scegliere con cura le proprie vittime. Il movente che lo spinse a perpetrare i delitti, era il denaro. Nell’arco di dieci anni uccise un manovale al quale sottrasse 1400 svanziche, un mediatore di granaglie dal quale ottenne 4000 svanziche ed un bottegaio che uccise per poi rivendere la sua bottega ed incassarne il ricavato. Commise il suo primo errore quando la sua potenziale quarta vittima, colpita alla testa, riuscì a fuggire. Boggia venne arrestato, ma ci fu un colpo di scena. La corte era ignara dei suoi precedenti delitti, non ancora scoperti. Inoltre in aula il Boggia si finse pazzo ed il processo si risolse in una semplice condanna a tre mesi di detenzione in un manicomio criminale. Tornato libero, riprese il suo precedente lavoro grazie all’incontro con Ester Maria Perrocchio, un’anziana molto benestante che era proprio alla ricerca di un amministratore che curasse un grande immobile di sua proprietà dove lei stessa viveva. La donna, assumendolo, era ovviamente ignara di aver appena firmato la propria condanna a morte. Poco tempo dopo, infatti, fu assassinata con un colpo di scure, tagliata a pezzi e seppellita in via Bagnera. Il figlio di Ester Maria Perrocchio, avvertì però le autorità. Questa volta le indagini si indirizzarono subito verso Antonio Boggia e, durante una perquisizione nello scantinato del suo laboratorio, si fece la macabra scoperta dei diversi corpi umani nascosti. Antonio Boggia venne nuovamente arrestato e questa volta con una condanna definitiva per impiccagione. Avvenuta il 18 novembre del 1861 ai Bastioni tra porta Vigentina e porta Ludovica, fu l’ultima esecuzione di un civile nella città di Milano.

Il libro
Universalmente riconosciuta come una città lavorativa, centro della Finanza e della Moda, Milano offre invece un lato meno conosciuto, ma altrettanto affascinante.
Nelle trame del tessuto cittadino e tra le pieghe delle vie frenetiche, le chiese e gli antichi palazzi arsi dal sole ed ingrigiti dalla nebbia, raccontano una storia millenaria. Una storia che inizia con fitti boschi dove sorgevano villaggi celtici per poi divenire possenti strutture romane ed ancora sfarzose ville rinascimentali. E poi voci che raccontano di santi, di personaggi illustri, ma anche di assassini, leggende e fantasmi. Un viaggio alla scoperta dei navigli scomparsi, dei segreti che si celano in luoghi celebri come il Duomo ed il castello Sforzesco, delle piazze dove sono state arse le streghe, dei simboli lasciati dai Templari e dai Massoni.
Una guida che col supporto di mappe, itinerari e testimonianze fotografiche accompagnerà i turisti ed i lettori più esigenti, alla scoperta di una città ricca di storia, architettura e curiosità.
Il sommario: - Due passi nella storia - I segreti del Duomo - Il Centro - Il Castello - Leonardo da Vinci a Milano - Il Diavolo, le Acque Miracolose e la Ca' Granda - San Lorenzo, Sant'Eustorgio, le Streghe e la Morte Nera - Sant'Ambrogio e i Templari - Tra Tombe, Massoni e Crociati - Porta Venezia, Brera e i Draghi - I Fantasmi di Milano - Misteri e curiosità in pillole.

L'autore
William Facchinetti Kerdudo è un artista poliedrico. Giovanissimo rientra nella rosa dei vincitori del ‘Premio nazionale di scrittura creativa di Ivrea’ pubblicando in una raccolta della Salani Editore (Gli adolescenti raccontano). Seguono inviti in qualità di ospite a trasmissioni tv su Rai2 (“io scrivo, tu scrivi” condotto dalla scrittrice Dacia Maraini) e radiofoniche su Radio2 (“28 minuti” condotto dalla giornalista Barbara Palombelli). Nel 2008 passa dalla narrativa alla realizzazione di guide turistiche. A primavera 2008 esce la sua ‘Guida ai misteri del lago Maggiore’ (Macchione editore). La prima edizione si esaurisce in pochi mesi ed è prevista una nuova ristampa per febbraio 2009. A primavera 2009 uscirà invece la sua guida sui ‘Misteri di Milano’ (Polaris editore) alla quale seguiranno presentazioni nelle maggiori librerie del nord italia. William Facchinetti Kerdudo collabora anche con siti web (www.laltrapagina.it) dove si occupa di recensioni musicali ed articoli su fatti misteriosi e su riviste di turismo a diffusione nazionale (Tuttoturismo).

In campo fotografico espone dal 2006 al 2008 in diverse personali nel nord italia. Nel 2007 una sua fotografia rientra nei ‘selection winners’ del premio nazionale ‘Quest of fashion’ presentato a Pitti Uomo (Firenze) mentre a fine 2008 rientra al terzo posto nella sezione italiana del ‘Premio internazionale Metro’. Per il 2009 ha in programma un nuovo ciclo di esposizioni.

Con lo pseudonimo Will K, William Facchinetti Kerdudo è anche musicista. Dopo aver condotto studi di canto lirico ed aver fatto parte di live cover band, intraprende la carriera solista. Nel 2002 e nel 2003 due sue cover vengono inserite nelle compilation della Cem Records. Il salto dalle etichette indipendenti alle major discografiche è breve. Nel 2006 collabora con Rosalinda Celentano nel progetto Movie Lounge ed incide un duetto per la universal insieme a Beppe Dettori, attuale front-man dei Tazenda. Segue una collaborazione in una compilation della Hit Records, dove viene inserito il suo brano originale ‘Mon amour’ arrangiato in versione latin. Nel 2007 propone il suo brano ‘Ce silence me devore’ a Einstein Doctor Dj che realizza tre versioni remix. La versione originale ed i remix diventano un cd-single distribuito dalla Virgin Digital. ‘Ce silence me devore’, ad eccezione del mercato italiano, viene trasmesso nelle maggiori discoteche europee arrivando ad essere suonato anche in Russia e durante le Beirut nights. Attualmente will k sta scrivendo nuovi brani in francese ed in inglese.

Perry Zona e quel vecchio gioco in scatola.


Indovina chi?

Ha gli occhiali? No. Ha i capelli castani? Sì. E’ Richard? No. Uhmmm…ha la barba? Sì.
Allora è David! Quante volte ci siamo trovati a giocare a Indovina Chi? Certo, nulla a che vedere con le consolle che ci sono adesso! In quel vecchio gioco in scatola, c’era questa moltitudine di personaggi, tutti differenti l’uno dall’altro, tutti rivolti verso di te. Protagonista indiscusso della loro esistenza, attendevano sorridenti di essere riconosciuti. E così imparavi a confrontarti, a capire che non siamo tutti uguali e che ci sono mille particolari che ci contraddistinguono. Alla fine qualcuno spicca più degli altri, per scelta o per moda o per carattere o per valore…o perché è semplicemente particolare. Mi sono immaginata una piazza gremita di gente, mi sono scelta una posizione che mi permettesse di osservare tutti e…ho iniziato a giocare. Dunque, che si mettano a pancia in giù tutti quelli con la cravatta!
Che si mettano a pancia in giù tutti quelli con le scarpe da ginnastica! Che si mettano a pancia in giù tutti quelli con gli occhi azzurri! Alla fine del gioco è rimasto solo un uomo in piedi, nel mezzo, sorridente ma per nulla sorpreso. Mi sono avvicinata per stringergli la mano, aveva una medaglia al collo. Mi ha parlato in un’altra lingua e si è presentato: Jack Passion dalla California, terzo classificato ai Campionati Mondiali di Barba e Baffi che si sono tenuti ad Anchorage in Alaska lo scorso 23 maggio. Da un gioco, una storia vera… Proprio vero che il mondo è bello perché è vario!

William Facchinetti Kerdudo torna a Siamo in Onda

Un bentornato speciale ad un amico della trasmissione che torna a trovarci. Solitamente il nostro pubblico lo identifica come musicista ma William è un artista a 360 gradi. Il motivo della sua visita stavolta è la presentazione della sua nuova guida sui Misteri di Milano che racchiude anche costanti riferimenti storici con la zona del lago Maggiore.

venerdì 29 maggio 2009

Sabato 30 Maggio: Una serata speciale con NineYears.


E' un vero evento radio quello che è previsto sabato sera. Anche i non amanti dell’elettroacustica rimarranno affascinati dalle avvolgenti e amniotiche atmosfere proposte live da Nineyears, ovvero, trip hop allo stato puro. Siamo in Onda presenta una compagine di musicisti esclusiva, una sinergia tra elettronica ed acustica in uno spettacolo intenso, in cui melodia, groove e improvvisazione si intrecciano in momenti hot e psichedelici dove non mancheranno atmosfere soft e rilassanti. Conosceremo Maximilien: voce agrodolce ed introversa e i suoi musicisti...per una serata da intenditori.

sabato 23 maggio 2009

Live a Siamo in Onda

Amici nuovi, amici di vecchia data, amici che sono venuti a ritrovarci in questa nuova puntata di Siamo in Onda, il salotto radiofonico di Puntoradio.
E come dicevamo sono venuti a trovarci di nuovo gli Egin con il loro fantastico e straordinario sound.
Le foto della serata:
Gli Egin
Fabio Giusti ascolta intensamente gli Egin
Umberto
Fabio Giusti e il nostro esperto di cinema e grande amico Claudio Pofi