lunedì 19 marzo 2012

Racconto: Alquerque


Quello che vi stiamo per raccontare è un episodio di storia passata, forse mai avvenuto ma comunque plausibile. Parla delle regole di un gioco antico, antenato della dama, che si chiamava Alquerque.


“Conosci le regole per giocare ad Alquerque?” chiese il vecchio frate fermandosi all'improvviso sotto il portico del chiostro di Sant'Eustorgio. Ottavio lo superò di un paio di passi prima di accorgersi che il frate non era più al suo fianco. Alzò la testa e vide che la mano rugosa del vecchio indicava una scacchiera incisa sulla superficie del muretto.

Il domenicano estrasse una manciata di pietre bianche e nere da un sacchetto appeso alla sua cintura e le appoggiò di fianco alla scacchiera.
“Pensavo ci tenessi un rosario!” esclamò il ragazzo mentre il frate si accomodava la tonaca per sedersi.
“Lo pensano in molti!” rispose il vecchio lasciando filtrare un sorrisetto tra le rughe che gli incorniciavano gli occhi. Il ragazzo restò a fissarlo basito mentre divideva le pietre in base al colore. Il frate gli lanciò un'occhiata di incoraggiamento e il giovane si scosse.
“Ci si muove in avanti, in diagonale o di lato di una sola posizione, si devono mangiare le pedine dell'avversario, si possono mangiare più pedine alla volta e in quel caso si può anche retrocedere.” rispose il ragazzo d'un fiato, sedendosi a cavalcioni del muretto e disponendo i suoi pezzi sulla scacchiera.

“Ho smesso di trastullarmi con questi giochi quando ho lasciato casa per diventare ambasciatore. Ci giocavo da piccolo, con i miei fratelli. Poi ho dovuto usare il mio tempo per imparare a cavalcare, parlare le lingue, tirare di spada...”
“Lo so,” interruppe il frate facendo la sua mossa “ti hanno mandato da me apposta perché ti rinfreschi la memoria e ti alleni a giocare ai passatempi in voga nelle corti dove dovrai andare.”

Ottavio mangiò un paio di pedine al frate e le aggiunse al mucchietto vicino alla sua coscia. “Ero piuttosto bravo da ragazzino a questo gioco.”
“È questo il problema.” commentò il vecchio scoprendo una pedina e costringendo il giovane a mangiarla. “Se capiscono quanto sei intelligente, la tua missione verrebbe compromessa. Devono sentirsi a loro agio quando ci sei tu in giro. Useranno i giochi per valutarti. Non ti devo allenare a vincere, ma a perdere con discrezione!”



Alquerque di Francesca D’Amato


Nessun commento: