sabato 29 novembre 2008

Live a Siamo in Onda

Altra nuova puntata di Siamo in Onda. Nella foto il nostro capitano Fabio Giusti con Marco l'equi-librista e Umberto.

Ospiti di questa puntata i "Motorino di Nicola"
E' ritornata a trovarci Marta "la vicina" e come potete notare dall'espresione, è molto in forma...


Come promesso, sono venuti a trovarci i Moksha a presentare il loro nuovo brano "Ostacolo"

Alessandra e Chiara che hanno fondato il fun club dei Moksha.

Il Lago dei Misteri e la Vipera Viscontea.

Alla radio Marco l'Equi-Librista legge il nuovo racconto del blog Il Lago dei Misteri. Questa volta si tratta di un episodio storico.
Nel maggio del 1529 Giulio Visconti, detto il Viscontino, che non aveva mai smesso di molestare gli uomini e i villaggi della Riviera d’Orta, organizzò una nuova spedizione e partì alla testa di un centinaio di uomini, tra fanti e cavalieri. Dopo aver saccheggiato Ameno diresse su Armeno, ma all’altezza del Monte Duno gli uomini di Riviera diedero battaglia. Il Viscontino fu ucciso e con lui caddero oltre ottanta dei suoi uomini. 

La potenza della Vipera

Cavalcava orgoglioso, lo sguardo fiero sotto l’elmo d’acciaio. Giulio Visconti, detto il Viscontino, aveva appena dato una dimostrazione di potenza ai testardi abitanti di Ameno. I suoi cento bravi, scesi nottetempo da Massino e da Arona erano sciamati per le vie del paese, sfondando le porte e costringendo molti ad aprire i forzieri. Alcuni dei più facoltosi ora lo seguivano in catene, per essere rilasciati dietro un cospicuo riscatto. Ancora una volta la Vipera Viscontea aveva mostrato il suo potere, incutendo il terrore tra le genti della Riviera d’Orta. Ora intendeva saccheggiare Armeno prima di tornare ancora una volta vincitore, portando con sé bottino e prigionieri. Potevano ben suonare a stormo le campane: nulla e nessuno poteva contrastare la potenza della Vipera...
Fu nei pressi del Monte Duno che iniziò a vederli. Uomini armati di falci, asce, picche, alabarde, spade, archibugi e ogni altro strumento potesse ferire o uccidere. Uscivano dai boschi e scendevano dalle colline, silenziosi e compatti. Erano uomini di Riviera, accorsi da ogni paese al suono delle campane, per dare battaglia alla Vipera. Ordinò la carica, pensando di disperderli facilmente. Comprese presto di aver commesso un errore: il terreno era fangoso e i cavalli erano costretti a rallentare. Allora da tutte le parti si udì un grido solo: “ammazzalo, ammazzalo!” Vide i suoi cadere da ogni parte, travolti da quell’onda inarrestabile, resa forte dal numero e dal ricordo dei furti, degli stupri, degli omicidi. Quando vide la Vipera a terra Giulio Visconti, detto il Viscontino, fuggì. La sua fuga fu fermata da un colpo di archibugio e il suo cadavere straziato fu trascinato dal cavallo fino alle porte dell’Inferno.



I Menestrelli: Raccontano di un uomo dalla barba bionda e dalla camicia rossa venuto per fare l'Italia...

Qualche tempo fa abbiamo avuto il piacere di leggere il pezzo di una neo-menestrella. Il suo nome è Antonella Mecenero e stasera torna con un nuovo racconto. Nemmeno Antonella ha potuto esimersi dal fare doppi sensi sul “fattore di potenza” e il “contadino della Basilicata”... ma nella sua storia si evince un nesso storico che ci riporta alla memoria i fermenti legati alla volontà di fare l’Italia.

IL FATTORE DI POTENZA.
Si sentono spari lontani, le mucche alzano la testa e poi riprendono a ruminare. L’ho detto al padrone e lui mi ha risposto di portare le vacche al pascolo. In tre anni l’erba è cresciuta sul rudere della casa crollata. Ho portato le mucche qui, per stare più vicino a mia madre, che riposa sotto le macerie. Quando c’è stato il terremoto, ho chiesto aiuto al padrone, lui ha risposto di portare le vacche al pascolo. Ieri, dopo la messa, il prete mi ha preso da parte. Ha detto che mio figlio ha orecchio pronto e cervello fino, di chiedere al padrone di farlo studiare. Il padrone dice di insegnargli a portare le vacche a pascolare. Si sentono degli spari lontani, c’è chi dice che sono banditi, chi patrioti. Per le strade, a Potenza, c’è chi canta il “Va’ pensiero”. Raccontano di un uomo dalla barba bionda e la camicia rossa venuto per fare l’Italia e cambiare le cose. Io sono il fattore del padrone, figlio del fattore del padrone, conosco solo le strade di Potenza e i pascoli buoni sulle colline. L’Italia non so cos’è. Ma so che voglio un futuro più ampio di queste montagne per mio figlio.
Oggi lascio le mucche qui, vicino alla tomba senza lapide di mia madre e prendo il fucile.
Sono solo un fattore di Potenza, ma vado a fare l’Italia, a scoprire cos’è. Vado a prendere il futuro per portarlo a mio figlio.

Antonella Mecenero

Moksha: il rock è Esigenza



In attesa di dedicare loro un'intera serata live a Siamo in Onda, sono tornati questa sera a farci una breve visita i Moksha, una rock band che seguiamo con un certo interesse ed affetto. Per tanti motivi: un po' perché sono novaresi come noi, un po' perché il loro sound è contagioso, un po' perché con loro collabora il nostro amico Ray Heffernan (voce del giovedì sera di Puntoradio). Ma anche perché gli occhioni della giovane Alessandra Sancio, front-woman della band, sono una calamita.
Benvenuti ai Moksha, dunque, e a "Esigenza" loro album imminente di cui “Ostacolo” è il primo singolo: tre minuti di pop rock incalzante e travolgente, dominati dalla calda voce di Alessandra.
“Ostacolo”, così come “Esigenza”, l’album da cui è tratto, vede la collaborazione di Daniele Persoglio, già noto per aver prodotto i Finley e molti altri artisti: il disco, grazie al suo lavoro, è dominato da un sound rock ancora più moderno e accattivante, e “Ostacolo” ne è la perfetta dimostrazione.
Il testo e la musica di “Ostacolo” sono di Michele Pollini, chitarrista della band, Alessandra Sancio e Stefano Anchisi. Durante la realizzazione di “Esigenza” la band ha collaborato anche con Davide Nonino, scrittore di Udine: il risultato è un disco maturo, moderno, sia nei testi che nel sound, e “Ostacolo”, che ne rappresenta l’anima più allegra, si rivela un perfetto singolo apripista, irresistibile e coinvolgente.



BIOGRAFIA
I Moksha nascono nel 2001 dall’incontro di Alessandra (voce) e Michele (chitarra). Dopo i primi due anni, dominati da un’intensa attività live, nel 2003 partecipano a Sanremo Rock, dove si classificano tra i primi 15 gruppi emergenti d’Italia. Carichi del risultato, iniziano a lavorare al disco d’esordio autoprodotto, grazie al quale firmano un contratto con URLO Music, distribuzione EMI. Dopo il fallimento di URLO Music non demordono e si dedicano all’attività live fino al contatto con Vittorio Sassudelli di Event Sound Promotion, che diventa il manager della band. E’ il 2004, e da settembre il video di Giochi Sparsi, singolo tratto dal primo album omonimo, trova spazio nel palinsesto di Match Music per sei settimane e il brano entra nella playlist di diverse radio indipendenti di tutta la penisola.
Il 2005 vede i Moksha protagonisti di due episodi importanti: un concerto al Rolling Stone di Milano e un’intervista a Verissimo, in onda su Canale 5.
Negli anni successivi, dominati dall’attività live, la band inizia la lavorazione di “Esigenza”, il nuovo album, che piano piano prende forma, e che vede Michele collaborare nella stesura dei testi con Ray Heffernan, un artista irlandese. Ed è proprio in Irlanda che i Moksha organizzano un mini tour promozionale nel febbraio del 2008, suonando in diversi locali e a Balcony TV, una tv musicale, che li nominerà durante i Balcony TV Awards tra i 5 migliori artisti stranieri. Nel frattempo viene girato il videoclip di “Ostacolo”, la cui regia è affidata a Martin Tadilli.
Nel settembre 2008 la band sigla un accordo con TheSpacelab e inizia la collaborazione con Daniele Persoglio (produttore, tra gli altri, dei Finley) per la produzione del nuovo album “Esigenza”. A novembre esce il primo singolo tratto da “Esigenza”: “Ostacolo”, accompagnato da un videoclip, in rotazione su All Music.
I Moksha sono: Alessandra Sancio (voce), Michele Pollini (chitarra), Carlo Curino (synth/samplers), Lorenzo Mora (basso) e Nicola Atzeni (batteria).




Vota "Ostacolo" sul sito AllMusic: clicca qui.

Solo per i lettori del Blog una chicca dei Menestrelli

Mentre attendiamo che la scaletta ci indichi il momento per trasmettere alla radio il racconto dei Menestrelli, crediamo possa essere piacevole per i fruitori del nostro blog regalare un contenuto extra. Antonella Mecenero ha tirato fuori dal cilindro una bellisima prosa, che interpreta il fattore di potenza, dal punto di vista di un fenomeno che dilaga, appunto, esponenzialmente...Leggetela e scoprite qual’è il fenomeno: il titolo del racconto è:

L’UOMO VENUTO PER FARE DEL BENE.
L’uomo venuto per fare del bene arrivò a piedi. Spuntò all’alba dalla strada per Marsiglia, aveva un vecchio saio consunto, occhi ardenti e la verità in tasca. Il prete del paese dubitava che si trattasse davvero di un frate, ma quando l’uomo si mise a predicare in piazza, si sistemò in prima fila. Se anche qualcosa nelle sue parole sapeva un poco di eresia, si trattava pur sempre di una voce nuova, merce rara nel paese. Lo straniero aprì le braccia e con voce tonante ricordò alla folla la brevità della vita e lo sguardo rabbioso di Dio sempre attento ai loro peccati. Poi sorrise, rasserenato e invitò alla bontà e all’unione poiché lui era giunto per fare del bene e lasciare la pace nel cuore della cittadinanza. Di fianco al prete, la vedova e lo storpio avevano gli occhi lucidi di commozione. Il predicatore se ne andò già nel pomeriggio, con un vago mal di testa e la coscienza a posto. Lo storpio non ricevette mai tante elemosine come quel giorno, frutto del vago desiderio di espiare che era rimasto come un profumo nell’aria. La vedova andò a trovare le tre figlie per rappacificarsi con i loro mariti. Il prete, dal canto suo, si trovò la chiesa piena e fece notte con le confessioni.

Era l’inverno tra il 1347 e il 1348. L’uomo venuto per fare del bene morì una settimana dopo e non seppe mai di essere stato lui a portare la peste in Italia

Antonella Mecenero

Perry Zona e...il FacciaLibro

“Ogni volta che mi metto a scrivere imparo qualcosa di me, e qualcosa del mondo! Se non è potenza questa!!!” Così mi scrive l'affezionata blogger di Siamo in Onda Perry Zona. Ed allora è il momento di presentare la sua nuova creazione
si intitola: Tratto dal Faccia Libro.

Tratto dal FacciaLibro
“Intendi quindi una breve relazione sulla definizione di fattore di potenza che coincide con il coseno dell’angolo di sfasamento, solo se il regime è sinusoidale,, ...Così è iniziato l’approccio del mio primo amico sul FacciaLibro.
Mannaggia a me e a quando gli ho confermato l’amicizia! Questo tizio alle superiori era un mago in fisica. Qualcuno sostiene che questo social network che ha spopolato e popolato il mondo della rete, sia nato inizialmente per dare la possibilità a chiunque di lasciare un ricordo tangibile di sè sulla faccia di questa terra. Ma se basta un click e ti cancellano l’account!
Se sei sposato e pensi di aver trovato il tuo angolo privato dove gozzovigliare liberamente privo di responsabilità, basta un tag ad una foto con la bionda della tabaccheria sotto casa dove compri i biglietti del tram, e sei fregato. Certo, è bello conoscersi, far sapere chi sei, cosa sei diventato, cosa stai combinando in un preciso istante...ma ci vuole testa per tenere sotto controllo una potenza che non si conosce. Ecco cosa tentava di spiegarmi il mio ex compagno delle superiori. Questo FacciaLibro eccome se ha potenza! Enorme.
Storie comuni di ritrovamenti ma anche storie semplici non tanto comuni. Come quella di un tipo che si è iscritto perchè tanto tempo fa si era follemente innamorato di una sua compagna di università. Studiavano insieme quasi ogni giorno, andavano al cinema, in piscina. Mai un bacio, solo mille parole ascoltate e reciprocamente raccolte nel cuore e tanti abbracci. Poi la laurea. Poi i mille impegni di ciascuno, così si sono persi di vista. Lui allora l’ha cercata un po’ alla vecchia maniera. Annuari. Indirizzo di casa dei genitori. Nome del marito. L’ ha trovata sul Faccia Libro. Il profilo è semplice, pochi amici ma buoni. Molte foto di una bimba. E una sola adesione ad un gruppo: “Quelli che danno la vita per la vita”.
Questo tipo ha ritrovato la sua compagna dell’università e ora ne è ancora più innamorato. Perché nonostante la malattia che l’ha colpita poco dopo il matrimonio, ha dato alla luce sua figlia. E’ la potenza dell’Amore che non possiamo spiegare con banali formule o arcane definizioni.

Live: il Motorino di Nicola


Lo spazio live di questa sera ospita un'originale band milanese: Il motorino di Nicola.
Il gruppo nasce sul finire degli anni novanta ad opera di Corrado de Lorenzo (voce e chitarra), Tiziano Del Cotto (basso) e Ferruccio Gattuso (batteria).
In questo decennio ha alternato stagioni musicalmente intense ad alcuni periodi di pausa trascorsi a raccogliere energie, motivazioni e storie da trasformare in musica.
Da un anno e mezzo la band é tornata in pista con il chiaro proposito di concentrarsi sulla produzione propria ed è attualmente impegnata nella promozione della sua fatica discografica dal titolo "40".
Lo show proposto dal motorino di Nicola é quindi prevalentemente composto da brani originali in italiano ma non manca un omaggio al panorama rock internazionale fatto di brani noti e meno noti di grande firma comunque rivestiti di un sound personale, scattante, spigoloso e potente.

Stasera: il Fattore di Potenza

Ebbene si...è Il Fattore di Potenza di tema filo conduttore della serata. Aiutateci a considerarlo anche in maniera easy e creativa al di là delle fredde considerazioni matematiche. Scriveteci i vostri contributi per arricchire la trasmissione.
Intanto ci mettiamo un pò del nostro invitando una formazione dal curioso nome: Il Motorino di Nicola. Il loro show è prevalentemente composto da brani originali in italiano ma non manca un omaggio al panorama rock internazionale fatto di brani noti e meno noti di grande firma comunque rivestiti di un sound personale, scattante, spigoloso e potente. Il gruppo vive, suona e lavora a milano e dintorni.

Di che potenza sarà questo Motorino? Presto ne sapremo di più.
Vi aspettiamo dalle ore 21.



giovedì 27 novembre 2008

Live a .... Fatti Sentire

Anche questa settimana abbiamo fatto visita a Ray Heffernan cantautore irlandese nonchè conduttore della trasmissione Fatti Sentire che vuol dar voce a cantanti e autori indipendenti.
Ospite della trasmissione il cantautore irlandese Caruso.
Per avere maggiori informazioni sulla trasmissione potete collegarvi al bolg http://myspace.com/fattisentire

Altri ospiti importanti della trasmissione, i Moksha (che verranno a trovarci anche sabato sera) e che ci hanno "fatto sentire" la loro nuova canzone "Ostacolo", tratta dal prossimo cd "Esigenza" in uscita a Gennaio 09. Potete visitare il sito all'indirizzo http://www.moksha.it e votare il loro video in onda su AllMusic e MatchMusic.

sabato 22 novembre 2008

Live a Siamo in Onda

Iniziamo una nuova puntata di Siamo in Onda. E iniziamo alla grande con una grande amico: Claudio Pofi

e non poteva mancare anche Marco l'equi-librista.

Con noi Vittoria Folino componente della Corte dei Miracoli che ci ha letto il brano "Di che segno è il viaggio"
Cristina Medina componente della Corte dei Miracoli che ci ha letto un pezzo di Federico di Leva (foto) dei Menestrelli di Jorvik

il Lago dei Misteri: chi era quella pupa?

Sapete quanto il mistero possa far breccia nella mente di ognuno di noi e quanto i racconti misteriosi possano catturare la nostra attenzione e la nostra curiosità.
Il blog www.illagodeimisteri.it che informa su leggende, fatti strani che gravitano intorno al Lago d’Orta ci regala un'altra pillola di mistero.
La Pillola di mistero di questa sera è un omaggio ad una famosa leggenda metropolitana
e al paese fantasma di Ingravo, che sorgeva dove ora si trova il cimitero di Bolzano Novarese. Marco l’Equi-Librista lo ha letto in onda per voi...per chi se lo fosse perso alla radio eccolo qui sotto riportato fedelmente.


La pupa e il motore

Stavo salendo sulla mia nuova Porche, fuori dal solito bar di Arona, quando la vidi. Una pupa di quelle che ti lasciano a bocca aperta. Carrozzeria da urlo, accessoriata al punto giusto, sguardo smarrito. «Puoi darmi un passaggio?» mi chiede «Dovrei tornare a casa...» «Ti porto anche in Paradiso, se vuoi!» le rispondo. La faccio salire, aprendole la portiera. Un po’ di cavalleria
non guasta per creare la giusta atmosfera. Le chiedo dove abita. «A Bolzano» mi risponde con un filo di voce. Sfodero uno dei miei sorrisi scioglicuore, ingrano la marcia e parto sgommando.
Mentre i fari squarciano le tenebre davanti a noi, inizio ad accordare le distanze tra di noi. Il motore è la musica che fa da sottofondo al canto delle mie parole, che la carezzano gentilmente, tessendo attorno all’uccellino una rete da cui non potrà fuggire. La vedo giocherellare con una ciocca di capelli, segno inequivocabile che le mie parole stanno centrando il bersaglio.
Stiamo uscendo da Invorio quando parla nuovamente. «Voi uomini avete parole dolci, ma i vostri gesti, poi, ci feriscono...» Rimango un po’ sorpreso da quelle parole, ma non mi scoraggio. Se fosse mia abitudine fermarmi alle prime difficoltà non avrei il carniere pieno di prede. Mentre infilo le curve lungo la palude assesto i colpi definitivi, dicendo quelle parole a cui nessuna donna potrà mai resistere. Quando imbocco la salita, dopo il ponte sull’Agogna,
sono certo di averla in pugno. «Fermati qui» mi dice, infatti, poco dopo l’ultima curva. «Davanti al cimitero?» domando ironico. «Sono arrivata. Non vuoi scendere da me?»
In quel momento sento un brivido gelato. Mi volto verso di lei, ma non vedo nessuno.
Il giorno successivo ho dovuto far cambiare il sedile della macchina...

I Menestrelli: "Quella fatina sul tappo del radiatore..."

Parlando di motori, di auto nello specifico...chi non conosce quel simbolo prestigioso che compare sul cofano di una delle auto più note per la sua classe e la sua storia.
Stiamo parlando di quella piccola Nike che conferisce pregio ed eleganza alla Rolls Royce.
Una icona che affonda le proprie radici nella culla delle nostre civiltà e che tuttora colpisce con le sue forme così sensuali. Continua la collaborazione con i Menestrelli di Jorvick che scrivono per noi brani suggestivi che vivono paralleli al corso della storia e questa sera la penna di Federico di Leva ha costruito intorno a questa fatina che simboleggia la vittoria un nuovo affascinante racconto.


Donne e Motori: “Spirit of Ecstasy”

All’epoca le automobili erano assai diverse da oggi. E non solo per via del loro aspetto, che oggi ci appare tanto antiquato, ma anche per il modo in cui venivano costruite, e sottoposte a regolare manutenzione, e lucidate, ed ostentate da chi poteva permettersele, ed invidiate da chi poteva soltanto sognarle. Erano amate, ma non se ne era schiavi. Certo, vi erano quelli che, per un eccesso di devozione nei loro confronti, decidevano di adornarne il cofano esponendo loghi, emblemi, simboli, talvolta in segno di scaramanzia. Erano i primi anni del novecento.
Il mondo stava ammalandosi di nazismo e, forse, di scaramanzia ce n’era anche bisogno.
Di certo sentiva il bisogno di apporre un emblema sul cofano delle proprie automobili il signor John Walter Edward, proprietario della casa automobilistica Rolls-Royce.
E così John commissionò a Charles Sykes la realizzazione di una scultura. Charles avrebbe dovuto ispirarsi alla bellezza stessa, alla Nike di Samotracia, ma ancora di più alla splendida Eleanor Velasco Thornton.
John lo fece poiché non aveva altro modo per dichiarare al mondo che era innamorato della signorina Eleanor. La sua segretaria. La sua amante. La sua Emily...E poiché non poteva raccontare a tutti di quello che provava per lei, decise di farle un regalo.
Per questo motivo, da allora, le Rolls-Royce hanno una fatina sul tappo del radiatore. E sebbene quella fata abbia visto cadere le bombe di due guerre, nonostante sia sopravvissuta alla morte di John e ai cambiamenti del mondo, lei continua a volare, a poco più di un metro da terra, sul cofano delle auto più prestigiose del mondo, per raccontare ad ogni persona che la osservi che lei è Eleanor, che John la ama, e che donne e motori non sono mai andati così tanto d’accordo.

Federico Di Leva
Arona, 06 novembre 2008


Perry Zona e...la Creazione.

Donne e motori, il tema della serata, sono stati raccontati dalla nostra affezionata blogger Perry Zona come un pazzo carosello di colori e qualità in una originale novella della loro creazione.

La creazione
Il primo giorno Mister Petrolio creò la ruota, che fu una, poi doppia, pure triina e infine quadrupla. Nello stesso istante Dio decise di creare una donna attorno ad un cuore pulsante amore. Videro che erano cose ben fatte e continuarono.
Il secondo giorno Mister Petrolio modellò plastica e ferro a sua immagine e somiglianza, unendo il tutto alle quattro ruote. Poi aggiunse pedali ed inventò il volante ed il servosterzo.
Allo stesso tempo Dio creò per la donna calde braccia avvolgenti e gambe sinuose e affusolate.
Il terzo giorno Mister Petrolio aggiunse bulloni, viti e somministrò pastiglie. Applicò potenti fanali e ideò lo specchietto retrovisore. Nello stesso momento Dio inventò il mascara ed il rossetto e regalò alla donna occhi brillanti e labbra carnose.
Il quarto giorno Mister Petrolio plasmò il cruscotto ed il cambio automatico, aggiunse i paraurti ed inventò il rilevatore acustico di ostacolo. Dio fece alla donna mani sensuali ed un petto prosperoso...solo dopo suggerì a Mister Petrolio di inventare comunque l’air bag!
Il quinto giorno Mister Petrolio forgiò i pistoni, le candele, condì con dell’olio e realizzò kilometri e kilometri di asfalto da percorrere. In quell’istante Dio munì la donna di corde vocali e voce suadente e creò per lei un mondo intero a cui chiedere informazioni.
Il sesto giorno Mister Petrolio ultimò la sua opera con vernice metalizzata, le cinture di sicurezza, un roboante motore e...i sedili reclinabili. Solo allora Dio pensò di creare anche l’uomo.
Il settimo giorno la donna si trovò al volante in preda ad una crisi isterica mentre l’uomo al suo fianco urlava frasi sconnesse: metti la freccia, attenta al marciapiede, rallenta, accelera, lascia la frizione, frenaaaaaaa!!!
La settimana successiva e quella dopo ancora, Dio decise che avrebbe osservato dall’alto le sue due creature, nella fondata speranza che avrebbero imparato presto a convivere
nell’amore. Mentre Mister Petrolio...bè, decise che avrebbe raggiunto le stelle
e toccato il fondo del barile a fasi alterne...
...ed il mondo iniziò a girare in mezzo ai suoi mille luoghi comuni!

A Siamo in Onda ospite a sorpresa il pilota di rally PIERO LONGHI

Nel collegamento con la nostra vedetta di OrtaBlog Fabio Tozzini abbiamo parlato del Monza Rally Show che si è tenuto giorni fa e che ha conferito lustro e visibilità al nostro Lago d'Orta. Merito della performance di Piero Longhi che ha vinto la prima prova speciale del Monza Rally Show. Il pilota della Subaru ha ottenuto il miglior tempo beffando Valentino Rossi per soli sei decimi di secondo.
Ed eccolo Piero Longhi che ci ha raggiunti telefonicamente per un saluto ed un breve botta e risposta e qualche curiosità.
Piero Longhi è un campione delle nostre terre è nato a Borgomanero il 12 dicembre 1965. Una grande passione lo anima, quella per le nuove tecnologie e fin da piccolo viene attratto dagli sport motoristici. Qualche esperienza nel motocross e nei kart poi, a 20 anni, finalmente la possibilità di cimentarsi nella disciplina preferita, i rally. E comincia una luminosa carriera che ancora oggi lo vede indiscusso protagonista.

giovedì 20 novembre 2008

Live a .... Fatti sentire

Nuova puntata della trasmissione Fatti Sentire condotta dal grande Ray Heffernan dove viene data voce ai telenti musicali nascosti che altrimenti non potrebbero far conoscere la loro bravura.
E come al solito il blog di Siamo in onda si è attivato per dare supporto al nostro grande amico.
Potete trovare tutte le informazioni sulla trasmissione collegandovi al blog http://myspace.com/fattisentire

Gli ospiti di questa serata sono i Vapour Trail gruppo. Potrete trovare le informanzioni sul loro al blog http://myspace.com/myvapourtrail

E tra gli amici non poteva mancare Fabrizio Trabucco in arte Naso che come ci ha ricordato Ray è stato il primo a dargli la possibilità di cantare.
Naso invita tutti al Naso's Party 4° edizione "Crazy Hair" (la festa del capello pazzo) che si terrà domani 21/11 alla Rocca di Arona dalle 1,00. Il ritrovo è allo 049

martedì 18 novembre 2008

Ettore Mo si racconta a Puntoradio



“Sentire l’odore della guerra”

Se la storia di tanti Paesi ci è più vicina e, forse, più semplice da comprendere, il merito va a chi, come Ettore Mo, ha scelto la prima fila per vedere e descrivere di persona la verità.
I suoi occhi hanno visto cose che una vita non basta a spiegarle. Le sue mani hanno stretto migliaia di mani. Ha raccolto desideri, emozioni, confidenze di persone capaci di segnare il destino del mondo.
Nei luoghi più caldi ha sentito le bombe sopra la sua testa. Come dice lui, ha sentito “l’odore della guerra”.
Ascoltare le parole di Ettore Mo è respirare frammenti di storia del nostro tempo.

Inviato speciale del Corriere della Sera e tra i più noti corrispondenti di guerra italiani, il giornalista novarese è stato nei giorni scorsi ospite dello staff di Siamo in Onda.
Una chiacchierata a tutto tondo in cui ha raccontato dei suoi straordinari incontri: Madre Teresa, Pavarotti, Dolores Ibárruri, Indro Montanelli, Ahmad Shah Massoud (il Leone del Panshir). E ancora l’Afghanistan, la Bosnia, la Londra dei Beatles e il Vietnam. Tante le domande sul ruolo del giornalista e i nuovi orizzonti dell’informazione. E ancora qualche considerazione sul nostro Paese e i luoghi della sua infanzia.

Puntoradio trasmetterà nei prossimi giorni la registrazione dell’intervista:

Venerdì 21 novembre
la versione integrale
a partire dalle ore 21 (in replica anche alle 22 e alle 23)





ETTORE MO
È nato a Borgomanero nel 1932. Inizia presto a viaggiare: le prime esperienze forniranno una solida base a quello che poi diventerà un cronista di guerra o come lui ama definirsi un "giornalista da strada".
Si presenta a Piero Ottone, corrispondente londinese del Corriere della Sera, per ottenere un posto come giornalista. Così inizia la sua carriera, composta da una lunga e dura gavetta, fino al primo incarico come inviato speciale nel 1979.
La sua indole giovanile da viaggiatore lo aiuta nei Paesi, in cui si consumano sanguinose guerriglie: così va dall'Afghanistan al Tibet, dall'ex-Jugoslavia alla Cecenia, dal Kazakistan a Timor orientale. Ora Ettore Mo è un giornalista di successo, vincitore, tra gli altri, dei premi "Hemingway" e "Saint Vincent", autore di molti libri straordinari tra cui "Sporche Guerre", "Kabul", "Treni", "I dimenticati".

sabato 15 novembre 2008

Live a Siamo in Onda

Iniziamo alla grande questa sera. Ospitiamo l'amico, cantante e ormai anche dj Ray Heffernan. Ricordiamo che Ray tutti i giovedi sera conduce su Punto Radio la trasmissione Fatti Sentire che ospita nuovi gruppi emergenti indipendenti.

Con noi Alessandro Floriani che ci ha parlato delle sue esperienze di volo dapprima come pilota di aerei militari e poi di aeromobili civili. Un'esperienza davvero unica.

Altri ospiti della serata di Siamo in Onda: i Nerocristallo, gruppo giovane novarese che abbiamo avuto modo di conoscere giovedi scorso durante la trasmissione di Ray Heffernan "Fatti Sentire"

Con noi Marilena Roversi che ci ha parlato del libro "La donna sotto la Madonna: omicidi sul lago d'Orta" da cui presto saranno tratti dei soggetti per la Tv tedesca.

Il Lago dei Misteri: riti magici, incantesimi a Sambughetto.

Pensate quanto la mente possa lasciarsi prendere da un mistero. 
I misteri inquietano e attraggono...
Alfa, la mente del blog illagodeimisteri.it che collabora con il programma, ogni volta ci regala una vera e propria pillola di mistero.
Chi si libra nel cielo della notte, non sono insetti ma forse esseri dalle sembianze umane femminili. 
Alla radio la voce di Marco l'Equi-Librista narra “Le streghe di Sambughetto”.

Le streghe di Sambughetto

Le vedi volteggiare nell’aria, librandosi come libellule. Di notte paiono piccole lucciole che si muovono leggere nell’oscurità sopra la valle. Guardando meglio scoprirai però che non di insetti si tratta, ma di esseri dalle sembianze umane femminili…
Guardate là, in cielo, le streghe di Sambughetto! Si muovono leggere, talora aiutando il loro magico volo nell’aria con un ombrellino che usano come un equilibrista sul filo. E proprio un filo è il loro segreto. Un filo magico che dalla montagna gettano sul campanile di Sambughetto per poi salirci per le loro magiche evoluzioni nell’aria. Escono dalle loro grotte e di notte si esibiscono in queste misteriose danze sospese nel cielo.
Qualcuno dice che abbiano iniziato per gioco. Altri sospettano che compiano oscuri riti magici per gettare incantesimi sul paese e su tutta la valle dello Strona, da Campello Monti fin giù ad Omegna.
Io ho un sospetto: le streghe gettarono la corda la prima volta per evitare di scendere dalle grotte fino al torrente e risalire su fino a Sambughetto.
Dovete sapere, infatti, che Sambughetto è un paese dalle strade così ripide che è meglio avere le ali che i piedi. Così ripido che persino le capre devono fermarsi a riprendere fiato durante la salita. Così ripido che le donne chiesero alle streghe aiuto e consiglio per evitare che le uova delle loro galline rotolassero fino a valle. Le streghe, che in fondo sono buone, suggerirono loro un ingegnoso sistema: ogni gallina fu dotata di un sacchetto allacciato in vita, in modo da raccogliere l’uovo ancora caldo.
Per questo Sambughetto è famoso non solo per le streghe, ma anche per le galline con le mutande…

Marco l'Equi-Librista e...Il Piccolo Principe

Al tema del volo il nostro Equi-Librista risponde andando sul sicuro con alcuni cenni riguardanti il libro “Il piccolo principe (titolo originale “Le Petit Prince”), scritto dall’autore francese Antoine de Saint-Exupéry, pilota di aerei, proprio come il narratore/personaggio del racconto.

Nel racconto, l'autore narra di aver effettuato un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara. Il giorno dopo l'atterraggio, si risveglia al suono di una voce di un bambino che gli chiede se gli può disegnare una pecora. L'autore capisce che è un piccolo principe proveniente da un altro pianeta. L'aviatore comincia a disegnare varie pecore, che il bambino rifiuta, fino a quando, esasperato, disegna una scatola con dei buchi, all'interno della quale - dice - si trova la pecora. Il piccolo principe è soddisfatto e alla fine della discussione racconta la sua storia. Nel racconto compare anche il segreto dell'amicizia: "...l'essenziale è invisibile agli occhi..." è solo uno dei preziosi insegnamenti del testo consigliato dal nostro esperto.

I Menestrelli e..."L'ultimo volo".

“Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere. Altri, quello di sognare.” Così la Gazzetta dello sport aveva reso omaggio, il giorno dopo la sua morte, ad un uomo innamorato del volo: Patrick de Gayardon.
Inventò una tuta alare che gli permetteva di “planare” sul vento, aumentando il tempo di permanenza in volo. Fu proprio in uno di questi esperimenti che purtroppo ci fu un problema all’apertura del paracadute e per lui non vi fu scampo.

I Menestrelli di Jorvik sono un collettivo di giovani letterati che ogni volta collaborano con noi in trasmissione portando un avvenimento storico e guardandolo con gli occhi e la sensibilità di uno scrittore. 
Stasera è volare il tema della trasmissione e ad Alice di Leva è piaciuto immaginare l’ultimo volo di Patrick de Gayardon.

L’ULTIMO VOLO

Quella nuvola lì, sulla sinistra, sembra tanto una mela, perfettamente tonda, lucida, di un’eterea croccantezza.
Laggiù invece, verso Nord... laggiù c’è il viso della nonna, con gli occhi pieni di lacrime, come se già sapesse, come se avesse sempre saputo.
È la sensazione di un tuffo in mare, il mare della Provenza. Cado nel vento come cadevo dalla barca del nonno. Con gli occhi verso il cielo, che ancora non mi aveva catturato, che ancora non mi aveva fatto amare come non avevo amato mai: con la carne e con l’anima, con lo stomaco e con ogni fibra del mio corpo.
Con tutto, ma non con la mente; quella non l’aveva voluta mai, almeno non quando ero lì con lui, almeno non in quei pochi, fragili minuti di follia.

La mia mano continua a tirare il sottile laccetto che dovrebbe far scattare il meccanismo del paracadute. È un gesto istintivo, meccanico, ormai... l’ho fatto mille volte. Significava tornare alla normalità, significava che il gioco era finito, significava che ero un uomo, come tutti gli altri. E oggi lo sono ancora di più, perché mentre la mano trema e stringe la cordicella, penso a quello che per molti la mia vita ha significato: “vivi senza limiti”.
Ed è a dieci metri dal suolo che capisco di aver vissuto portando il più grosso dei limiti nel cuore: l’essere uomo, e il morire cercando di abbandonare nel vento la mia goffa e pesante umanità.

Così, il 13 aprile del 1998, alle Hawaii,
perse le ali Patrick de Gayardon.


Alice Di Leva
10 novembre 2008


Omicidi sul lago d'Orta


È tornata a trovarci Marilena Roversi. È l'autrice di "La Donna Sotto la Madonna", il suo secondo libro. Oggi - e la cosa ci riempie di gioia - la raccolta di racconti è un piccolo caso letterario che la TV tedesca porterà sul piccolo schermo. Lo splendido scenario del Lago d'Orta e i suoi segreti sono lo sfondo di ciascuno dei tre racconti noir, densi di suspense e colpi di scena, che Marilena dipana con il supporto di fotografie e piantine. Uno stimolo per il lettore ad arrivare alla soluzione dei tre casi ma anche a scoprire le meraviglie dei luoghi descritti. Brava Marilena! Stiamo già aspettando il tuo prossimo sforzo creativo.

La donna sotto la Madonna. Omicidi sul lago d’Orta
di Marilena Roversi - Editrice Nuovi Autori


Marilena Roversi è nata a Novara. Vive tra Orta San Giulio (Novara) e il Canton Ticino. Ha conseguito il dottorato in tossicologia e, per le sue attività di ricerca ha ottenuto, nel 1981, il premio Internazionale della Ricerca Scientifica della Repubblica Federale Tedesca. All’attività scientifica ha sempre unito quella giornalistica collaborando con diverse testate della Svizzera italiana. Per alcuni anni è stata collaboratrice free lance della radiotelevisione svizzera, attualmente è consulente presso diversi comuni ed enti sia svizzeri sia italiani. Nel 2007 ha pubblicato “Casinò – assalto ai soldi degli italiani” (Ed. Nuovi Autori) che narra le vicende legate alla nascita del casinò di Lugano.

Perry Zona...il volo e la pace.

Ecco quanto basta per creare l'atmosfera e regalarci qualche istante in cui la fantasia ci assista e ci faccia volare...Grazie a Perry Zona la nostra complice blogger dalla penna imprevedibile...un nuovo suggestivo racconto.

Un volo e la pace

Stava seduta sulla spiaggia umida della sera, un po’ di sabbia nella mano destra, con la sinistra si contorceva un ricciolo biondo, in attesa. Inattesa figura che, alle sue spalle, doveva sopraggiungere e coglierla nel momento più soft dei suoi pensieri.
Disattesa speranza di sentire le sue braccia avvolgerla, spensierate e sensuali, per portarla lontano, fino a camminare in punta di piedi sul filo dell’orizzonte, tenendosi per mano.
Non era sola in quel momento. La sua “amica” solitudine le era seduta accanto e la osservava
sorridendo e sussurrando: Amica mia, goditi questi attimi, goditi la speranza, làsciati travolgere dalla delusione, nel turbinio che la folle corsa all’inseguimento della felicità provoca al tuo cuore infranto. Non avrebbe voluto avere orecchie per sentirla, ma quelle parole lampeggiavano nella sua mente e tuonavano nel suo cuore.
Avrebbe voluto vagare con lo sguardo fuori da se stessa alla ricerca di chissà cosa, ed invece era
intenta ad allungare una mano nel buio dentro di sé per scovare quel maledetto interruttore. Dove si riaccende la luce negli occhi? Per ora davanti a sé c’era solo un mare mosso da onde di lacrime continue. Poi quel gabbiano. Una candida figura che si stagliava nel bell’azzurro limpido di un cielo che pareva volesse mostrarle come poteva essere diverso il domani.
Man mano che si avvicinava diventava sempre più grande. Poi si posò ad uno scoglio da lei. Nessun verso, nessun movimento. Restò lì immobile a osservarla.
Lei lo guardava ma non vedeva. Era come persa in altre diapositive che stavano scorrendo davanti ai suoi occhi. Il passato. Il bello e il brutto del suo passato. Per ogni piccola grande immagine che le tornava alla memoria, una lacrima o un sorriso spuntavano sul suo viso.
Qualche istante dopo il gabbiano fece un passo nella sua direzione, poi si voltò di nuovo verso
quell’orizzonte lontano e aprì un’ala soltanto. Come una mano tesa. Restò in quella posizione un istante che sembrò infinito. Poi sollevò anche l’altra ala e volò via.
Ora aveva accanto un’altra amica, la Fiducia. Un’abbraccio leggero sulle sue spalle la riempì di
calore. Era tornato. Voleva la pace. Capì così che la sua vita valeva la pena e la gioia di essere
vissuta in ogni istante. 

"Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. 
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola”
Richard Bach
Trilussa
L'UGUAGLIANZA

Fissato ne l'idea de l'uguajanza
un Gallo scrisse all'Aquila:
"Compagna, siccome te ne stai su la montagna
bisogna che abbolimo 'sta distanza
perché nun è né giusto né civile ch'io stia fra la monnezza d'un cortile,
ma sarebbe più commodo e più bello
de vive ner medesimo livello".

L'Aquila je rispose:

"Caro mio, accetto volentieri la proposta
volemo fa' amicizzia? So' disposta
ma nun pretenne che m'abbassi io.
Se te senti la forza necessaria
spalanca l'ale e viettene per aria,
se nun t'abbasta l'anima de fallo
io seguito a fa' l'Aquila e tu er Gallo".

Un pensiero...vola e anche la musica.

E' affascinante pensare che la storia dell'uomo abbia sempre incrociato la passione per il volo. Risulta interessante allora riflettere su quanto gli esseri umani possano andare lontano e nello stesso tempo essere di fatto così limitati...anche nei confronti di un passerotto.

Abbiamo eletto la parola VOLARE come filo di conduzione della imminente puntata della trasmissione. Crediamo che possa stuzzicare anche la vostra fantasia e immaginazione. Se vi sentite partecipi di quanto vi stiamo comunicando, allora mandateci i vostri spunti, i vostri messaggi e le vostre considerazioni sulla parola VOLARE. Noi vi aspettiamo in diretta dalle 21.00.
Anche stasera grande musica live con una artista che con le sue canzoni ci aiuterà di certo a volare e ad instaurare un buon feeling con un sabato sera alla radio. Arriva il nostro amico cantautore irlandese Ray Heffernan. Parleremo con lui anche del suo nuovo show su Puntoradio. Inoltre saranno con noi i Nerocristallo giovani musicisti rock. Inoltre saranno con noi del team tanti amici e interessanti anime che si racconteranno nel perfetto stile "Siamo in Onda". A stasera!

giovedì 13 novembre 2008

Live a ... Fatti sentire

Ebbene si! Anche questa settimana il gruppo di Siamo in Onda è venuto a far visita a Ray Heffernan straordinario conduttore della trasmissione "Fatti Sentire" che tratta di musica indipendente. Potete trovare altre notizie su Ray e sulla trasmissione al blog: http://myspace.com/fattisentire.

Naturalmente a Ray non è mancato il sostegno dei suoi amici. In particolare nella foto sono ritratti Small Paul e Elena Veronesi.

sabato 8 novembre 2008

Live a Siamo in Onda


Ecco le immagini della nuova puntata di Siamo in Onda. Con gli Egin, gruppo musicale di Torino.

Big Mama degli Egin alla fisarmonica

Ecco a voi il nostro capitano: Fabio Giusti. Secondo voi la radio crea dipendenza?..... Mah?

Ivano Balabio che ci ha letto uno stralcio del discorso di M.L.King

Rossana Girotto e Gianni Scattolin (in arte Robert Diamante) attori della Corte dei Miracoli.

Mario Favini dei Menestrelli di Jorvik autore del pezzo letto da Maria Teresa Meardi

Il Lago dei Misteri e la Grotta del Sogno.

Continua la bella collaborazione con Il Lago dei Misteri che anche stasera ci suggerisce un nuovo racconto: si tratta della leggenda della grotta delle fate ad Angera. Secondo questa leggenda la grotta si aprirebbe ogni cento anni, offrendo ad un uomo la possibilità di scegliere un dono.
Alfa, la mente che che anima il blog www.Illagodeimisteri.it ha scelto di riscriverla adattandola ai richiami di questa serata dedicata al sogno.


La grotta del sogno
Aprì gli occhi all’improvviso. Pensò con sollievo che era stato solo un sogno, ma quando si mise a sedere comprese il suo errore. Ai piedi del letto c’era la borsa. L’aprì con timore: come sapeva era piena di monete d’oro. Si prese la testa tra le mani e pianse, vedendo che non aveva sognato... Girovagando per i boschi si era trovato, senza sapere bene come, ai piedi della rocca. Aveva trovato un posto delizioso all’ombra, così si era sdraiato per schiacciare un pisolino.
Si era appena addormentato quando era stato svegliato da una voce suadente. «Vieni, entra nella caverna.» Alzatosi, aveva visto davanti a sé, dove prima c’era solida roccia, una grande apertura. Incuriosito, si era diretto verso la luce che vedeva dinnanzi a sé. Era giunto infine in una sala sotterranea, al centro della quale si trovavano un campanaccio di ferro, una borsa piena di monete d’oro e un letto su cui giaceva una donna addormentata. «Puoi prendere una sola cosa» disse la voce. «Il campanaccio farà moltiplicare il tuo gregge, la borsa contiene un tesoro inestimabile e sul letto giace la donna più bella del mondo. Questa scelta è data solo ogni cento anni ad un mortale. Scegli con giudizio, se puoi.» Aveva riflettuto, guardando ora l’uno ora l’altro dei regali che gli venivano offerti. Aveva scartato subito il campanaccio, perché non era un contadino. Aveva guardato a lungo la donna, che dormiva coperta da un lenzuolo, con gli occhi chiusi su un sogno che a lui non era dato vedere. Era stato incerto a lungo, ma alla fine aveva scelto, prendendo la borsa. Con quella ne avrebbe avute mille di donne! In quel preciso istante il campanaccio aveva suonato e la donna aveva aperto gli occhi. Li aveva visti passare in un istante dalla sorpresa alla speranza e dal desiderio alla delusione. L’ultima impressione rimastagli di quegli occhi bellissimi era il silenzioso rimprovero per aver rinunciato al grande amore della sua vita.

I Menestrelli: il sogno dorato.

Gli indigeni americani, che facevano largo uso di monili in oro fecero pensare agli spagnoli di essere giunti vicino ad un luogo mitico ricco di oro dove i bisogni materiali fossero appagati. La storia, la leggenda, la narrativa si fondono nel nuovo suggestivo racconto presentato dal collettivo di giovani scrittori che condivide con noi la passione della comunicazione.

Come bestie braccate
Di Mario Favini

A nulla è valsa la nostra strenua resistenza, a nulla i nostri archi e le nostre lance. È tutto finito, ora, fuggiamo come bestie braccate,
fuggiamo nel cuore della foresta, antica madre possente, fuggiamo la morte, per qualche istante. 
A nulla sono valse le nostre preghiere, a nulla i sacrifici tributati agli dei. È tutto finito, ora, fuggiamo dai dardi di fuoco, fuggiamo i bastoni, freddi e tonanti, che i nostri nemici ci puntano contro.
Siamo rimasti in pochi, hanno violentato le donne e ucciso i bambini, sgozzato i vecchi e ridotto gli uomini in forze al rango di schiavi, di bestie da soma, di pezzi di carne già morta. Siamo rimasti in pochi: coloro che alcuni credevano dei hanno abbattuto templi e palazzi, accecati dall’ira e assetati d’onore. Fuggiamo nella foresta, ma senza speranza. Inseguiti e braccati, finiremo le nostre misere vite uccisi
da un dardo di fuoco, scannati dagli uomini bianchi che inseguono un sogno dorato, una città inesistente di cui, pappagalli dai pallidi visi, ripetono il nome insistenti: «Eldorado! Eldorado!»

Perry Zona e il sogno della mano.


Anche stasera la trasmissione offre spunti interessanti per affrontare e codividere il tema filo conduttore. Un ringraziamento particolare va agli autori che ogni volta con il loro contributo conferiscono un valore aggiunto notevole a quanto succede in onda. Sono gli istanti dedicati ai racconti...questa è la nuova creatura di Perry Zona che in merito ai SOGNI D’ORO ci regala un singolare e surreale dialogo tra le mani.


UN SOGNO A PORTATA DI MANO

Quel giorno ero nel mio letto intento a prendere sonno. Invece di dedicarmi alla monotona conta delle pecore, mi son messo a dare un nome ad ogni parte del mio corpo. Così, il mio cervello è diventato Decoccio, il mio cuore è diventato Tonf, il fegato Noalc, e via discorrendo. E mentre ero lì intento a battezzare ogni mia singola falange...ecco saltar su Six, la mia mano sinistra: Ma che cavolo vuoi da me?! Lì per lì son rimasto un attimo spiazzato. Six continuò: Hai capito che mi devi mollare? Non voglio avere a che fare con te... Solo allora mi accorsi che Dix, la mia mano destra, stava tremando di rabbia. Come ti permetti di rivolgerti a me in questi termini!
Non ci volevo credere! Le mie mani...stavano litigando! Dix voleva imparare a suonare il pianoforte, Six replicava che le piaceva suonare solo il flauto...La mia rozza mano sinistra si infilava nelle mie narici...Mentre la mia fine mano destra si insinuava dolcemente fra i capelli per districare qualche nodo che creava scompiglio. Six voleva salire in moto e sporcarsi di olio,
Dix sognava un giro in bicicletta a raccogliere margherite. Ero in balìa delle mie mani e non sapevo come uscirne. Guardati, non sei nemmeno capace di tenere una penna in mano, Ignorante! Si ribellò con improvviso ardire Dix. Ah bella, guarda che non ne ho bisogno...
E poi sono più veloce di te a scrivere gli sms! Replicò Six. Sempre più perplesso e attonito, ascoltavo e sorridevo come un ebete. Finchè una frase mi fece sussultare e Tonf ebbe da accelerare vorticosamente la sua corsa. Qualcuno disse che “Se la tua mano è occasione di scandalo, mozzala!” A quel punto...decisi di intervenire: Ma guardatevi! Siete uguali.
Avete vissuto insieme fino ad ora....sapete tutto l’una dell’altra. E la cosa più bella è proprio quando vi unite fra di voi, e quando vi congiungete alle altre mani. Dieci dita ora mi stavano fissando intensamente. Poi si voltarono l’una di fronte all’altra e si incrociarono in un abbraccio. Ce l’avevo fatta! Un drriiiiiiiiiiiiin acuto mi fece sobbalzare e mi ritrovai seduto sul letto. Era la sveglia. Ma allora stavo sognando?!? Mi sono guardato immediatamente le mani, erano ancora al loro posto per fortuna. E non stavano litigando! Entrambe mi aiutarono immediatamente a stropicciarmi gli occhi per vedere meglio la luce del primo mattino che filtrava attraverso la finestra. Anche oggi con queste mani posso fare cose grandi. 

“Fai della tua vita un sogno, e di un sogno la realtà” Antoine-Marie Roger de Saint-Exupery

Anche stasera live show: Arrivano gli Egin.

I nostri affezionati ascoltatori sanno che una costante del nostro show serale è la presenza della musica live. Questa sera arriva una interessante formazione torinese gli EGIN Patchanka band.
ll termine patchanka è stato coniato dal gruppo francese Mano Negra, che lo usa nel 1988 per il titolo del primo disco, e può essere tradotto con "confusione", "caos", "miscuglio". La Patchanka è un "non genere", caratterizzato da una commistione di colori, suoni, stili, lingue, musiche e tradizioni diverse. Vogliamo trasmettervi alcune indicazioni per meglio comprendere la serata che stiamo preparando.
Nati nel gennaio 1999, gli Egin (in euskara, la lingua basca, significa "fare, agire"), propongono una musica che, ispirata dalle tradizioni popolari e folk mondiali e di euskadi in particolare, sfocia in una sorta mix musicale che spazia i generi musicali più disparati.
La scelta delle liriche in italiano, basco, piemontese, spagnolo, francese ed inglese, sottolinea l'intento di considerare suoni e parole portatori di messaggi sociali ed interculturali.
Stasera potremo ascoltarli in diretta alla radio!!!

giovedì 6 novembre 2008

Live a ... Fatti Sentire

Questa sera il blog di Siamo in Onda ospita un nostro grande amico che debutta con la nuova trasmissione "Fatti Sentire"... il suo nome è Ray Heffernan, cantautore irlandese le cui passioni sono la musica e la birra scura (ma non disdegna la cucina italiana). Per saperne un po' di più su Ray e il suo mondo c'è anche un blog: http://myspace.com/fattisentire
... per l'occasione la regia è di Carmelo.

Noi di Siamo in Onda non potevamo mancare all'evento.

Sono venuti a trovarci anche i Nerocristallo, prossimi ospiti della trasmissione.